Un mese ad Eurovision 2026: i 10 brani migliori secondo Euromusica (senza l’Italia)

Essyla

In attesa del nostro consueto appuntamento con le pagelle, che realizzeremo nei prossimi giorni, apriamo il cammino di avvicinamento ad Eurovision 2026, che inizierà fra un mese esatto con la jury first semifinal con quella che a nostro dire è la Top 10 di questa edizione. Annata debole, ed è un peccato perchè proprio quest’anno si festeggia il settantesimo anniversario della manifestazione. Ma comunque c’è sicuramente qualcosa di buono da salvare. Resta da dire che questa non è una classifica- cioè i brani sono in ordine sparso – e che ovviamente escludiamo da questa selezione l’Italia per la quale si fa il tifo incondizionato.

Linda Lampenius & Pete Parkonen- Liekhineitin (Finlandia)

Molti dicono che bisognerebbe iniziare a guardare gli alberghi di Tampere e alla Nokia Arena. Sicuramente lo dicono i pronostici. Il brano è sicuramente di livello, anche grazie alla lunga esperienza dei due performer. Peccato solo che il punto di forza di questo brano sia registrato, ovvero il violino. Linda Lampenius ha chiesto una deroga per suonarlo live, chiaramente non lo otterrà, trattandosi di strumento che si attacca ad un jack.

Delta Goodrem- Eclipse (Australia)

Come spesso capita ai big che accettano la sfida dell’Eurovision, non è la sua produzione migliore. Ma è un pop anni 90 di ottima fattura e produzione, cantato da un’artista forgiata da lunghissima esperienza. Un prodotto che in questa edizione mancava

Veronica Fusaro-Alice (Svizzera)

Il fatto che non sia un brano scritto per Eurovision bensì una traccia dell’album è allo stesso tempo la sua forza e la sua debolezza. Ma qui vale lo stesso discorso fatto per Delta Goodrem: siamo di fronte ad una produzione pop di grande spessore che raramente si sente ad Eurovision.

Bandidos do Cante- Rosa (Portogallo)

Il brano ha due grandi pregi. Uno è il canto all’unisono, tipico della regione di origine degli artisti, che comunque è sempre affascinante. L’altro è il testo, una canzone d’amore dolcissima scritta finalmente con parole non banali. Il Portogallo farà ancora molto bene.

Monroe- Regarde!- (Francia)

L’Eurovision ha sempre un rapporto complesso con l’operatic pop puro e anche stavolta sarà messo alla prova. Il punto di forza di questo brano è chiaramente la vocalità impressionante di questa ragazza non ancora diciottenne. L’impostazione operistica e i tanti esercizi di stile arricchiscono una produzione forte ma non fortissima. Basterà, quasi certamente, per fare gara di testa e forse anche pensare alla vittoria.

Noam Bettan- Michelle (Israele)

Gli odiatori di Israele stiano tranquilli: Israele non corre il rischio di vincere. Paragonato alle ultime tre entries questa è sicuramente più debole. E però ancora una volta Israele dimostra di avere una scuola autoriale di grande livello e conoscere bene come si scrivono le canzoni per Eurovision. Quindi alcuni prima di criticare dovrebbero prendere esempio. Una costruzione non originale ma fresca e radiofonica.

 

Alexandra Capitanescu – Choke me (Romania)

Delll’ottimo glam rock primi anni 2000. Se ne sentiva la mancanza. E il fatto che lo porti in concorso la Romania, nota ad Eurovision per le canzoni ultrapop interpretate da belle ragazze poco vestite è un valore aggiunto. Ottimo rientro.

Antigoni- Jalla (Cipro)

Non l’avrei mai detto, perchè canzoni di questo tipo ad Eurovision sono palesemente  costruite a tavolino, spesso da autori che nulla c’entrano con le sonorità in questione e ne fanno semplicamente l’imitazione. E però qui c’è di mezzo Claydee, uno dei nomi più grossi del pop greco e si sente. Il pezzo entra nelle orecchie in due secondi e fa muovere dalla sedia. Molto dipenderà comunque da come lo canta e dalla carica di sensualità che riuscirà ad esprimere.

 

Essyla- Dancing on the ice (Belgio)

Molto sottovalutato dai bookmakers, questo è però uno dei pezzi più contemporanei in concorso, direi addirittura uno dei pochi veramente contemporanea. C’è che lo presenta il Belgio, non proprio un Paese dallo straordinario appeal eurovisivo in questi ultimi anni. Però credo che le giurie professionali non possano bocciare questa produzione.

Tamar Zivkovic- Nova Zora

Potenziato e migliorato rispetto alla versione con cui ha vinto la selezione nazionale, “Nova Zora” cancella in un colpo solo i clichè delle produzioni slave ad Eurovision: moderno, contemporaneo, quintali di dubstep, ben prodotto e ben cantato. Il Montenegro può relmente sperare nella qualificazione.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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