Sanremo 2026, Ditonellapiaga con TonyPitony vince la serata cover-duetti: le nostre pagelle

Tony Pitony Ditonellapiaga

Quarta serata del Festival di Sanremo 2026, dedicata come tradizione alle cover, in duetto con artisti italiani ed internazionali. Una serata che – per fortuna – non fa media sulla classifica. A votare il vincitore il pubblico con il televoto (34%), la giuria della sala stampa, tv e web (33%) e la giuria delle radio (33%).  Al termine è stata rivelata la classifica relativa alle prime 10 posizioni. Trionfo, meritatissimo per Ditonellapiaga e TonyPitony

La classifica della serata cover

  1. Ditonellapiaga-TonyPitony
  2. Sayf- Alex Britti, Mario Biondi
  3. Arisa-Coro Teatro Regio di Parma
  4. Bambole di Pezza-Cristina D’Avena
  5. Tredici Pietro, Fudasca & C
  6. Sal Da Vinci-Michele Zarrillo
  7. LDA & Aka7even-Tullio De Piscopo
  8. Nayt-Joan Thiele
  9. Drage D’Amico, Pupo, Fabrizio Bosso
  10. Luchè-Gianluca Grignani

La grande novità è che su Spotify sarà possibile ascoltare queste collaborazioni subito dopo la serata e sarà possibile trovarli nella playlist ufficiale del Festival presente sulla piattaforma.

Le nostre pagelle

Elettra Lamborghini e Las Ketchup – ‘Aserejé’ (Las Ketchup):  Aserejè è un stato un successone da 12 milioni di copie (fra l’altro trainando un album bellissimo), ma le sorelle spagnole ne sono rimaste schiacciate e non incidono da 20 anni, cioè dalla loro partecipazione ad Eurovision. Per il resto, siamo a livelli da ballo di gruppo al villaggio turistico. VOTO 5 (sarebbe  4 ma almeno  ha divertito e quindi vale un punto in più)

Eddie Brock e Fabrizio Moro – ‘Portami via’  (Fabrizio Moro): Fabrizio Moro original e la sua versione acquistata su Wish. Vince il primo, ovviamente. Non c’è nient’altro da dire. VOTO 6.

Mara Sattei e Mecna – ‘L’ultimo bacio’ (Carmen Consoli): La cantantessa arriva col bastone per punirli. Soprattutto Mecna che ci ha messo le barre. VOTO 3

Patty Pravo e il ballerino Timofej Andrijashenko – ‘Ti lascio una canzone’ (Gino Paoli/Ornella Vanoni): Imprecisioni ad inizio brano, poi migliora. Però alla Divina si perdonano. Nel complesso è un bell’omaggio alla collega recentemente scomparsa. VOTO 6.5

Levante e Gaia – ‘I maschi’ (Gianna Nannini):Si divertono e c’è intesa, sul palco si percepisce. Bello l’arrangiamento col banjo all’inizio. Non sempre centratissima l’intonazione di Gaia, ma in una serata come questa ci sta.  VOTO 7 (ma zero alla regia che taglia il bacio saffico fra le due)

Malika Ayane e Claudio Santamaria – ‘Mi sei scoppiato dentro il cuore’ (Mina): La domanda è: perchè scegliere un attore del quale non sono note le qualità canore per distruggere un brano storico della nostra musica? VOTO 5 (perchè Malika Ayane bilancia)

Bambole di pezza e Cristina D’Avena – ‘Occhi di gatto’ (Cristina D’Avena): Occhi di gatto in versione punk. Voglio troppo bene alle sigle dei cartoni animati, le perdono. Il colpo di scena con “Whole lotta love” sul finale è geniale. Chitarre distorte a manetta, daje. Brave, questo è lo spirito della serata cover. VOTO 9

