Eurovision 2025: il resoconto della prima Dress Rehearsal della prima semifinale

La prima Dress Rehearsal della prima semifinale dell’Eurovision 2025 è andata in scena questo pomeriggio alla St. Jakobshalle di Basilea. Una prima prova che ha permesso, grosso modo, di avere un assaggio delle esibizioni dei primi 15 semifinalisti e dei 3 Big Five + 1 che si esibiranno nella prima semifinale.
Nel racconto di oggi ci limitiamo ad analizzare le performance dei paesi in gara, non avendo assistito (per regolamento) all’interval act e al voting finale. Sarà una grande sorpresa che scopriremo nella prova di stasera e nella diretta televisiva di domani. Vediamo intanto cosa è successo in questa prima prova.
Islanda | VÆB – RÓA: la performance nel complesso è buona, forse un po’ troppo confusionaria. Vocalmente ci siamo, il resto (tra ballerini e movimenti sul palco) sarebbe decisamente migliorabile.
Polonia | Justyna Steczkowska – Gaja: fuoco e fiamme sul palco. Tra ballerine, draghi e richiami alla mitologia, la performance è interessante. Bello l’uso delle montagne sul palco, che diventano prima cascate e poi vulcani.
Slovenia | Klemen – How much time do we have left: Klemen punta sull’emozione e le lacrime. Vocalmente non è al top, ma un brano che punta tutto sul testo e sull’emozione ha altri elementi chiave: le foto della moglie, protagonista del brano, che a fine esibizione sale sul palco e bacia il marito.
Estonia | Tommy Cash – Espresso macchiato: performance tutt’altro che brillante. Dispiace dirlo, perché il brano a lungo andare entra in testa, ma Tommy Cash non ha preso una nota nemmeno per scherzo. Sul palco con lui ci sono quattro bodyguard, nessuna traccia delle nonne di Ostuni che, come volevasi dimostrare, Basilea non la vedono nemmeno con il binocolo.
Spagna | Melody – Esa Diva: una performance tipicamente spagnola. Con scintille, un sipario viola che cade a metà esibizione e il tipico brio del paese iberico, Melody punta a far ballare. Peccato che, vocalmente, sia stata abbastanza scarsa.
Ucraina | Ziferblat – Bird of Pray: l’esibizione parte al buio, per poi esplodere con giochi di luce molto suggestivi e in fuochi d’artificio nell’assolo finale. Sicuramente a loro non manca nulla, anche dal punto di vista vocale.
Svezia | Kaj – Bara Bada Bastu: winning vibes. Mettiamo subito le mani in avanti, è stata la performance migliore insieme ad Albania e Svizzera. Hanno fatto tutto perfettamente, non hanno sbagliato nulla, sia dal punto di vista scenico che da quello vocale. Di sicuro meriterebbero di fare molto bene.
Portogallo | Napa – Deslocado: è il solito Portogallo, la solita classe, il solito bel modo di alternare luci calde e colori freddi. Per la prima volta, però, appare un po’ fuori contesto. È tutto perfetto per un evento tipo Musicultura, ma per l’Eurovision manca un po’ di brio.
Norvegia | Kyle Alessandro – Lighter: il brano da Eurovision con la performance da Eurovision. Fuoco e fiamme, scena colorata di rosso, tutto molto bello anche dal punto di vista vocale. Si può fare di più, senza dubbio.
Belgio | Red Sebastian – Strobe light: performance assolutamente dimenticabile. È un peccato, perché Red Sebastian canta molto bene, il pezzo non è male e la performance da sola avrebbe anche un suo senso, ma nel complesso sembra tutto messo in maniera casuale.
Italia | Lucio Corsi – Volevo essere un duro: lo stesso schema di Sanremo, con in più due grossi amplificatori alle spalle di Lucio Corsi e di Tommaso Ottomano, un pianoforte molto lungo e l’armonica che Lucio suona sull’ultimo “Vivere la vita” come un assolo. Da rivedere, anche a causa di un errore tecnico nell’apertura del suo microfono.
Azerbaijan | Mamagama – Run with U: tutto molto frizzante, ben fatto. Il pezzo funziona anche dal vivo, nella scena una struttura bianca dietro di loro, con un anello fluttuante, cambia colore come cambiano le luci. Sul secondo ritornello vedremo delle fiamme. Vocalmente non al top, si può decisamente fare meglio, ma nel complesso non era male.
San Marino | Gabry Ponte – Tutta l’Italia: c’è un po’ di lavoro da fare, perché il pezzo ha del potenziale e Gabry Ponte non ha bisogno di presentazioni. Peccato che le voci non siano state al top, forse erano conservativi in vista di domani sera. A livello di staging ci si aspettava qualcosa di più.
Albania | Skhodra Elektronike – Zjerm: la perfezione ha un volto. Molto bene vocalmente, sia Beatriçe che Kole, bella la performance, il pezzo funziona, insomma hanno tutte le carte in regola per andare alla grande.
Paesi Bassi | Claude – C’est la vie: una stonatura nell’inciso pesa molto nel complesso. Performance non proprio memorabile, anche abbastanza buia e vuota.
Croazia | Marko Bosnjak – Poison cake: anche per lui fuoco e fiamme su una scena che cambia colore dal verde, che ricorda il veleno, al rosso. Del fumo impreziosisce la scena. Peccato che nel complesso non sia nulla di significativo.
Svizzera | Zoë Më – Voyage: tutto meravigliosamente bello. Semplice, un piano-sequenza, ma ben studiato ed emozionante. Zoë dal vivo è incredibile, non sbaglia una nota e l’avevamo visto anche allo Showcase RSI a Lugano-Besso. Il paese ospitante non vince quasi mai, due vittorie di fila per un paese sono quasi impossibili, però… Non succede, ma se succede…
Cipro | Theo Evan – Shh: una struttura metallica sul palco fa da “palcoscenico” per i ballerini. L’alternanza cromatica tra il rosso e il bianco fa da costante. Peccato però che alla fine non rimanga quasi nulla di questa performance.
La prima semifinale dell’Eurovision 2025 andrà in scena domani alle 21, in diretta su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi e BigMama, su RTV San Marino con il commento di Anna Gaspari e Gigi Restivo e su RSI La1 con il commento di Ellis Cavallini e Gian Andrea Costa.
