X Factor 2026: il racconto della terza puntata di audizioni
Come ogni giovedì è andato in scena X Factor 2026, il talent Sky Original prodotto da Fremantle in onda su Sky Uno e in streaming su NOW. Di seguito il racconto della terza e ultima tornata di audizioni.
Le audizioni migliori
Angela Cotterle ha semplicemente emozionato con la sua cover di “Generale” di Francesco De Gregori. Dopo una presentazione che poteva far pensare al personaggio, ha imbracciato la chitarra ed è stata meraviglia allo stato puro. Da lacrime agli occhi indubbiamente, passa meritatamente con 4 sì e Jake La Furia si toglie il cappello.
Camilla Guerini canta “Black friday” di Tom Odell. La domanda sorge spontanea: da dove è uscita? Perché in 20 anni di X Factor difficilmente si è incontrata una voce del genere. da pelle d’oca, forse addirittura dai tempi di Casadilego, o prima ancora di Chiara Galiazzo o addirittura per andare ancora più indietro a Nathalie e Marco Mengoni nelle edizioni Rai. Chi è credente dirà che canta con la voce di Dio. C’è una sola parola per definirla: meraviglia. Passa con 4 sì.
I promossi
Sofia Sole Cammarota si presenta con un brano di Raye, “Oscar winning tears”. Anche lei è decisamente brava, sa cantare molto bene, e in più cimentarsi con un’artista che sta andando fortissima in radio e in streaming decisamente non è facile. Non poteva esserci esito diverso dai 4 sì.
Benedetta Cornalba in arte Cora, ha portato una cover di “Prima che” di Nayt. Portare una cover rap è estremamente difficile, per non dire impossibile, e infatti Jake La Furia picchia duro. Sarebbe bello sentirla su qualcosa di suo, anche perché ha flow ed è pure intonata. Sono 4 sì per lei.
Le Hey Darling!, trio punk al femminile, decidono di mostrare il loro potenziale esplosivo su “Jerkin'” di Amyl and the Sniffers. Non c’è molto da dire, sono state a dir poco surreali, nel senso buono del termine sia chiaro. È la batterista a cantare, e questo è un valore aggiunto. Portano a casa la bellezza di 4 sì.
L’emozione di Vito Damiano, che si è presentato alle audizioni con “Say something” degli A Great Big World con Christina Aguilera, è arrivata tutta. Non soltanto per il pianto liberatorio dopo la sua performance e la standing ovatio meritatamente tributatagli dal pubblico, ma anche e soprattutto per come ha cantato facendo sua la canzone. Anche per lui 4 sì meritatissimi.
Le distanze, band che prende il nome dalla distanza geografica tra i 3 componenti, regala forse una delle migliori cover mai realizzate di “Space monkey” dei Placebo. Aprono l’audizione cantando in due ricetrasmittenti, si presentano con un’identità ben definita e con un’ottima presenza scenica e fanno qualcosa di fuori dal comune, Forse la voce è ancora un pelino acerba, ma è una delle proposte più valide e internazionali finora passate dalle audizioni di X Factor. Sono giustamente 4 sì.
Angelo Caianiello canta “Stupida avventura” di Nino D’Angelo mettendoci le sue barre rap. Una sola parola, anzi due, per definirlo: neomelodico napoletano. Che non è necessariamente un male, anzi, ha pure saputo mischiare il rap alla musica neomelodica, purtroppo mettendo una valanga di autotune. Per quanto a chi vi scrive la musica neomelodica dia il voltastomaco, va detto che le sue barre funzionavano. Passa con 4 sì, i giudici vedono qualcosa in lui.
I Neyja da Torino presentano il loro inedito “Freak”. Hanno energia da vendere e la frontwoman è magnetica, sembra brillare di luce propria sul palco. Il loro obiettivo è fare del crossover, e decisamente sono in grado di farlo. Peccato non abbiano mostrato tutte le sfumature che sono in grado di mostrare, ma la certezza è che il potenziale – anche dal punto di vista discografico – c’è tutto. 4 sì per loro.
Chiara Giannella, insegnante di canto e corista, canta “No roots” di Alice Merton. Che sappia cantare è indubbio, ha un bel modo di modulare la voce e la tecnica certo non le manca, si sente che il canto è il suo mestiere. Anche a livello di attitudine e di presenza scenica ci siamo, in più non ha avuto quel modo di porsi tipico di chi insegna canto o fa il vocal coach. Sono 4 sì meritatissimi.
