Boggie e le canzoni gemelle: nuova sfida per la cantautrice magiara

Ritroviamo un’artista raffinata, forse non valorizzata dalla sua partecipazione ad Eurovision 2015 quando con “Wars for nothing” chiuse ventesima. Boggie, al secolo Boglárka Csemer, esce con un album dal titolo “Apotheozis” accompagnato da un singolo in due versioni, ungherese e francese. “Hogy is van ez?” e sotto “Qui est tu?”. La scelta deriva dal periodo in cui l’artista ungherese ha scelto di trasferirsi in Francia.

I singoli e l’album segnano un nuovo capitolo nel percorso artistico di una delle voci più riconoscibili della scena musicale magiara, vincitrice del Fonogram Award, il massimo ricoscimento della musica magiara.Il tema portante dell’album ruota attorno alla crescita interiore e alla trascendenza del sé: le canzoni interrogano la possibilità di raggiungere, nella quotidianità, quelle che il progetto definisce “altezze divine”.

Il nuovo lavoro arriva dopo una decade densa di riconoscimenti e collaborazioni internazionali. Dalla hit “Parfüm”, entrata nella classifica Billboard e che l’ha fatta conoscere al mondo nostante l’uso della lingua ungherese, alle esibizioni al festival SXSW in Texas, fino alle esperienze in Algeria, il percorso di Boggie ha attraversato confini geografici e stilistici con costante coerenza artistica. Nel 2022 aveva pubblicato il singolo in francese “Fragilité“, e nel 2025 aveva invece dato vita al progetto “Huncloriqueinsieme al musicista connazionale Petruska.Progetti molto diversi ma tutti efficaci, che testimoniano la maturità artistica di questa cantautrice lontana dal mainstream ma apprezzatissima dalla critica.

Apotheosis rappresenta, nella traiettoria della cantautrice, un ulteriore avanzamento verso una maturità espressiva ancora più marcata. Il mondo autoriale di Boggie si colloca in uno spazio originale, dove convergono l’eleganza della chanson francese, la immediatezza del pop e la profondità della world music. E in più questo disco ha una caratteristica unica: le canzoni gemelle, rani pensati per riflettersi reciprocamente, presentati in versioni linguistiche differenti ma capaci di trasmettere la medesima carica emotiva

Ne è un esempio, appunto “Hogy Is Van Ez?”, scritto su testi del poeta ungherese Müller Péter Sziámi, affiancato da una versione in francese intitolata “Qui es-tu?”. Nonostante il cambio di lingua, le due versioni mantengono intatta la profondità emotiva che contraddistingue la voce di Boggie. E sicuramente il tutto assume un certo fascino: questo lavoro diventa quindi una sorta  “concept album” 2.0 che non passa inosservato. A 40 anni appena compiuti, Boggie è pronta per spiccare il volo.

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