Dargen D’Amico, Pupo e il sassofonista Fabrizio Bosso – ‘Su di noi’ (Pupo): Notevole il mashup con “Gam Gam”, antico canto ebraico eseguito durante lo Shabbat resa celebre dalla versione di Mauro Pilato, “Il disertore” di Boris Vian nella versione di De Andrè. . Dopodichè c’è però Pupo il filorusso. E Dargen D’Amico, con le sue posizioni sul conflitto a Gaza. SENZA VOTO

Tommaso Paradiso e Gli Stadio – ‘L’ultima luna’ (Lucio Dalla): Anche in questo caso, si divertono sul palco e si vede. Niente per cui strapparsi i capelli, ma è una cosa fatta bene, quindi tutto  a posto. VOTO 7.

Michele Bravi e Fiorella Mannoia – ‘Domani è un altro giorno’ (Ornella Vanoni): Un omaggio ben fatto da due ottimi interpreti. Michele Bravi, soprattutto quello attuale, è adattissimo per questo tipo di canzoni e l’invito alla Mannoia è azzeccatissimo. Sin qui la cosa migliore della serata. VOTO 9.

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Gianni Morandi – ‘Vita’ (Lucio Dalla e Gianni Morandi): Morandi figlio non ha provato nel pomeriggio e il motivo ora è chiaro: non era annunciata la presenza di Morandi padre. Come lo scorso anno il padre fece con Jovanotti. Quindi ingiudicabile, ovviamente. SENZA VOTO:

Maria Antonietta & Colombre e Brunori Sas – ‘Il mondo’ (Jimmy Fontana): Marche United. Da Pesaro (Maria Antonietta) a Senigallia (Colombre) passando per Camerino, terra natale di Jimmy Fontana. Brunori impreziosisce. Ben fatto. VOTO 7

Fulminacci e Francesca Fagnani – ‘Parole parole’ (Mina e Alberto Lupo): Succede, ovviamente, quello che ci si attendeva, ovvero che le parti maschili e femminili sono invertite. Premio all’idea. VOTO 6.5

LDA & Aka7even e Tullio De Piscopo – ‘Andamento lento’ (Tullio De Piscopo): Il rischio che i due soggetti distruggessero il capolavoro del Maestro (80 anni compiuti) era forte. Invece ne esce una versione rispettosa dove anche le barre si integrano bene con la melodia. Bene. VOTO 7

Raf e The Kolors – ‘The riddle’ (Nik Kershaw): Arrangiamento molto bello, canzone mitica, successone del 1984 ballatissimo in discoteca. Tutto molto bello. Ma la domanda è: perchè scegliere un pezzo del quale non ti ricordi le parole e si vede che canti leggendo il gobbo elettronico? VOTO 6 (punto in meno per questo).

J-Ax e Ligera county fam. – ‘E la vita, la vita’ (Cochi e Renato): Con J AX ci sono Cochi Ponzoni, Paolo Jannacci, l’attore Paolo Rossi e il duo comico Ale e Franz. Divertimento allo stato puro. Con messaggio pacifista all’inizio. La Milano storica sul palco con uno dei pezzi storici degli anni 70. VOTO 7.

Ditonellapiaga e Tony Pitony – ‘The lady is a tramp’ (dal musical Babes in Arms): La migliore risposta a chi ritiene Tony Pitony solo un fenomeno da baraccone. Ditonellapiaga straordinaria nella sua versatilità e nel finale, con un balletto, hanno trasformato tutto in un numero da musical. Sembrano Lady Gaga e Tony Bennett. La miglior cover di Sanremo, probabilmente degli ultimi 10 anni. VOTO 10.

