Bernadett Nyari, la virtuosa ungherese del violino pop che è partita dall’Italia
Euromusica ha come motto “Tutti i suoni d’Europa”. E allora perchè non andare alla riscoperta di una modalità musicale un po’ dimenticata? Parliamo delle produzioni soltanto strumentali, che costeggiano la musica classica col pop. L’Italia ha avuto come grande esempio Rondò Veneziano, il cui marchio è oggi di una società svizzera, ma si ricordano altri musicisti – in gran parte solo interpreti – come Richard Clayderman o Stephen Schlacks. O per arrivare a tempi più recenti, Ludovico Einaudi o Giovanni Allevi. O ensemble come le rumene Amadeus.
Qui parliamo di una violinista, precisamente dell’ungherese Bernadett Nyari e del suo ultimo singolo “Rebirth”. Vengono in mente esempi simili come l’anglo-vietnamita Vanessa Mae o la statunitense Lindsay Stirling. O per restare in Italia, Alberto “King” Carrara, il re delle dicosteche che negli anni 80 conquistò le charts col violino elettronico.In questo caso, siamo di fronte ad un’altra artista di fama internazionale.
Nata a Budapest, diplomata in violino a Graz, Nyari ha suonato in circa 90 Paesi, nelle arene più importanti al mondo ma è dall’Italia che è partita la sua carriera, a 13 anni, quando si è esibita per la prima volta professionalmente su un grande palco. Spazia dal classico al pop al rock, alla musica per il cinema con sue composizioni ma anche – come in questo caso – con brani scritti da altri di cui è solo esecutrice. Nel 2022 è uscito il suo singolo di debutto, dal titolo “Redemption”, che è stato subito un enorme successo anche per l’arrangiamento innovativo. Qui invece la vediamo esibirsi nella sua versione di “Palladio”, una celebre composizione del gallese Karl Jenkins, ispirata all’architetto trevigiano.
