Eurovision 2015, seconda semifinale. Eliminato San Marino, avanti i Maraaya
Non ce l’ha fatta San Marino, non ce l’hanno fatta Michele Perniola e Anita Simoncini. “Chain of lights” non passa la semifinale e dunque non ci sarà l’atteso derby italiano nella finale di sabato sera dell’Eurovision Song Contest. Sapremo soltanto sabato sera, a finale conclusa, in quale posizione si sono piazzati i due ragazzi, comunque bravissimi in ogni caso. Passano gli sloveni Maraaya, prodotti da Gabry Ponte.
Fuori anche l’Irlanda che paga l’essersi esibita in apertura di serata, come la Lituania che però si qualifica, aiutata probabilmente dai tre baci scenograficamente piazzati a centro esibizione con uno stop alla musica. Un espediente, quello dei baci di tre coppie (compreso il duo) di diversa sessualità che era stato annunciato peraltro già nei giorni scorsi ed ufficializzato oggi.
Poche sorprese per il resto, a parte forse la qualificazione di Cipro, per nulla scontata alla vigilia: il minimalismo del brano di John Karayannis ha convinto le giurie e dunque andrà in scena un interessante derby della melodia in salsa ellenica con la connazionale in forza alla Grecia. Aminata, la burkinese in quota Lettonia è sembrata nettamente la migliore della serata: dopo sei anni (l’ultimo fu Roberto Meloni coi suoi Pirates of the sea) il Paese torna in finale e se l’anno scorso abbiamo avuto una finale senza paesi Baltici, quest’anno ne abbiamo tre su tre dentro. Passano il turno
- Lituania – Monika Lynkite e Vaidas Baumila- This Time
- Polonia – Monika Kuzynska – In the name of love
- Slovenia – Maraaya – Here for you
- Svezia – Mans Zelmerlow – Heroes
- Norvegia – Morland & Debrah Scarlett – A monster like me
- Montenegro – Knez – Adio
- Cipro – John Karayannis – One thing shuld I have done
- Azerbaigian -Elnur Huseynov – Hour of the wolf
- Lettonia – Aminata – Love injected
- Israele Navd Guedj – Golden Boy

