Il nostro Buon Anno più lento, cercando margherite, con “Foglie” di chiamamifaro
Buon anno nuovo a tutte le nostre care lettrici e cari lettori! Il 2025 è terminato e ha portato con sé tanti momenti che in qualche modo sono destinati a lasciare un segno.
È stato un anno importante per chi crede, con la scomparsa di Papa Francesco nell’anno del Giubileo e l’elezione al soglio petrino di Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV. Il mondo non è stato a guardare, e purtroppo le guerre non sono ancora terminate.
Pensiamo per esempio all’Ucraina, ancora martoriata e oppressa dall’esercito russo, o al Medio Oriente con il popolo palestinese massacrato da un esercito israeliano e da un governo senza scrupoli, che dietro la risposta al brutale attacco del 7 ottobre 2023 continua come se niente fosse a portare avanti un genocidio senza precedenti. Gli Stati Uniti, guidati di nuovo da Donald Trump, provano a contribuire a un cessate il fuoco che, però, rimane un’utopia.
Anche in Italia qualcosa si muove, ma non dal punto di vista dei diritti civili e della libertà di stampa: il caso Paragon e i giornalisti messi sotto la lente d’ingrandimento fanno scivolare il Bel Paese al 49esimo posto nella classifica della libertà di stampa. Continuano purtroppo anche i femminicidi, ma l’introduzione dell’educazione sentimentale, sessuale e affettiva nelle scuole non arriva. Di sicuro tutti gli uomini devono tenere bene a mente che, quando una donna dice no, è no.
Guardando però alla musica, che per quanto ci riguarda è il nostro focus, il 2025 ha visto il ritorno di Carlo Conti sul palco dell’Ariston di Sanremo. Noi di Euromusica eravamo lì, abbiamo visto Olly trionfare con “Balorda nostalgia” tra i big e Settembre con “Vertebre” tra le nuove proposte. Abbiamo visto anche Lucio Corsi, secondo classificato con “Volevo essere un duro”, raccogliere il testimone dopo la rinuncia del vincitore e tenere alta la bandiera italiana all’Eurovision Song Contest.
L’abbiamo accompagnato a Basilea, dove con un inatteso e insperato quinto posto ha portato di nuovo l’Italia in top 10. Davanti a tutti c’era JJ, dall’Austria, con “Wasted love”. Menzione d’onore per Zoë Më, che a casa sua ha incantato tutti con la sua “Voyage” ricordando che i fiori sono più belli quando li innaffiamo e non quando li tagliamo, e per la dolcezza di Louane, dalla Francia, che ha emozionato con la sua “Maman”. Alla fine però tutti in sauna con gli svedesi Kaj e la loro “Bara bada bastu”.
La Francia ha vinto di nuovo lo Junior Eurovision, con la meravigliosa “Ce Monde” di Lou Deleuze, ma la menzione d’onore va a San Marino con Martina CRV e la sua “Beyond the stars”, che ha ottenuto il miglior piazzamento in assoluto per il Titano in un concorso musicale EBU.
Anche nel mondo della musica abbiamo dovuto dire addio a tanti maestri, a partire da Pippo Baudo, colui che ha “inventato” il Festival di Sanremo per come lo conosciamo, senza dimenticarci anche del maestro Peppe Vessicchio e della grandissima, immortale, Ornella Vanoni. Oltre al loro ricordo indelebile rimarrà per sempre tutto ciò che hanno fatto nella loro vita terrena in ambito musicale, le loro parole, voci e note continueranno a riecheggiare all’infinito.
In un anno pieno di musica, però, c’è una canzone che più di tutte ha lasciato il segno, almeno in chi vi scrive. L’augurio che vogliamo farvi, per questo 2026 che è appena iniziato, è quello di essere voi stessi, o meglio, di essere sempre la versione migliore di voi stessi. In un mondo senza regole, che spesso va troppo veloce, non abbiate paura di rallentare, di cadere senza fare rumore come foglie d’autunno e, soprattutto, di cercare margherite.
È quello che canta chiamamifaro, nella sua “Foglie”, che per chi vi scrive è stata la colonna sonora di una seconda parte dell’anno carica di emozioni e cambiamenti, un invito a rallentare che, per chi ha sempre vissuto all’insegna della velocità, è fondamentale per godersi la vita per quello che è. Buon 2026 a tutte e tutti, che questo anno nuovo possa essere veramente un buon anno e che tutte e tutti voi possiate godervelo pienamente, con tanta serenità e tanta vita.
