Il rumorosissimo Silenzio di Casadilego che dice tutto di noi
Ci siamo presi del tempo per parlare di Silenzio (tutto di me), l’album di esordio di Casadilego pubblicato il 9 gennaio. Non l’abbiamo fatto per cattiveria o perché non avessimo voglia di scriverne, ma perché avevamo bisogno di ascoltarlo più volte. Perché questo album non è semplice, non è immediato e non è nemmeno diretto, però ha qualcosa che, sin dal primo ascolto, rapisce l’ascoltatore portandolo in un’altra dimensione.
Ci si potrebbe chiedere perché questo lavoro non sia uscito tempo fa, subito dopo la vittoria a X Factor 2020 di Elisa Coclite – è questo il vero nome di Casadilego – quando l’artista era potenzialmente sulla cresta dell’onda e la partecipazione a Sanremo 2021 nella serata delle cover, come ospite di Francesco Renga, ne è una prova. La risposta ce la dà proprio lei:
Dopo la vittoria a X Factor scegliere il silenzio per rispettare i miei ritmi e la mia indole artistica non era scontato, ma quel silenzio è diventato uno spazio accogliente per tutto quello che è successo: il cinema, il teatro, l’incontro con le persone che hanno la mia stessa idea di musica. Pensiamo spesso al silenzio come a uno spazio vuoto, io ho sperimentato il contrario.
E allora questo lungo silenzio, che forse ha fatto per certi versi dimenticare di quella voce sublime che ha sempre incantato, è servito veramente a tirare fuori qualcosa che non possiamo definire in altro modo se non maturo, sincero, personale e straordinariamente libero da ogni sovrastruttura.
Perché i brani che compongono questo album di esordio – nove in totale, prodotti da Dani Castelar e suonati insieme a Donato Di Trapani, Carmelo Drago, Davide Savarese e Samuele Barracco – si erano già fatti sentire in giro quando l’artista li aveva eseguiti dal vivo – e chi vi scrive ha avuto la fortuna di ascoltarli a Bari in un evento estivo gratuito – ed è proprio grazie alla dimensione del live, dell’incontro con le persone, che questo album è ancora più vivo, sincero e soprattutto libero.
Ecco dunque che ci troviamo davanti a un album di esordio – dopo l’EP pubblicato dopo la vittoria a X Factor – che non ha paura di parlare di libertà, di voglia di vivere anche quando l’inerzia sembra avere la meglio, di solitudini e di un mondo un po’ storto, di amicizia e della incredibile e prorompente forza dei rapporti platonici. Il tutto condito dal profumo delle montagne e degli alberi in Abruzzo, sua terra natale, del verde che si fa metafora di libertà e di viaggi controcorrente.
D’altronde se il silenzio ha il suono di questo album – o se forse bisogna aspettare che il silenzio finisca per essere cullati dalla dolcezza di queste melodie – vuol dire che Casadilego ha fatto benissimo a contemplarlo e a non ignorarlo. Perché a volte, in un mondo che corre veloce e non aspetta nessuno, il vero gesto rivoluzionario è fermarsi ad ascoltare la voce del silenzio, che il più delle volte dice tutto di noi.
Immagine in evidenza: Albert D’Andrea
