Sanremo 2026: le pagelle della seconda serata. Nicolò Filippucci e Angelica Bove in finale

Nicolò Filippucci Angelica Bove Sanremo 2026

Live da Sanremo – È andata in scena la seconda serata del Festival di Sanremo 2026, con la sfida delle Nuove Proposte e 15 dei 30 big in gara. A votare per le Nuove Proposte sono state tutte e tre le componenti di voto, mentre per i Big è stato il turno di televoto e giuria delle radio al 50%. Ecco dunque le nostre pagelle, al terzo ascolto (tra prove e dirette) per i Big e all’ennesimo per le Nuove Proposte, degli artisti che si sono esibiti in questa serata.

La giuria delle radio e il televoto hanno collocato in Top 5, in ordine casuale, Tommaso ParadisoLDA & Aka7evenNayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta.

Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2026

Nuove Proposte

Nicolò FilippucciLaguna: l’orchestrazione di Carmelo Patti indubbiamente migliora un brano che già di suo ha qualcosa di interessante. Non è la proposta migliore delle Nuove Proposte, indubbiamente, ma si lascia ascoltare senza problemi. Peccato per qualche incertezza vocale di Nicolò. VOTO: 7

Blind, El Ma e SonikoNei miei DM: è un vero peccato che questo brano sia debolissimo. Perché l’orchestrazione di Enrico Melozzi paradossalmente lo impreziosisce, ma ci sono davvero troppe cose che non vanno. A lungo andare entra anche in testa, però è difficile vedere un futuro discografico per questo brano e per questo progetto in generale. VOTO: 4

Mazzariello – Manifestazione d’amore: l’avevamo già detto durante il percorso a Sanremo Giovani, questo di Mazzariello è un gran bel brano. Il lavoro fatto da Riccardo Zangirolami, che ne ha curato l’orchestrazione, è stato ottimo e la resa dal vivo sul palco dell’Ariston è stata a dir poco ottima. Molto molto bello. VOTO: 9

Angelica Bove – Mattone: nulla da dire. La versione che Angelica Bove ha presentato sul palco dell’Ariston è quella orchestrata da Valeriano Chiaravalle, che per lei ha diretto l’orchestra e che avevamo già ascoltato anche in finale di Sanremo Giovani. E qui, va detto, qualche lacrima è scesa. Non serve aggiungere altro. VOTO: 10 e lode

Big

Patty Pravo – Opera: è un brano talmente fuori tempo che sembra di essere trasportati in un’altra epoca. Nulla da dire su Patty Pravo, anzi, le si può dire solo che è la storia della musica italiana. Ma questo brano non ha senso nel complesso del Festival di Sanremo 2026. Ed è un peccato, perché basta tornare indietro di pochi anni per ritrovare “Cieli immensi” che era di gran lunga migliore. VOTO: 10 per la Divina, 2 per il brano

LDA & Aka7even – Poesie clandestine: se volessimo considerare questo brano come una canzonetta, qualcosa da ascoltare senza prestarvi attenzione, potrebbe anche starci. Il problema è tutto il resto. O meglio, nel complesso ci sono tante cose che in questo brano non funzionano. Di sicuro è un potenziale tormentone. VOTO: 3

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare: “il tempo corre, quanto è str…zo”. Purtroppo dobbiamo contraddire il buon Enrico Nigiotti, perché questo brano il tempo lo dilata inesorabilmente. È un brano lento, un diesel, che anche al terzo ascolto non riesce a convincere e, complice la stanchezza per le tre ore di sonno, risulta ancora più pesante. VOTO: 2

Tommaso Paradiso – I romantici: è esattamente Tommaso Paradiso che canta Tommaso Paradiso, senza se e senza ma. Per chi apprezza la sua musica (compreso il sottoscritto) è un invito a nozze. Forse non la sua produzione migliore, ma poco importa. Nel complesso ha il suo perché. VOTO: 6

Elettra Lamborghini – Voilà: se dovessimo fare un confronto con altre produzioni, in primis “Musica (e il resto scompare)”, parliamo di una Elettra Lamborghini molto più matura e intonata. Anche se intonata è un parolone, purtroppo. Però le va dato il merito di aver comunque proposto un brano molto orecchiabile. Non basta però per farle raggiungere la sufficienza. VOTO: 5

