Festival di Sanremo 2018, stasera si parte: piccolo viaggio fra record e curiosità dell’edizione
Sta per alzarsi il sipario sul Festival di Sanremo 2018, il primo dell’era Baglioni: stasera alle 20.30 in diretta su Rai 1 e Radio 2 si comincia con cinque lunghe serate di grande musica. In attesa di ascoltare le canzoni – e quindi concentrarci su quelle – il cast benchè agée offre già diversi spunti curiosi. Ne abbiamo riassunto qualcuno.
Per esempio, con i suoi 83 anni Ornella Vanoni è la più anziana in gara: è il record assoluto, che prima di oggi apparteneva a Nicola Arigliano e Roberto Murolo, entrambi in gara ad 81 anni compiuti (al secondo resta il record di esordiente più anziano). Il più giovane in gara fra i Campioni ha già 27 anni ed è Giovanni Caccamo
E’ il Sanremo degli esordienti: ben 6 (Roy Paci, Lo Stato Sociale, Enzo Avitabile, Mario Biondi, The Kolors) più Diodato che debutta fra i Campioni dopo avervi preso parte nel 2014 fra i Giovani e Red Canzian che vi torna da solista dopo la unica partecipazione vittoriosa del 1990 con i Pooh.
We are the winners. A proposito dei Pooh, la loro partecipazione ‘spacchettata’ apre la lunga lista dei vincitori del Festival che ci riprovano: Red Canzian e Roby Facchinetti proprio nel citato 1990, Riccardo Fogli nel 1982 alla prima apparizione da solista; Luca Barbarossa nel 1992, Peppe Servillo nel 2000 con la Piccola Orchestra Avion Travel; per ben due volte Enrico Ruggeri (nel 1987 con Morandi e Tozzi e nel 1993 con “Mistero”), Ron nel 1996 insieme a Tosca. A questi si aggiungono Fabrizio Moro, che vinse fra i Giovani nel 2007 e Giovanni Caccamo, trionfatore nella stessa categoria nel 2015.
A volte ritornano. Sul fronte dei grandi ritorni, sono passati 38 anni dall’ultima apparizione dei Decibel (che era poi anche l’unica, anno 1980), 19 dall’ultima volta di Ornella Vanoni (1999, nel 2009 fu madrina di Simona Molinari quindi tecnicamente non in gara) che sarà accompagnata da due artisti che tornano entrambi dopo 14: Bungaro e Pacifico si sfidarono infatti nel Sanremo di Tony Renis. Red Canzian torna invece a Sanremo dopo 28 anni (l’unica volta fu coi Pooh).
English is back. Con il ritornello ed il verso finale di “Lettera dal Duca”, torna ufficialmente l’inglese in concorso dopo 34 anni. Escludendo infatti gli abbinamenti con artisti stranieri considerati ufficialmente fuori gara dei due Sanremo targati Aragozzini (1990-1991) e tolta la frase “Oh I need you back” pronunciata da Peter Cincotti ne “La felicità” (2013), l’ultimo pezzo in tutto o in parte in lingua diversa dall’italiano fu “Walkin” dei Dhuo, in gara nella prima storica sezione giovani del 1984. Per ritrovare invece un brano in una lingua straniera nel concorso principale bisogna andare indietro sino a “Working late tonight” di Amii Stewart e “Movie star” dei Passengers, anno 1983.
Roma capoccia. Il dialetto romano debutta invece sul palco dell’Ariston: “Passame er sale” di Luca Barbarossa è la prima canzone interamente in dialetto romanesco eseguita in concorso: prima di quest’anno soltanto “Sotto le stelle” di Nannarella (1975) conteneva alcuni brevissime frasi nel dialetto capitolino. La lista dei dialetti sanremesi si allunga: il romanesco va a fare compagnia a triestino, genovese, calabrese, napoletano, veneziano, tremezzino e sardo.
Eurovision Song Contest. Occorre ricordare che il vincitore- o in caso di rinuncia, un altro fra i Campioni scelto dalla Rai- rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest. C’è chi su quel palco c’è stato già: Enrico Ruggeri nel 1993, Luca Barbarossa nel 1988, Riccardo Fogli nel 1983, Nina Zilli nel 2012. Nelle serate duetti ritroveremo anche Maro Masini (tastierista di Tozzi e Raf nel 1987) ed Alice (in gara con Battiato nel 1984).
Giro d’Italia. Come nelle migliori tradizioni, Sanremo sarà un vero e proprio giro d’Italia delle provenienze artistiche e quest’anno non mancano due storie curiose. Leonardo Monteiro, in gara fra i giovani, è nato infatti a Roma da genitori brasiliani ma vive a Chiasso in Svizzera e quindi lo iscriviamo fra gli ‘stranieri’. Ha il passaporto svizzero benchè milanese anche Christian Meyer degli Elio e le storie tese, mentre come è noto Ermal Meta ha sia quello italiano che quello albanese. Nonostante le origini congolesi è invece italianissimo (di San Benedetto del Tronto) Mudimbi.
Con 16 artisti la parte del leone la fa la Lombardia (4 Elii su 6 ovvero Elio, Faso, Cesareo e Vittorio Cosma (tre milanesi e un varesino); i tre milanesi Decibel, i quattro delle Vibrazioni (tutti di Milano o provincia), il bergamasco Roby Facchinetti, i milanesi Ornella Vanoni, Pacifico e Giulia Casieri); seguono molto staccati Emilia Romagna con 7 e Lazio con 6. Sull’Emilia pesano i 5 bolognesi de Lo Stato Sociale, ai cui si aggiungono i piacentini Ron e Nina Zilli. Sono laziali Fabrizio Moro, Luca Barbarossa, Max Gazzè, Noemi, Mirkoeilcane, Ultimo, fra l’altro tutti romani. la Campania è a 5 (i tre casertani The Kolors e i due napoletani Avitabile e Servillo); Sicilia 4 (il siracusano Roy Paci, il ragusano Giovani Caccamo, il catanese Mario Biondi e la messinese Alice Caioli); segue la Puglia a 3 (Diodato che è di Taranto come Renzo Rubino benchè nato ad Aosta, il brindisino Bungaro). Infine Veneto 2 (Red Canzian ed Eva Pevarello, rispettivamente trevigiano e vincentina), Toscana 2 (Riccardo Fogli della provincia di Pisa e il grossetano Lorenzo Baglioni), oltre al citato marchigiano Mudimbi e al piemontese Jantoman degli Elii.
