Le canzoni che non sentiremo ad Eurovision 2026: “Black glitter” di wavvyboy, il talento del Liechtenstein

Wavvyboy

Ma come il Liechtenstein? Che c’entra con l’Eurovision? Domanda più che legittima da parte di te che stai leggendo, visto che il microstato incastrato fra Svizzera e Austria non è parte di EBU- anche se sono stati fatti alcuni tentativi – e quindi non prende parte ad Eurovision.

E però in realtà c’entra perchè l’edizione del settantesimo è stata a tanto così dall’avere in gara un cantante del Liechtenstein, naturalmente sotto una bandiera diversa, nella fattispecie quella della Germania. Si chiama Wavvyboy, al secolo Simon Vogt Grande e con “Black Glitter” è arrivato secondo dietro Sarh Engels. Un rock melodico interessante per questo giovane artista non binary che in realtà è sulla scena da qualche anno. Ma arriva da un Paese che fa fatica a far conoscere i propri talenti e quindi noi cogliamo l’occasione.

Nato a Balzers nel 1998, solista dal 2020 dopo gli inizi in una band, incide principalmente in inglese anche se si possono trovare diverse sue produzioni in tedesco come ad esempio “Licht“. Portatore di un rock con sfumature elettroniche e vintage, è una proposta interessante, che avremmo visto volentieri a Vienna. Certamente è un talento da scoprire. Ovviamente, come rivela anche il suo moniker, anche l’estetica è per lui molto importante. Wavvyboy mescola infatti elementi goth e grunge, ma anche elementi stereotipatamente femminili, come il trucco o lo smalto, con cui sfida consapevolmente le convenzioni sociali ed esprime la sua androginia.

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