One hit wonders: 10 successi europei “unici” degli anni 2000

Canzoni che hanno ballato per un’estate o un inverno, conquistando mercati, premi e primati. Successi che si pensava potessero poi avere un seguito, soprattutto per gli artisti che li hanno interpretati. E invece no. Terzo capitolo del nostro viaggio all’interno delle One hit wonders europee. Stavolta ci concentriamo sugli anni 2000. Ecco altri 10 brani. Allacciate le cinture e alzate il volume delle casse.

Move your feet – Junior Senior (Danimarca, 2002)

Visti anche al Festivalbar, questi due danesi hanno messo a segno un clamoroso exploit internazionale raggiungendo il disco di platino nel Regno Unito (600.000 copie) e i primi posti delle classifiche dance di tutta Europa, salvo poi eclissarsi dopo tre anni nei quali non sono più riusciti a ripetere il grande successo

Never back down- Novastar (Belgio-Paesi Bassi, 2004/2006)

Uscito in Belgio e nei Paesi Bassi nel 2004, il brano diventa una hit internazionale (anche in Italia), soltanto due anni dopo, regalando al gruppo una buona popolarità e diversi passagi nelle radio e tv di mezza Europa. Tuttora in attività con buon riscontro, non sono però più usciti dai confini fiamminghi.

 

Malo-Bebe (Spagna,2006)

Per distacco il miglior pezzo spagnolo degli ultimi 20 anni e singolo di lancio dell’album Pafuera telarañas, il testo è un cazzotto durissimo per come affronta il tema della violenza sulle donne, con parole forti e dirette (su tutte: “Ogni volta che mi dici puttana, il tuo cervello rimpicciolisce“). La cosa le vale cinque nomination al Latin Grammy (nell’album c’è un altro pezzo mica da niente sulla masturbazione femminile) ma inspiegabilmente e nonostante il successo internazionale, sceglie di dedicarsi al cinema. Ricompare di tanto in tanto sulla scena, nel 2020 ha duettato con Laura Pausini

 

 

Leggi: 10 one hit wonders europee che hanno sfondato le charts/1

Dove-Moony (Italia, 2002)

La dance italiana, che resiste nonostante tutto. Nel 2002, anche grazie al Festivalbar, l’Italia fa la conoscenza di Monica Bragato, veneziana, già voce dei BD Boulevard. Il singolo lancia l’album da solista di Moony, “Lifestories” e diventa un successo internazionale. Purtroppo resterà anche il suo unico, nonostante una carriera di tutto rispetto che prosegue ancora.

My heart goes boom (La Di Da)- French Affair (Francia/Germania, 2000)

Prima ed unica hit di questo progetto franco-tedesco, che ha come frontwoman la modella francese Barbara Alcindor. Oltre 600.000 copie in giro per l’Europa, numero 4 delle charts italiane, come molte produzioni del tempo, non sopravviverà a successivi brani assai meno forti.

 

Shut up and let me go- The Ting Tings (Regno Unito, 2008)

Clamorosa hit radiofonica del 2008 (insieme all’altra “Great dj”), che lancia il primo album di questo duo elettronico tuttora in attività. Utilizzato in Italia in diversi spot pubblicitari, è disco di platino negli Stati Uniti (1 milione di copie) e d’argento nel Regno Unito.

 

 

Leggi: altre 10 one hit wonders che hanno conquistato le charts/2

Trouble sleeping- Corinne Bailey Rae (Regno Unito, 20o6)

Nonostante un modesto riscontro discografico, “Trouble sleeping” è uno dei pezzi più suonati dalle radio europee nel 2008, singolo di lancio dell’album eponimo di Corinne Bailey Rae, raffinata cantautrice britannica che supera largamente i 7 milioni di copie nel mondo, vincend0 8 dischi di platino e 7 d’oro. Tuttora sulla scena soul-jazz, l’artista non ha però saputo più ripetersi a questi livelli.

 

The boy does nothing – Alesha Dixon (Regno Unito, 2008)

L’Europa l’aveva praticamente dimenticata fino allo scorso Maggio, quando l’ha ritrovata – ormai più conduttrice che cantante – al timone dell’Eurovision 2023 a Liverpool.Ex componente delle Mis-Teeq, Alesha Dixon da solista ha all’attivo una sola hit, appunto questa, contenuta nell’album “The Alesha show”.

 

 

Foundations- Kate Nash (Regno Unito, 2007)

Nelle radio europee, nell’estate 2007, sbuca all’improvviso la giocosa ed orecchiabile melodia di una ventenne londinese, Kate Nash. “Foundations” è il singolo che accompagna “Made of bricks”, il suo lavoro d’esordio. Doppio disco di platino nel Regno Unito (vende 1,2 milioni di copie), ma è l’unico successo dell’artista, tuttora in attività.

 

Dragostea din-tei- O-Zone (Moldavia, 2003)

L’Europa musicale fa la conoscenza della Moldavia nel 2003, due anni prima che il Paese debuttasse all’Eurovision e lo fa con questa hit che narra dell'”amore sotto i tigli”. Ad eseguirla un trio che da lì a breve si scioglierà ma che con questa sola hit venderà oltre 6 milioni di copie nel mondo. Disco di diamante in Francia (1.8 milioni di copie), 11 dischi di platino e primo posto in 15 Paesi, Italia compresa. Dove però la versione degli O-Zone, arriva solo nel 2004, quando il trio protesta contro Haiducii, la cantante rumena da tempo residente a Bari che nello stesso anno di uscita dell’originale in Europa ne fa una cover per il mercato italiano, senza chiedere i diritti alla band. Fra le canzoni più coverizzate degli ultimi 25 anni, l’ultimo campionamento lo ha fatto la tedesca Leony (ne avevamo parlato qui). Sciolta la band, oggi Arsene Todras (Arsenium), Dan Balan e Radu Sirbu sono tre colonne del pop in lingua rumena: il primo sarà anche all’Eurovision 2006.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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