Sanremo 2015, seconda serata: Il Volo sono già in fuga?

Sanremo 2015, atto secondo. Tutto secondo i piani. Nel senso ce chi si attendeva una performance super da Il Volo non è rimasto deluso. Il trio nato da “Ti lascio una canzone”, dopo l’ascolto di tutti e 20 i Campioni, appare già largamente in fuga: la standing ovation dell’Ariston e della sala stampa sanciscono il successo di un progetto che vuole proporre il tre ragazzi in una veste rinnovata, più pop, ma sempre con il loro animo lirico. Peccato solo che questa grande occasione di proporsi ad un pubblico italiano che dopo il talent show li aveva un pò dimenticati (mentre invece all’estero sono famosissimi e hanno già vinto tutto), sia sprecata con album di cover e non invece sfruttata con un lavoro di inediti che li avrebbe potuti proporre sotto sfaccettature più diverse, così sancendo  lo sdoganamento dall’immagine “classic”. L’Eurovision li aspetta, l’Europa è già in visibilio. Noi meno, come è noto, ma se vincessero Sanremo, oggettivamente, sarebbe meritatissimo.

Il Volo

Serata migliore rispetto a ieri per quanto concerne i brani in concorso: il palco sanremese ha confermato le doti compositive ed interpretative di Irene Grandi, ha rilanciato un Marco Masini che in Riviera ha spesso trovato riscatto nei momenti difficili e invece ha proposto un Raf parecchio giù di corda, che comunque è riuscito a restare a galla grazie ad un pezzo di maniera ma sufficientemente radiofonico, benchè interpretato non certo al meglio.

La vera sorpresa della serata, se vogliamo è che Anna Tatangelo sia finita nella “zona rossa”, ovvero fra le peggiori di serata, non tanto per la qualità (scarsa) del pezzo, quanto perchè l’autore del brano (Kekko Silvestre) gode solitamente di ottimo appeal.  Non le è bastata una ottima performance, da artista navigata, per portare il pezzo al sicuro. Stessa sorte, con un pezzo oggettivamente peggiore, per Bianca Atzei. Sarebbe interessante, a questo punto avere una classifica parziale dei 20, anche se con i cantanti divisi in due sere, il voto è poco confrontabile. Moreno è anche lui nella zona a rischio, forse nell’unica volta in cui ha proposto un pezzo almeno dignitoso, così come meriterebbero l’approdo a sabato Biggio e Mandelli, il cui motivetto assolutamente innocuo, mette però allegria. E tanto basta.

Bravi, bravissimi i giovani, ma lo si sapeva già, essendo i brani noti al pubblico da qualche mese. Bella l’idea di farli cantare nell’access prime time, più impietoso il meccanismo ad eliminazione, che per esempio, ci priverà del riascolto del deliziosissimo pezzo di Chanty, fregato dall’abbinamento con colui che da più parti è additato come il favorito per la vittoria finale, ovvero Enrico Nigiotti. L’operazione Conchita Wurst, benchè dopo mezzanotte, ha funzionato. Carlo Conti ha promosso l’Eurovision Song Contest a dovere e molti che non conoscevano la performer austriaca, cronisti compresi, hanno saputo apprezzarne le qualità artistiche (le canzoni, come noto, sono un fatto soggettivo). Il garbo e la misura pagano sempre. Con buona pace di chi  invece s’è fermato alla barba. Sotto, al solito, le nostre pagelle.

NUOVE PROPOSTE – PRIMA SERATA

Kutso – “Elisa” vs  Kaligola- “Oltre il giardino”: Non c’è partita. Anche se il pezzo originalissimo dei Kutso (una ventata d’aria fresca, davvero) con l’orchestra perde molto, contro il modestissimo rapper dell’adolescente romano è una partita facile. La canzone dei Kutso è distribuita dalla Ultrasuoni, la sentiremo parecchio, KUTSO 8, KALIGOLA 5 –  Passano i Kutso

Enrico Nigiotti- “Qualcosa da decidere” vs. Chanty –  “Ritornerai”: Nigiotti sembra il Britti migliore, quello che l’originale ha lasciato a Roma,  il pezzo funziona parecchio e si canticchia anzi che no. Il pezzo di Chanty è di gran classe e lei è molto brava, anche se live ha sofferto un pò. L’abbinamento la penalizza parecchio. NIGIOTTI 8, CHANTY 7 – Passa Enrico Nigiotti