L’hard rock di Matilde G, con band al seguito, arriva sulle note di “Physical” di Dua Lipa. Parliamo di Matilde Girasole, artista romana che vive a Singapore, già passata da Sanremo Giovani e sotto contratto con Sony Music. Che senso ha passare da X Factor se hai già un percorso del genere? Sono 4 sì per loro, ovviamente.
I bocciati
Lorenzo Cutuli si è dilettato in una cover di “Gloria” di Umberto Tozzi. L’intonazione ha vissuto tempi migliori, questo è poco ma sicuro, e nel momento in cui manca del tutto quella puoi anche riempire il palcoscenico. Due no, da Paola Iezzi e Francesco Gabbani.
Sara Bronzini ha cantato “Un sorriso dentro al pianto” di Ornella Vanoni, scritta da Francesco Gabbani. Non ha cantato male, assolutamente, ma cimentarsi con un brano scritto da uno dei giudici non è per niente facile. Sono 3 no, paradossalmente l’unico sì arriva proprio da Francesco Gabbani.
Nel rapido montaggio dei no troviamo Gabriele Duville che ha cantato “I won’t back down”, Duilio Pirrera con “Vedrai, vedrai” ed Elia Ballancin con “Il mare d’inverno”.
Ekaterina Dobrynina in arte Provokatia, direttamente dalla Siberia, chiude le audizioni di X Factor 2026 con un inno alla libertà che è “Bella ciao”. Sicuramente sa cantare, non benissimo ma ci si può lavorare, ma siamo tutti senza parole dopo la sua performance di avanspettacolo, che ha unito il canto a un ballo alquanto discutibile. Non passa, ovviamente, con due no. ma resterà negli annali, sicuramente.
I rimandati a settembre
Alessandro Davide Fontana ha cantato “Dirty white boots” di Lenny Kravitz. Non ha cantato male, ma è ancora molto acerbo. Non riesce a convincere totalmente, non è stata una performance memorabile, però sicuramente sa cantare a differenza di altre persone passate da questo talent e arrivate molto più avanti. Per Irama è no, passa con tre sì.
Chiara Ludovica Giorgi in arte Clode ha cantato “Larghi”. Anche lei indubbiamente sa cantare e la proposta era effettivamente molto interessante. Molto teatrale sul palco, sia nel modo di giocare con la voce sia nei movimenti, non convince tutti i giudici e infatti Irama le dice di no. Passa con tre sì.
Niccolò Riolfo ha cantato – si fa per dire – “Rossetto e cioccolato” di Ornella Vanoni dandole una chiave indecifrabile tra il grunge, il rock pur mantenendola lenta e ha pure cantato in corsivo. Le espressioni sui volti dei giudici sono eloquenti. Non c’è nulla da dire, se non “Ornella perdonalo, non sa quello che fa”. Passa inspiegabilmente con tre sì, Francesco Gabbani saggiamente lo boccia.
Iana Maria Bomc in arte Heresiana ha presentato una cover riarrangiata quasi completamente e con un testo diverso – personalizzato – di “Donatella” di Donatella Rettore. Le premesse per una stroncatura c’erano tutte, ma contro ogni aspettativa qualcosa di interessante è venuto fuori. Il problema è che insieme a una buona idea c’era anche un milione di cose sbagliate. Passa il turno con tre sì, il no di Paola Iezzi e i dubbi di Irama, ma è da rivedere.
I Rawstrings eseguono una cover di “Maniac” di Michael Sembello. L’assolo per chitarra è la cosa migliore di questa esecuzione, il frontman ha una bella presenza scenica, sa cantare ma non perfettamente (la pronuncia inglese però è un no netto) e si può sicuramente lavorare su di loro. L’atmosfera è esattamente quella che ha descritto Irama, “sala prove”. Sono tre sì, l’unico no arriva da Irama. Dal backstage emerge che non avevano audio in spia, quindi hanno suonato al buio.
Davide De Luca porta il suo r’n’b sulle note di “Virtual insanity” di Jamiroquai. Si lamenta del fatto che qualcuno trovi un freno dicendo che “l’Italia non è pronta”. Ma intanto passa con tre sì e il solo no di Paola Iezzi. Rimane il fatto che la sua esecuzione fosse tutto meno che memorabile.
Immagine in evidenza: © Virginia Bettoja
