L’album di ninne nanne che è il più venduto in Islanda da sei anni

Può un album di ninne nanne tradizionali conquistare le classifiche di un Paese? Di più: può arrivare in vetta e restarci per anni, sia pure con brevissimi intervalli? E ancora: può un disco del genere essere il più venduto del Paese per sei  anni consecutivi? È quello che sta succedendo a “Vögguvísur”, della cantante islandese Hafdís Huld.

Ancora adesso – e siamo a metà agosto del 2026 – l’album è saldamente in testa alla classifica del suo Paese e non ha alcuna intenzione di schiodarsi da lì. Il dato è ancora più incredibile se si considera che stiamo parlando di un album inciso nell’ormai lontanissimo 2012. Il resto lo hanno fatto le piattaforme social che dal 2017 hanno reso questo album e molti dei suoi singoli virali.

Complessivamente, alla data di oggi, l’album è arrivato a 514 settimane consecutive di permanenza in classifica, pari a oltre 10 anni.Secondo il dato diffuso da Ifpi Iceland a fine 2025, 112 di queste erano state trascorse al primo posto, ma come detto, l’ondata non si ferma e quindi il numero continua ad aumentare.

Ma come è possibile tutto questo? Il motivo non è ovviamente commerciale, come facilmente intuibile. Le motivazioni di questo exploit pressochè ineguagliabile vanno ricercate nella cultura di massa islandese.

L’album, come detto è una raccolta di ninne nanne (come da traduzione del titolo) e canzoni tradizionali per bambini che ogni genitore riproduce quotidianamente per far addormentare i propri figli. Hafdis Huld, classe 1979, ex cantante dei GusGus ha realizzato questo disco insieme al marito, il musicista inglese Alisdair Wright quando erano in attesa del loro primo figlio, e volevano creare musica nel loro studio di casa che avrebbero potuto in seguito suonare al loro bambino.

Vögguvísur” contiene, nello specifico ninne nanne  acustiche lo-fi, un mix di classici inglesi, canzoni popolari tradizionali islandesi e materiale originale. E proprio per questa sua caratteristica è diventato un’abitudine domestica radicata in tutta la terra dei Geyser che genera un flusso continuo e inarrestabile di ascolti.

 

Le famiglie islandesi mettono in riproduzione l’album ogni singola notte per addormentare i bambini: questa routine genera milioni di ascolti costanti accumulando numeri che i normali album pop non riescono a mantenere nel lungo periodo.

Non c’è neo genitore che in Islanda non vada sulle piattaforme ancora oggi e usi queste canzoni per far addormentare il suo bebé. Così questo lavoro concepito per una necessità familiare è diventato il disco più ascoltato della storia islandese. Ha superato colossi internazionali e icone locali come Björk o i Sigur Rós, dominando la classifica annuale degli album più venduti del Paese negli ultimi 6 anni (dal 2020 al 2025). Pochissimi artisti riescono a far scendere dalla vetta “Vögguvísur”:  l’impresa è recentemente riuscita a “Petal” di Ariana Grande.  Ma è durata solo una settimana.

Il fenomeno non coinvolge solo l’album ma anche i singoli. e “Litlar stjörnur” o “Dvel ég í draumahöll”, occupano regolarmente la Top 5 dei singoli in Islanda. Nel 2022 è uscita, in continuità con la prima, la versione deluxe per il decimo anniversario:  il singolo che l’accompagna, Sleep My Darling”- è una vecchia canzone popolare islandese, e anche la ninna nanna più popolare del paese, il cui testo parla di un fuorilegge in fuga con la moglie e il bambino.

E anche questa è andata e continua ad andare fortissimo. Le radio nazionali hanno persino dovuto modificare i regolamenti delle loro classifiche per evitare che queste ninnenanne “rovinassero il ritmo” dei programmi di musica pop ed è solo per questo motivo che le prime  posizioni della chart islandese non sono tutte occupate dalle tracce dell’album.

La prima uscita di “Vögguvísur” del 2012 conteneva 15 canzoni. La versione dell’anniversario è stata arricchita ed è passata a un totale di 20 brani. E ovviamente, l’aggiunta di 5 nuove ninnenanne ha dato ai genitori islandesi ancora più materiale da inserire nelle playlist notturne per i bambini, blindando di fatto il primo posto in classifica.

In Italia? Bisogna tornare alle sigle per bambini degli anni 70 e 80

Difficile ricordare un fenomeno di massa così forte, sicuramente non per un album pop. In Italia a cavallo fra gli anni 70 e 80 abbiamo avuto in testa alle classifiche dei 45 giri canzoni per bambini che in realtà erano sigle di cartoni animati, come L’Ape Maia, Remì e Anna dai capelli rossi o la mitica “Carletto” cantata da Corrado, ma si tratta di un contesto diverso, comunque accompagnato dalla televisione – che non forniva la stessa viralità – e limitato nel tempo.

I pochi precedenti europei

Anche livello internazionale sono comunque pochi gli esempi e riguardano tutti artisti di primo piano nel loro genere. L’ultima artista ad avere avuto un successo così forte in patria è stata la tedesca Helene Fischer, la regina dello schlager, il cui album “Farbenspiel”, uscito ad Ottobre 2013 è risultato il più venduto in Germania nel 2014 e il quarto più venduto nel 2015 con 340 settimane complessive in classifica delle quali almeno 65 al primo posto.

Nei Paesi Bassi si ricorda l’exploit di “Deleted scenes from the cutting room floor”, album d’esordio di Caro Emerald, che ha battuto il record nazionale con 31 settimane in testa alla chart, uscendo dalla classifica dopo 176 settimane di permanenza delle quali 100 in top 10. In Portogallo Ana Moura ha visto in classifica l’album “Desfado” per oltre 150 settimane consecutive, uscendo dalla classifica solo a fine 2015 dopo esservi entrato alla fine del 2012.In tempi recenti, nessun altro ha resistito così a lungo.

L’altro lavoro di Hafdis Huld per bambini

 Il paradosso finale è che benchè Hafdis Huld sia un nome consolidato della scena mainstream islandese con 7 album pop all’attivo, rischia di restare legata a  “Vögguvísur” e in generale alle canzoni per bambini: tre anni dopo la prima uscita dell’album ne incise un altro dal titolo “Barnavísur” che conteneva invece brani per far giocare e divertire i bimbi. La mancanza del loop notturno ovviamente non ha generato per questo album gli stessi numeri da record, pur restando una raccolta sempre molto amata in Islanda.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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