Parte All Together Now, il talent show delle lacrime: Alice Cignoni prima eliminata

Parte la quarta edizione di All Together Now, un programma che nelle prime tre edizioni non ha sfornato alcun artista di successo. Dei tre vincitori, il solo Gregorio Rega ha trovato qualche spazio, mentre di Sonia Mosca ed Eki Khayadi si sono perse le tracce, come di molti altri artisti. Pochissimi anche quelli che hanno trovato un vero rilancio. La prima puntata dello show di Canale 5 purtroppo conferma che il livello non si è affatto alzato.

Lacrime come nemmeno nei programmi di Barbara D’Urso, storie di dolore a fare da contorno soprattutto alle performance meno forti, che sono andate ad influenzare il giudizio sia del muro che dei quattro esperti. Insomma, par di vedere che anche quest’anno, il talento è altrove.

Nota di demerito per Vicenzo Cantiello che, al netto di una buona prova, non ha nemmeno menzionato la sua vittoria allo Junior Eurovision, come se fosse stata una cosa da niente e così sembra  un esordiente. 

UPDATE delle 1.24: Dopo il programma – che ricordiamo, è registrato – Vincenzo Cantiello, forse sollecitato da diversi fan in protesta, sta retwettando molti tweet che ricordano la sua partecipazione eurovisiva.  Si apprezza lo sforzo, ma è il minimo sindacale. Andava detto in tv, davanti a milioni di persone. Bisognerebbe essere grati allo show che ti ha lanciato. E invece niente. Se nemmeno chi vi ha partecipato, vincendo, lo considera degno di citazione, figuriamoci lo spettatore medi.

Prima eliminata Alice Cignoni, decisamente la più debole dei 14 artisti in gara.

Prima manche

CAROLA CAMPAGNA- Una finestra fra le stelle (Annalisa): Già terza a The Voice of Italy, poi scomparsa dai radar dopo un’apparizione a Sanremo Giovani. Questo pezzo può cantarlo solo Annalisa, perchè è la sola che rende digeribile l’inutile ridondanza retorica di Kekko dei Modà. PUNTI 80 + 5 dai giudici.

GIOVANNI ARICHETTA- Tutto questo sei tu (Ultimo): Un brutto pezzo di Ultimo, cantato due toni sotto, quindi ancora più brutto. PUNTI 62, confermato dai giudici.

MICHELLE PERERA – Bad girls (Donna Summer): Romana di genitori cingalesi, già vista nel lontano 2013 a The Voice of Italy nel Team Carrà. Siamo dentro la sua comfort zone. Niente che sorprenda, nulla che stupisca. Che aveva una ottima voce lo si sapeva. PUNTI 100- 5 dei giudici.

CARLOTTA LORETUCCI – Una volta ancora (Fred De Palma e Ana Mena): Come si fa a portare ad un talent show un pezzo del genere? Oltretutto intonazione incerta come l’interprete originale. Fregata dall’emozione dei 18 anni. PUNTI 38 +2 dei giudici. La peggiore, va al ballottaggio

GIACOMO VOLI – Somebody to love (Queen). Secondo a The Voice dietro a Suor Cristina nell’edizione in cui J AX, uno dei giudici attuali, era il coach della religiosa. Anche lui torna dopo un paio di tentativi a Sanremo Giovani. Lo ritroviamo come allora, uno che canta bene, non particolarmente emozionante, ma ci sa fare. PUNTI 96 +4 dei giudici, è il primo 100

GAETANO SCHETTINI – Human (Rag’n’bone man): La differenza fra chi sta sui palchi da anni e chi invece no si sente tantissimo in uno show come questo. Bella voce, ma nel complesso prova piuttosto piatta. PUNTI 84, confermati dei giudici.

MICHELANGELO FALCONE –  Girls like you (Maroon 5): Già visto pure lui a The Voice nel 2018. Pezzo non facile, ma la sua peformance non va comunque molto sopra la sufficienza. Comunque basta per evitare il fondo, questo è chiaro. PUNTI 70, i giudici lo fanno salire ad 88.

Seconda Manche

SAMIR ABBAS- Earth song (Micheal Jackson): Milanese di famiglia nigeriano-ghanese, è la classica voce scura. Prova non particolarmente emozionale, anzi piuttosto monocorde. PUNTI 93, i giudici lo portano a 100.

PRISCILLA CATTANEO- Fragile (Elisa): Svizzera residente a Milano. Inizio disastroso, migliora nel corso della performance, ma il punto è che se non sei Elisa è un grosso rischio fare le cover dei suoi pezzi. PUNTI 52, era salito a 61 ma Renga li riporta giustamente sulla terra e chiude a 56.

MATTEO STRANIERI- Grande amore (Il Volo): Va al suicidio portando un pezzo de Il Volo e stecca. Non si portano questi pezzi in un talent show se non hai una voce come quella de Il Volo. PUNTI 44, sale a 52.

JALISSE BASCIA’ – Stand by me (Ben E. King): La versione è quella di Florence + The Machine. Lo ha detto lei stessa che fa spesso karaoke. Direi che si sente. La cosa migliore sono le barre che ha inserito dentro, che alzano leggermente la valutazione. PUNTI 88 + 9 dei giudici.

VINCENZO CANTIELLO- Un milione di cose da dirti (Ermal Meta): Vincitore nel 2014 dello Junior Eurovision Song Contest al debutto dell’Italia, non è poi riuscito a farsi strada nel panorama musicale mainstream e ora ci riprova. Ma invece del concorso cita la sua storia umana di bullizzato. La prova è buona e  la storia strappalacrime aiuta. PUNTI 96 (già esageratissimi), i giudici la portano a 100.

GLORIA TUMBARELLO – Amare (La Rappresentante di Lista): Fuori tempo in una parte del brano, comunque non facile. Grande peccato perchè era partita bene ed ha una bella voce. L’inesperienza è stata fatale PUNTI 50, sale a 51 coi giudici.

ALICE CIGNONI – Dont’ start now (Dua Lipa). I giovanissimi pensano che cantare Dua Lipa sia facile perchè è una cantante  pop. Invece è un brano molto difficile e lei non prende una nota nemmeno per sbaglio. VOTO 43, i giudici la stroncano e scende a 40.  Per me è la peggiore della serata per distacco.

Spareggio

CARLOTTA LORETUCCI (Back to black di Amy Winehouse) vs ALICE CIGNONI (Mohicani di Boombadabash e Baby K): Alice Cignoni canta peggio di Baby K e ce ne vuole. Parte per la tangente e non infila una nota: operazione non facile in due canzoni eseguite. Carlotta Loretucci è appena sufficiente, ma appunto le è sufficiente. I giudici votano unanimi per lei e anche il muro (84 a 16).

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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