X Factor 2026: il resoconto della seconda puntata di audizioni
È andata in scena la seconda puntata di audizioni dell’edizione numero 20 di X Factor, il talent Sky Original prodotto da Fremantle in onda ogni giovedì su Sky Uno. Ecco dunque il resoconto della puntata con i giudizi delle esibizioni.
Best performances
Manuel Gargano canta “Se t’inammori muori” di Noemi. Non si è limitato a fare una cover: ha fatto suo il brano. Ha personalità, ha un timbro vocale baritonale con un bellissimo graffio, di sbavature ne ha fatte pochissime. Può anche essere acerbo, ma in questa audizione è stato praticamente perfetto. Sono giustamente quattro sì, l’audizione migliore della serata probabilmente.
Patrizia Napolano canta “Bang Bang” di Ariana Grande, Jessie J e Nicki Minaj. Questa ragazza fa paura, ha un controllo vocale fuori dal comune e riesce pure a padroneggiare con un flow incredibile la parte rap del brano, che esegue con una facilità disarmante pur essendo di una difficoltà totale. Francesco Gabbani la definisce, giustamente, impressionante. Passa ovviamente e meritatamente con quattro sì.
Promossi
Nicola Trois canta “Maybe tomorrow” degli Stereophonics. Che sappia cantare è evidente, si accompagna con la chitarra ed è un vantaggio, in più ha anche una bella presenza scenica. Nel momento di ascoltare il giudizio dei giudici è stato molto autocritico, accettando la critica di Francesco Gabbani – il più critico dei giudici insieme a Irama – che gli fa notare qualche imprecisione e un uso non totalmente pieno della voce. Incassa quattro sì.
Salvatore Picone si cimenta piano e voce in “You are so beautiful” di Joe Cocker. Le vibes da Lewis Capaldi ci sono tutte, poi potremmo anche passare ore a trovare le imprecisioni, a dire che è acerbo perché d’altronde è la verità, ma una cosa è certa: è un diamante grezzo e ci mette l’anima in quello che fa. Incassa i sì di Jake La Furia e Paola Iezzi. Francesco Gabbani e Irama, che pure avevano trovato molte criticità, lo vogliono risentire: sono quattro sì.
Martina Cerutti in arte Alia canta “What is it about me” di Lola Young, un pezzo di una difficoltà totale che – a dispetto dei suoi 19 anni – riesce a padroneggiare apparentemente senza difficoltà alcuna. Riceve meritatamente una standing ovation dal pubblico. Irama la definisce diamante grezzo, Francesco Gabbani invece lo corregge e la definisce semplicemente diamante perché sa quello che sta facendo. Sono quattro sì. Poi Giorgia porta sul palco la mamma che è fan dell’artista di Carrara.
Klem e Napoli Sotterranea sono una nostra vecchia conoscenza: Klem infatti ha partecipato al San Marino Song Contest e i tre insieme aprono i concerti del Sacro Tour di Serena Brancale, oltre a far parte del corpo di ballo al seguito della cantautrice e musicista barese. Portano “Me staje appennenn’ amò” di Liberato in una versione che fonde tango, trap, k-pop e un’infinità di altri generi. Da notare che Klem poco dopo aver iniziato a cantare ha tolto l’in-ear. Sono quattro sì per loro.
Gli Scraffs eseguono una cover metal di “Rock the casbah” dei The Clash. Il brano, che è un capolavoro assoluto, ha il suo perché anche con un arrangiamento diversissimo dall’originale, e questi tre ragazzi dimostrano di saper decisamente come fare musica. Sanno suonare, hanno una presenza scenica invidiabile, c’è pochissimo da dire. Passano meritatamente con quattro sì.
Mattia Fanti canta “Pesto” di Calcutta. Parte malissimo, le note basse non le prende, non gli esce proprio la voce. Poi sull’inciso, con quell’urlo “Uè deficiente”, ha tirato fuori tutta la sua potenza e la sua capacità vocale. Passa con quattro sì, ma con non poche riserve da parte dei giudici.
Maria Sara Costanzo canta molto bene “Amandoti” dei CCCP – Fedeli alla linea, ma non è tanto “fedele alla linea”: cambia la melodia e fa storcere qualche naso. Peccato, perché l’arrangiamento fatto da lei era interessante e ha cantato molto bene. Però cambiare la melodia su un capolavoro del genere equivale a toccare un terreno a dir poco scivoloso. Comunque passa con quattro sì.
Alice Fregoso canta “Disfruto” di Carla Morrison e lo fa divinamente. Ha 18 anni ma sembra avere la maturità vocale di un’artista navigata. Ed è pure polistrumentista, suonando pianoforte, chitarra e basso. È stata davvero eccellente, ha fatto tutto alla perfezione e per questo i giudici la fanno passare con quattro sì.
Promossi con riserva
Gli Hålo, band di Trento composta da un cantante e chitarrista, un secondo chitarrista e un batterista, si presenta con “Mentre tutto scorre” dei Negramaro, brano che fu eliminato inspiegabilmente da Sanremo 2005 ma che diventò subito un successo. È un brano che solo Giuliano Sangiorgi riesce a cantare correttamente, e i limiti di questi tre ragazzi si sentono, però decisamente sanno come reggere il palco. Incassano il no di Paola Iezzi ma passano con tre sì.
Timothee Bonnardelle canta “Ne me quitte pas” di Jacques Brel. Si esibisce piano e voce e canta molto bene. Poi, visto che il brano era diversissimo dal suo genere, Paola Iezzi gli propone di eseguire un altro brano e lui esegue “Sunny” di Bobby Hebb, ancora una volta molto bene e senza alcuna difficoltà. Irama, che lo trova costruito ed è indeciso fino all’ultimo, gli dà il sì necessario per passare. L’unico no è di Francesco Gabbani.
Miryam Belfiore canta il suo inedito “Mosca”, che racconta la sua storia d’amore con una mosca. La cosa assurda è che canta molto bene, è più musical che pop, ma né il brano né la performance hanno senso all’interno del programma. Per di più discograficamente parlando è impossibile collocarla. Passa con tre sì, l’unico no è di Jake La Furia, ma davvero parliamo di qualcosa che non ha alcun senso.
Bocciati
Anastasia Manfroni fa la mossa suicida scegliendo “Brava” di Mina – che forse soltanto la Tigre di Cremona riusciva a cantare bene – e il risultato purtroppo si sente. C’è da chiedersi il perché della scelta, come ha fatto anche Francesco Gabbani, e il giudizio è unanime: sono quattro no.
Gabriele Zagaria si cimenta in “Shallow” di Bradley Cooper e Lady Gaga, scritta da Mark Ronson. Parte molto basso, un’ottava sotto l’originale, poi aggiunge delle barre evitabilissime. Nell’inciso sale e cambia il testo, cantando anche in italiano. Era emozionatissimo, ma ha scelto il brano sbagliato e non l’ha adattato al meglio come avrebbe potuto – o dovuto – fare. Incassa 3 no, l’unico sì di incoraggiamento arriva da Irama.
Andre&Dave the Sales Sisters eseguono il loro inedito “Brivido”. Inedito e mai depositato, tra l’altro, tanto che Gabbani suggerisce di cambiare la melodia perché troppo simile a “Ma che freddo fa”. Incassano tre no, ovviamente, ma Francesco Gabbani regala l’unico sì a questi due suoi fan, evidentemente lì alle audizioni più per divertirsi che per fare musica sul serio.
