Eurovision 2014: i brani della prima semifinale visti da Euromusica

Eurovision 2014 Join UsEcco le canzoni che ascolteremo domani alle ore 21 in diretta su Rai 4 nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest. Ad introdurci nei vari brani saranno Filippo Solibello e Marco Ardemagni, voci del programma del mattino di Radio 2 “Caterpillar AM”. Su San Marino RTV il commento sarà invece di Lia Fiorio e Gigi Restivo. Vi proponiamo i nostri giudizi, rigorosamente in ordine di apparizione. Le canzoni possono essere ascoltate per intero a questo link

1 – Armenia: ARAM MP3- Not alone: Il grande favorito e la sua canzone piena di dubstep anni 90. Sarà solo, sul palco, come la Francia nel 2008, Marco Mengoni l’anno scorso e Tom Dice nel 2010. No,  la sua non è la miglior canzone. Ma è fatta benissimo e lui ci crede. Erevan costa poco, ma è lontana. Troppo lontana per un ESC che sta ritornando lentamente ad Ovest. Però un’occhiatina ai prezzi degli alberghi potete anche cominciare a darla, che nel caso siete avanti col lavoro.

2-Lettonia: AARZEMNIEKI – Cake to bake: Metti una sera, quattro amici e una chitarra. Se è inverno davanti al fuoco, altrimenti davanti a una birra. Però il pezzo, nel suo minimalismo, funziona. Perché in un’edizione ricca di ballad, il ritornello resta in testa facilmente. Attenzione a darli per spacciati.

3- Estonia: TANJA – Amazing: “Di amazing” c’è solo il titolo. “Euphoria” 2.0, senza avere la teatralità e l’impatto di Loreen. Per noi è no.

4- Svezia: SANNA NIELSEN- Undo: Ballatone eurovisivo classico, ben cantato, radiofonico, gradevolissimo. Di quelli che escono dalla testa dopo 3 minuti, soprattutto se canti per quarto. La finale non pare in discussione, ma no, non torneremo così presto in Svezia. Lei ha solo 29 anni, ci credereste, guardandola?

5-Islanda: POLLAPONK – No prejudice: L’hanno tradotta in inglese perché così il messaggio contro le discriminazioni passa a tutti. Ma si sente, che il testo forza, su una melodia pensata per la lingua islandese. A parte ciò – e sorvolando sulle tutine – in una semifinale come questa sarà dura. Ché il pezzo, troppo  ridondante non fa nemmeno così presa.

6-Albania: HERSI- One night’s anger: Lei studia a Roma e parla italiano. E ci sta anche tanto simpatica. Ma il pezzo è stato riarrangiato e ha perso quella potenza che aveva all’inizio, oltre alla bellezza della lingua albanese. Meriterebbe, ma dovrà sgomitare. Tanto.

7- Russia: TOLMACHEVY SISTERS – Shine: Un testo vietato ai diabetici per l’alto tasso di glicemia da zucchero, un arrangiamento anni 80 e due ragazzine carine dalla faccia pulita. “Can you be my masterpiece of love”. Si, è lo stesso paese che ce l’ha coi gay e ha invaso l’Ucraina. Il tutto con un video (anzi due) così talmente fuori sincro che sembra fatto da un montatore dilettante oppure  montato male di proposito. Però il pezzo funziona. E parecchio. L’operazione simpatia, meno. La finale è garantita. Poi possono andare sul podio, ma anche finire ventesime.

suzy-converted8- Azerbaigian- DILARA KAZIMOVA- Start a fire: Qualcuno deve aver detto agli azeri che dopo i casini dell’anno scorso è bene che stiano defilati per un po’. E questa ballata in stile americano, molto ben cantata, ha tutte le caratteristiche per andare in finale e poi chiudere anonima nel mucchio.

9- Ucraina – MARIA YAREMCHUK- Tick Tock: La guardi e pensi che varrebbe la pena mandare un po’ di sms solo per rivedere in finale il suo bel faccino. Poi però ascolti la canzone e pensi che no, non è proprio il caso. Canta dopo l’azera e il management è lo stesso. In finale ci andranno a braccetto. Lei ha più chances di far bene. Anche se forse difendere il podio di Zlata Ognevich non sarà semplice.