Enrico Nigiotti e Alfa – ‘En e Xanax’ (Samuele Bersani): Un lavoro fatto bene, ben cantato e anche le barre in versione bugiardino si incastrano bene nell’arrangiamento. Pulito, senza fronzoli, ma si fa ascoltare. VOTO 7.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia  Buglis– ‘Besame mucho’ (Consuelo Velazquez). Tris d’assi sul palco (Gregory Porter ha vinto due Grammy e Delia è il miglior talento uscito da X Factor) per questa versione molto coinvolgente di un classico della musica latina, che qui ascoltiamo in versione bilingue spagnolo-inglese. Atmosfere rarefatte da night club.  VOTO 9.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – ‘Hit the road’ (Ray Charles): La serata cover ci fa scoprire un Sayf trombettista – e paraculo perchè si porta la mamma sul palco – con una vena jazz che nessuno conosceva. Britti e Biondi lo accompagnano con classe. VOTO 9.5, solo perchè Ditonellapiaga è inarrivabile.

Francesco Renga e Giusy Ferreri – ‘Ragazzo solo, ragazza sola’ (versione italiana di ‘Space Oddity’) (David Bowie): Il confronto con David Bowie è sempre impietoso e non si può pensare che lo possano vincere. Fanno il loro, onestamente. E alla fine viene una cosa pulita. Va bene così. VOTO 7

Arisa e il coro del Teatro Regio di Parma – ‘Quello che le donne non dicono’ (Fiorella Mannoia). Ad Arisa naturalmente piace vincere facile perchè canta un capolavoro, con la sua voce straordinaria, accompagnata da un’eccellenza canora italiana. VOTO 8.

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – ‘Baila morena’ (Zucchero) Dopo una serie di belle esibizioni, una roba inascoltabile. Cantata male da Samurai Jay e malissimo da Belen. Spiace per Roy Paci, ottimo musicista che non ne esce valorizzato. La peggiore per distacco. Nemmeno nei peggiori bar di Caracas. VOTO 2.

Sal Da Vinci e Michele Zarrillo – ‘Cinque giorni’ (Michele Zarrillo): Sal Da Vinci alla prova della canzone cantautorale bocciato. Canta male, soprattutto all’inizio. con Zarrillo che prova a salvare l’operazione andandogli dietro. Complessivamente però non è sufficiente. VOTO 5.

Fedez & Masini con il violoncellista Stjepan Hauser –‘Meravigliosa creatura’ (Gianna Nannini): Non mi piace l’arrangiamento svuotato e in generale non mi piace come l’hanno fatta, anche se Hauser rimane un maestro. Troppe barre, troppo parlato e anche il cantato non funziona VOTO 5

Ermal Meta e Dardust – ‘Golden hour’ (JVKE): Dove mette le mani Dardust, come sempre esce ottima roba. Tutto molto bello e di atmosfera, arricchito dalla bella interpretazione di Ermal Meta.  VOTO 7.5

Nayt e Joan Thiele – ‘La canzone dell’amore perduto’ (Fabrizio De Andrè): Joan Thiele continua ad essere uno dei nomi più interessanti della scena italiana. Ma in questa cover fa – diciamo- il minimo sindacale. Nel complesso una buona prova, ma senza sussulti. VOTO 6.

Luchè e Gianluca Grignani – ‘Falco a metà’ (Gianluca Grignani): Anche qui c’era il grosso rischio che le barre rovinassero questo inno generazionale. Invece Luchè è stato rispettoso del progetto, anche se esce un duetto singolare, perchè i due artisti in realtà si incrociano pochissimo. VOTO 6.5

Chiello e Saverio Cigarini – ‘Mi sono innamorato di te’ (Luigi Tenco): Ascoltata l’intepretazione è facile immaginare perchè Chiello non si sia trovato con Morgan. Avrebbe dovuto accompagnare con discreazione, visto che doveva uscirne esaltato l’artista. Chiello bravo, dimostra qui di saper cantare anche un pezzo così difficile. VOTO 7.

Leo Gassmann e Aiello – ‘Era già tutto previsto’ (Riccardo Cocciante). Aiello torna sul luogo del delitto dopo la sua tutt’altro che brillante prova e ancora una volta fallisce. Tutto molto urlato, nella seconda parte, e cantato male nella prima. Non credo Cocciante sarà contento di questa versione, a parte per le royalties. VOTO 5

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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