Ermal Meta – Stella stellina: questo brano è perfetto sotto ogni punto di vista. Ha un bel testo, che richiama ovviamente la triste attualità, ha una produzione musicale eccellente che ha la firma di Dardust e, in più, lo stesso Ermal Meta rappresenta un valore aggiunto per questo singolo. Nulla da dire. VOTO: 8

Levante – Sei tu: qui è obbligatorio un mea culpa, chi vi scrive è fan di Levante dal lontano 2013. Questo brano però è oggettivamente bello, ben costruito, ha classe, e in più Claudia Lagona lo canta divinamente. C’è poco da aggiungere, se non che ogni ascolto lascia senza parole. VOTO: 9

Bambole di pezza – Resta con me: eravamo abituati al loro punk straordinario. Su questa canzone invece sembra abbiano tirato leggermente il freno a mano, ma è evidentemente un compromesso sanremese. Peccato, ma bisogna dare atto a questa straordinaria band di avere una quantità infinita di talenti, di essere delle ragazze straordinarie e, nello specifico di Cleo, di avere una voce che spettina e un’intonazione che fa paura. VOTO: 7 (ma tornate a fare punk vi prego)

Chiello Ti penso sempre: parliamo di un brano che cresce con gli ascolti, ma rimane comunque una produzione che è ben lontana dall’essere una delle sue migliori. Pensiamo a “Quanto ti vorrei”, ma anche a “Ghiaccio” cantata insieme a Ceneri. È un brano interessante ma non entusiasmante, che nel complesso si fa ascoltare ma non è eccezionale. VOTO: 6

J-Ax – Italia starter pack: un po’ di sano country fatto bene, con una bravissima violinista di soli 15 anni e un J-Ax che, anche se vocalmente non è stato eccellente, ha la sua bella presenza scenica e comunque canta. In sala stampa tutti hanno cantato, e credo sia un ottimo indicatore di quanto questo brano funzioni. VOTO: 8

Nayt – Prima che: è difficile valutare questo brano. L’orchestra funziona, fa molto bene il suo lavoro, anche lo stesso Nayt è migliorato considerevolmente sia rispetto alle prove che rispetto alla precedente serata. Il brano cresce ascolto dopo ascolto, e dopo un esordio non esaltante arriviamo a definirlo addirittura interessante. VOTO: 7

Fulminacci – Stupida sfortuna: una gran bella canzone di Fulminacci, che ha dimostrato di saper scrivere canzoni mai troppo simili tra loro. Qui si trasforma per certi versi nei Napa e propone un brano davvero molto valido, bello, orecchiabile e che rimane impresso senza problemi. VOTO: 9

Fedez e Masini – Male necessario: l’unico problema di questo brano sono le parti in cui canta solo Fedez. Perché per il resto è perfetto. E Marco Masini, con la sua voce, insieme al rap estremamente tagliente di Fedez, rasentano livelli di eccellenza che non possono fare altro che spedire questa “strana coppia” in alto nella classifica finale. VOTO: 10

Dargen D’Amico – Ai Ai: decisamente non la produzione migliore di Dargen D’Amico, che nel suo percorso artistico ha dimostrato di saper dare origini a brani di gran lunga migliori. Basti pensare ai suoi precedenti Sanremo, con “Dove si balla” e “Onda alta”, oppure guardando a “Cinema spento” (eseguita con Ana Mena). Comunque parliamo di un brano comunque orecchiabile, anche se è distante dall’essere il brano del Festival di Sanremo 2026. VOTO: 6

Ditonellapiaga – Che fastidio!: questo è il brano di questo Festival di Sanremo 2026. È la più interessante tra le proposte in gara, sia dal punto di vista musicale (grazie anche all’orchestrazione di Carolina Bubbico) sia per quanto riguarda la presenza scenica e l’esecuzione dal vivo insieme alle 6 ballerine che accompagnano Margherita sul palco. VOTO: 10

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