10- Belgio- AXEL HIRSOUX- Mother: Ok, lui è bravo e canta bene. E come non si può essere d’accordo sull’argomento. Ma il testo ha più retorica e luoghi comuni dentro che un pezzo dei Modà e una melodia che nemmeno a Sanremo 1960. Wannabe Luciano Tajoli. “Tutte le mamme 2014”.

11-Moldova- CRISTINA SCARLAT – Wild soul: Potrebbe essere la sorpresa della semifinale, come andare a casa. Power ballad con influenze dubstep che sale e scende che è una meraviglia. Lei è la prima voce del coro presidenziale moldavo e si capisce il perché.

Monetta12- San Marino- VALENTINA MONETTA – Maybe (Forse): No, ormai lo sapete. San Marino e l’Italia, non si giudicano. Si sostengono e basta. Dunque incrociamo le dita per Vale, che ce n’è bisogno, parecchio.

13- Portogallo- SUZY – Quero ser tua: Incastrato fra quattro ballad, è l’unico pezzo uptempo. Ed è pericolosamente ipnotico. Di quelli che si infilano in testa in due secondi e non escono più neanche a cannonate. In più lei canta benissimo live ed ha anche parecchi argomenti convincenti. Almeno due, diremmo. Le caratteristiche per un ingresso in finale ci sono tutte: il pubblico è diviso, ma i portoghesi sono appena rientrati e chissà che non dia loro un giusto bentornato.

14.- Paesi Bassi- THE COMMON LINNETS –Calm after the storm: Agli olandesi piace giocare a rischiatutto: l’anno scorso una Anouk in versione ballad, quest’anno due big del countrypop uniti, con un pezzo raffinato,  di grandissima classe, ma dall’andamento assolutamente orizzontale. Perfetto per le radio (e i negozi: sono già disco d’oro), molto meno per l’ESC. In un concorso dalle dinamiche “normali”, correrebbero se non per vincere, almeno per il podio. Invece chissà se li rivedremo esibirsi il 10 sera.

15- Montenegro.- SERGEIJ CETKOVIC – Moj svijet: Nonostante  l’aspetto da impiegato di banca dimesso, lui è uno che la sa lunghissima e nel mondo slavo non sbaglia un disco che è uno. Ballad balcanica che più balcanica non si può,  cantata benissimo e di grande atmosfera. Il genere non è di quelli che ti fa strappare i capelli, ma all’ESC funziona sempre. Inoltre fra tante cose simili, questa ha un suo perché, e in più lui si esibisce quasi alla fine. E attenzione, che la tv serba ha già dato mandato ai connazionali in giro per l’Europa di farlo votare. La prima finale della storia, per il Montenegro, è assolutamente alla portata. Onestamente, la meriterebbe tutta.

16- Ungheria- ANDRAS KALLAY SAUNDERS – Running: Uno dei favoriti fra i fan, canta di incesto e violenza sui minori su un medio pop anni 90 infarcito di dubstep. Il fatto di esibirsi in fondo sarà un ottimo propulsore verso la finale, che altrimenti era molto più dura da conquistare.

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. Dan ha detto:

    Quest’anno, purtroppo, ci son pochissimi brani in lingua originale…fattore che, secondo me, rende molto meno ”europea” ed affascinante la competizione; un lato positivo, invece, é che rispetto alle ultime edizioni, non sembra esserci una nazione strafavorita per la vittoria finale…quindi ci si può aspettare di tutto (o quasi).
    Diverse canzoni in gara stasera rientrano nella mia personale playlist: quelle di Armenia, Moldova, Islanda, e Montenegro in primis, ma anche quelle che rappresentano Svezia, Russia (molto orecchiabile), Azerbaijan, Ucraina (anche questa é molto orecchiabile, e la cantante é una gran bella figliola :D ) ed Ungheria; anche il brano albanese in lingua originale mi piaceva parecchio, ma il passaggio alla versione inglese l’ha rovinato.

    Buon ESC a tutti!