Gaia Cauchi, da Rai 1 al trionfo nello JESC. Decimo Michele Perniola

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  • 1 dicembre 2013
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Perniola 2Era l’Europa, sembrava l’Italia. Non è costume di questo blog usare il nostro paese come grandangolo musicale, però è indubbio che nello Junior Eurovision Song Contest, l’Eurofestival per bambini e ragazzi dai 10 ai 15 anni che si è svolto stasera a Kiev il Tricolore è sventolato pur senza essere in gara. Michele Perniola non ce l’ha fatta, lo diciamo subito: il 15enne di Palagiano, che gareggiava sotto le insegne della Repubblica di San Marino ha chiuso al decimo posto. “O-o-O sole intorno a me”, è un ritornello che è suonato a lungo nelle orecchie dei ragazzi in gara e sugli spalti, ma non è bastato per convincere i votanti dei paesi europei  a regalargli la vittoria. Che è andata a Gaia Cauchi, una bambina di 11 anni dell’Isola di Malta, col brano “The start”. Ebbene, come avevamo già avuto modo di dire, anche lei, come Michele Perniola ha preso parte al talent show per bambini di Rai Uno “Ti lascio una canzone”, quando di anni ne aveva soltanto otto, duettando fra l’altro anche con Alessandra Amoroso.

Così per una volta, pur nella delusione di un decimo posto assolutamente ingeneroso del ragazzo in quota San Marino, si può far festa per quella fetta di Italia nascosta dentro la vittoria maltese. E TVM, la tv pubblica della piccola isola, ha oltretutto ottimi rapporti con la nostra Rai, che hanno portato due volte un rappresentante Rai nella giuria delleCauchi selezioni maltesi per l’Eurovision e Glen Vella, il rappresentante all’ESC dei grandi 2012  ospite su Rai Due. Esibizioni impeccabili entrambi, quelle di Michele Perniola e Gaia Cauchi, il primo a suo agio con l’inglese nella cartolina di presentazione e poi anche nel ballo, senza la minima stecca nel canto e già in grado (anche visti i 15 anni) di provare qualche altra esperienza importante.

Gaia Cauchi era invece sola a centro palco, illuminata solo da un faro, come accadde nell’Eurovision dei grandi nel 2009 a Patricia Kaas e quest’anno (con più luci) a Marco Mengoni. Sola con la sua voce. Ed è quella che le ha regalato con ogni probabilità la vittoria, con una ballata in stile americano di quelle che nel concorso dei grandi sarebbe arrivata in finale senza troppi problemi per poi perdersi nel mucchio, ma che in una rassegna del genere, votata alle canzoni più uptempo e più a misura di ragazzo, si staccava dalla media, valorizzando in più doti vocali eccezionali se rapportate ad una bambina della sua età. San Marino e Michele Perniola pagano lo scotto di un debutto, pur centrando il miglior risultato in assoluto di Smtv San Marino (a proposito: applausi a Lia Fiorio e Gilberto Gattei, i due commentatori, preparati, discreti e mai invadenti) nei concorsi eurovisivi. Ma con un po’ di aggiustamenti, la vittoria allo JESC è un obiettivo futuribile nemmeno troppo lontano.

 Lui, il ragazzo di Palagiano, aveva detto proprio a noi di non cercare la vittoria ma di volersi soltanto divertire: a giudicare dai fans che ha raccolto a fine serata e dal fatto che tutti a show concluso cantavano il ritornello della sua canzone, missione compiuta. E in più ha guadagnato una notorietà internazionale che i vincitori di altri concorsi (anche dei grandi) non hanno. Mica da ridere. Il resto parla di una Malta  che ha stritolato gli avversari con  quattro “12 points”  e tre 10 (su 13) e di sei paesi ex sovietici su sette in fila alle spalle della piccola Gaia, coi padroni di casa dell’Ucraina secondi con “We are one” di Sofi Tarasova e la Bielorussia terza con “Psoy so mnoy” di Ilija Volkov. Per San Marino  nessun “12” e un “5” come punteggio massimo, preso dalla giuria dei bambini, ma voti da tutti i paesi in concorso, tranne la Macedonia (che avrebbe cambiato di poco le sorti, peraltro) Il resoconto della rassegna con qualche “chicca” lo trovate come sempre sul nostro sito partner Eurofestival NEWS.

LEZIONE AI GRANDI – Ma al di là di vincitori e vinti, l’immagine più bella della rassegna è quella che i media hanno registrato a fine serata, quando come nella rassegna dei grandi, i bambini si sono ritrovati all’aftershow party: il piccolo cantante azero e la piccola cantante armena hanno ballato insieme, uno a fianco dell’altra. Alla faccia dei grandi dei loro paesi, che anche all’ESC si fanno gli screzi per quella regione del Nagorno Karabakh tuttora contesa e fonte di rapporti tesissimi e di una guerra civile mai conclusa ufficialmente. Come al solito, dai bambini c’è sempre da imparare.

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