Alla scoperta di Lilit Bleyan, l’armena che canta in italiano (e non solo)

Molto spesso capita di imbattersi in artisti stranieri che si cimentano con l’italiano, a volte con testi improbabili, scritti in un italiano sin troppo elementare, spesso ai limiti del ridicolo. Oppure – ed è il caso più frequente – succede che gli artisti internazionali del pop che scelgono l’italiano lo facciano affidandosi per il testo ad autori di casa nostra, con risultati notevoli.

Lilit Bleyan

Lilit Bleyan non è niente di tutto questo. Perchè lei, oltre a cantare in inglese, spagnolo ed italiano (ed in armeno, che poi è  la sua lingua) i testi (e le musiche) se li scrive da sola. E dimostra grande padronanza della lingua, come in questa “Sogni“, a metà fra il pop e il jazz, che accompagnerà il nuovo album attualmente in lavorazione. Cantautrice raffinata, la 37enne di Erevan ha due album all’attivo, uno in armeno ed uno in spagnolo, in parte con riprese del primo lavoro, in parte con brani inediti.

Grandi atmosfere, come in  “Siempre“, che compare in entrambi i lavori, voce cristallina, melodie avvolgenti. Una dimostrazione di come i confini del pop e della canzone d’autore vadano molto al di là di quello che propongono le radio oggi. E anche quando costeggia il folk, riesce a coinvolgere. Ascoltate per esempio questo brano in lingua armena, il cui titolo tradotto suona come “From town to town” contenuto nell’album “In another city“. Da cui è estratta anche “Waiting for summer“.

Eletta miglior cantante di Armenia nel 2011, negli anni ha saputo guadagnarsi grande attenzione anche da parte della critica. Laureata in giornalismo, appassionata di lingue, è diplomata in inglese e spagnolo ma ha studiato anche l’italiano. Dell’Italia le piace il bel canto: sul suo canale youtube compaiono cose di Vittorio Grigolo, uno dei giovani tenori  più promettenti del nostro paese

Lei invece, spazia attraverso anche vari generi:  non mancano neanche particolarissime cover, come la versione in armeno della celebre “Ne me quitte pas” di Jacques Brel.  Qui potete ascoltare, l’esordio con “Waiting trains” e qui invece la delicatissima “Un dia”, molto latina nel sound, estratto dal secondo lavoro “Paciencia“, come “Una semana en Barcelona“. E per completare il giro poliglotta, ecco “Christmas night”.  Un’artista che meriterebbe più attenzione, senza dubbio.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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