Kutso

CAMPIONI

Nina Zilli- Sola: Pezzo di grande classe e qualità, blues anni 60 di notevole atmosfera, interpretato senza la minima incertezza. Brava e rodata, canta un pezzo tutto suo e si sente  che le calza a pennello. Meriterebbe sicuramente maggiori riscontri, ma in un Festival sin troppo mainstream rischia di restare incastrata nel mezzo. Se va bene.  Stile. VOTO 7.5

Marco Masini- Che giorno è: Il cantautore toscano si “Amorosizza” con un brano scritto insieme alla ditta Camba & Coro, autori della cantante salentina. La mano, in effetti si sente. Cantato da Masini il pezzo però sale di livello. Ci mette esperienza e mestiere. Girerà parecchio nelle radio e per lui sarà un bel successo, a 50 anni appena compiuti. VOTO 7.5

Anna Tatangelo – Libera: Uno scarto di Kekko Silvestre ed è un peccato perchè non ha cantato per niente male. “Come una nuvola nel cielo che si dondola” si commenta da solo. Perchè una brava, intonata, che sa fare il suo mestiere, deve cantare questa roba? Aridatece la ragazza di periferia e le canzoni di Giggi. Il che è tutto dire. VOTO 5

Raf – Come una favola: Del testo banale ne avevamo parlato, quello che spiazza è tutto il resto. La melodia potrebbe anche funzionare, l’interpretazione è a tratti imbarazzante e da uno con la sua esperienza e la sua abitudine al palco, è francamente inaccettabile. Dov’è finito l’ottimo artista che per vent’anni ha sfornato grandi canzoni, radiofoniche, orecchiabili e ben eseguite? Smarrimento. VOTO 4.5

Il Volo – Grande amore: Partivamo prevenuti e a dire il vero non è che Il Volo ci piacciano. Però cosa vuoi dire ad un’esibizione del genere?. Impeccabile, ben cantata (anzi, benissimo), arrangiamenti maestosi, un crescendo molto potente, neppure la minima incertezza nonostante la gioventù grazie alla già lunghissima esperienza sui palchi internazionali. La vittoria a mani basse e il conseguente biglietto per Vienna sembrano un fatto scontato. Onestamente, anche parecchio meritate, se arrivassero. Il testo sembra scritto da uno di quinta, ma tant’è. Gara già finita. VOTO 9

Moreno

Irene Grandi – Un vento senza nome: Pop leggero, radiofonico, ben cantato, ben scritto. Ci mette grinta, professionalità e mestiere. Un rientro a Sanremo decisamente in grande stile. Seriamente candidata ad un posto nei primi cinque, anche al podio diremmo. VOTO 8

Lorenzo Fragola- Siamo uguali: Ha ancora seri problemi a gestire le telecamere sul palco mentre canta, ma ha un pezzo radiofonicissimo, molto ben scritto (da lui, che ricordiamo ha solo 19 anni). Pericolosissimo outsider (per un posto sul podio, per la vittoria non c’è gara). VOTO 8

Biggio e Mandelli – Vita d’inferno: Chiaramente fuori concorso, nel senso che non gareggiano per vincere, ma per promuovere il loro nuovo prossimo film di cui la canzone è colonna sonora. Il pezzo lo canticchieremo parecchio. Cabaret. Ovviamente, SENZA VOTO, ma forza, speriamo arrivino a sabato che ci hanno regalato una bella ventata di allegria.

Bianca Atzei – Il solo al mondo: A tratti imbarazzante, con un pezzo di seconda mano di Kekko che inizialmente era stato pensato per Alessandra Amoroso e con un arrangiamento vecchissimo che lo affossa ancora di più. La domanda è: perchè? VOTO 4

Moreno – Oggi ti parlo così: Meglio di tante altre cose cantate da lui e soprattutto, meglio di tante altre cose sentite questa sera. Il ritornello funziona, anche con l’orchestra. Tiene il palco con esperienza, nonostante l’età. Tanto basta. Si presenta in smoking e per un rapper come lui, è un segno di rispetto per questo palco: massima stima per questo. VOTO 6

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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