Papa Francesco, arriva un disco con i suoi discorsi musicati a tempo di rock

L’effetto comunicativo e mediatico è forte, ma come al solito l’uso che ne è stato fatto era strumentale all’innesco della polemica e del clickbait. “Arriva il disco di Papa Francesco”. E invece no. Non arriva un disco “di Papa Francesco”, ma “con i discorsi e le preghiere di Papa Francesco”, musicate in chiave pop rock. Che è diverso, perché il Santo Padre ovviamente non canta. Semplicemente, estratti dei suoi discorsi pronunciati in varie occasioni sono stati inseriti – esattamente come si fa con gli incisi rap nei pezzi crossover – lungo una base pop rock o talvolta pop gregoriano, composti per l’occasione. Le parti cantate che si sentono in “Pope Francis: Wake up” (in uscita il 13 novembre) sono di cantanti professionisti.

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Fra i nomi di spicco che hanno preso parte al progetto c’è quello del pescarese Tony Pagliuca, già fondatore de Le Orme, protagonisti della scena del rock progressivo anni 70 e 80. Pagliuca ha composto insieme a Dino Doni sei delle undici tracce, ma il disco vede anche altre collaborazioni importanti: Giorgio Kriesch, musicista italiano trapiantato da tempo in India, Mite Balduzzi dei Gen Rosso, la più grande ensemble musicale maschile del mondo e due compositori pop molto celebri, Beppe Dati e Lorenzo Piscopo.

Dentro  al progetto – che ha al timone don Giulio Neroni, sacerdote e produttore già coinvolto nelle produzioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XIV – c’è un libretto di 24 pagine con le preghiere e gli estratti dei discorsi che sono stati inseriti (in italiano, inglese, spagnolo e portoghese), che parlano delle tematiche più care a Jorge Bergoglio e  che sono stati concessi da Radio Vaticana. Lavoro, pace, povertà, dignità umana fra i temi dei discorsi.

Ci sono brani composti per l’occasione e rielaborazioni di canti sacri come il Salve Regina, il Veni Sancte Spiritus o un brano realizzato partendo dal Cantico delle Creature. Il tutto riarrangiato in una chiave molto mainstream. Qualcuno potrà vederci dietro un’operazione di marketing  e forse in parte lo è, ma di quelli buoni: in fondo non è nient’altro che un modo ulteriore per avvicinare “pecorelle smarrite”, proseguendo nel solco della contemporaneità del linguaggio, che sta facendo  storcere il naso ai puristi ma che sta dando i suoi frutti. Il ricavato del disco  andrà a sostegno di un fondo per l’accoglienza dei migranti. Dunque ancora una volta.

https://www.youtube.com/watch?v=UgnENsoCydY

Chiaro che poi, quando si parla di musica – anche di quella sacra o a sfondo sacro – è sempre una questione di gusti. Quello che colpisce, invece, è la bieca strumentalizzazione che si sta facendo di questa lodevole iniziativa da parte dei media, soltanto perché la prima traccia del disco è stata lanciata in anteprima di Rolling Stones. “Il Papa rockstar”, c’è scritto su tutti i media. E invece no, sarebbe bastato andarsi a leggere l’intervista rilasciata da Bergoglio sull’aereo nel viaggio di ritorno dagli Usa. A chi lo interrogava proprio su questo concetto della star, lui ha risposto: “Lo sa qual è il titolo del Papa? Servo dei servi di Dio. È un po’ differente dalla star. Le stelle sono belle da guardare, a me piace guardarle quando il cielo è sereno, ma il Papa deve essere il servo dei servi di Dio. C’è anche un’altra verità: quante star abbiamo visto che poi si spengono e cadono. Invece essere servo dei servi, questo è bello, non passa”.

Le tracce sono:

Annuntio vobis gaudium magnum: il primo saluto dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, musicato sulle note di “Tu est Petrus”, dalla tradizione ebraico-cristiana

Salve Regina, dall’incontro coi giovani argentini a Rio, musicato sull’omonima preghiera.

Cuidar el planeta, dall’incontro alla FAO, musicato sulla versione spagnola del Cantico delle Creature

“¿Por qué sufren los ninos?” dall’incontro con i giovani nel campo sportiva dell’Università San Tommaso a Manila, sulle note di Jesu Dulce Memoria

“Non lasciatevi rubare la speranza!” dal discorso agli studenti delle scuole dei Gesuiti in Italia e Albania, Città del Vaticano. Sulle note di Christe Redemptor Omnium

“La Iglesia no puede ser una ONG!”, dall’ ncontro con i giovani argentini nella cattedrale di Rio De Janeiro, 25 luglio 2013. Il brano è: Ubi Carita et Amor, Deus ibi est

“Wake up! Go! Go! Forward!” , dall’Omelia alla Santa Messa conclusiva della VI Giornata della Gioventù asiatica, Corea del Sud, sulle note di Ego sum Resurrectio et Vitam

“La fe es entera, no se licua!” ,dall’ incontro con i giovani argentini nella cattedrale di Rio De Janeiro. Brano: Vexilla regis prodeunt

“Pace! Fratelli!”. Preghiera per la Pace, con Shimon Peres e Mahmoud Abbas, Gardini Vaticani. Sulle note del Veni Sancte Spiritus

“Santa famiglia di Nazareth”. Preghiera in occasione della Giornata della Famiglia, Città del Vaticano, 27 ottobre 2013. Con il brano omonimo.

 “Fazei o que Ele vos disser!”. Dall’omelia alla Santa Messa nella Basilica di Nostra Signora de Aparecida, sulle note dell’Ave Maris Stella (che qualcun altro aveva già proposto in un contesto non religioso...)

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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