“We don’t get along”, il mini-film di Victoria per riflettere sulla società moderna
Ritroviamo Victoria Georgieva, la cantante bulgara che ha rappresentato il suo Paese ad Eurovision 2021 con “Growing Up Is Getting Old”, dopo essere stata designata anche l’anno prima per il concorso, poi annullato per la pandemia.
Esce in queste ore “We don’t get along“, nuovo singolo, che la rilancia nel mainstream dopo un periodo di assenza. Da regina delle charts, il discreto risultato all’Eurovision (undicesima) non è riuscita del tutto a lanciarla, ma la sua musica resta comunque di livello.
La sua ultima pubblicazione è un progetto altamente creativo e accattivante, diviso in due parti: la canzone è infatti seguita da un outro intitolato “Crumbs of a Modern Tragedy”: una sorta di microfilm che accompagna tutto il brano, che ha sonorità fresche e moderne.
Il video che accompagna il brano è ambientato in un mondo futuristico conosciuto come “Digital Grave” (la tomba digitale), una struttura di formazione per giovani donne in cui viene loro insegnato come presentarsi sui social media. L’ambientazione evoca The Stepford Wives (“La donna perfetta”, film del 2004 con Nicole Kidman) con un tocco futuristico, progettato per rendere tutte le ragazze apparire e comportarsi allo stesso modo. Eppure, alla fine del video, l’artista riesce a rimanere fedele a se stessa.
L’outro sposta ivece l’attenzione sull’influenza tossica dei social media e sulla sua distorsione della realtà. Qugli stessi “cuoricini” che cantavano a Sanremo 2025, sono il senso – raccontato in maniera più complessa – della riflessione.
Tu lo odi, ti prosciuga e tuttavia non puoi farne a meno.
Cerchi di dare il massimo per qualche briciola di consenso.
Tutto ciò che desideri è la perfezione.
Confrontati costantemente con gli altri, ma sentendoti sempre così insufficiente.
Forse abbiamo dimenticato come vivere. E tutto questo, per che cosa?”
Like, appunto. Cuoricini. La musica a volte serve anche per riflettere. Victoria lo fa in un momento chiave della sua carriera, arrivata probabilmente ad un bivio e penalizzata dal fatto che è molto difficile per un artista bulgaro arrivare al proscenio internazionale senza vetrine importanti.
