Cosa abbiamo visto nel doppio gran finale di Battiti Live 2023 da Gallipoli

di Emanuele Lombardini e Beppe Dammacco

Il doppio appuntamento che ha chiuso Battiti Live (anche se in queste settimane state vedendo su Italia 1 le repliche da Bari) si è svolto sul Lungomare di Gallipoli. Come sempre al timone il leccese Alan Palmieri, con Elisabetta Gregoraci e sotto il palco Maria Sole Pollio.

La prima serata

Le cose belle che abbiamo sentito: le due hit di Claude, il cantante olandese di origine congolese, la cui storia avevamo raccontato qui,   passato direttamente dal campo profughi al disco d’oro e che sta spopolando anche in Italia. L’altra cosa bella sicuramente l’esibizione di Ciccio Merolla, la cui “Malatia” è a suo modo un fenomeno su Spotify (ma vi invitiamo a vedere il video ufficiale per capire su cosa suona le percussioni…) ed alcune performance spettacolari.

Anzitutto Marco Mengoni ed Elodie, esplosivi con la loro “Pazza musica”, che non è la cosa migliore di entrambi ma che brilla soprattutto per l’intesa e l’armonia fra i due. Fra l’altro li abbiamo visti in collegamento (Mengoni poi anche da solo), così come Fedez-Articolo 31-Annalisa e Matteo Paolillo.

Ora onestamente, a proposito di Paolillo, se non fosse che “O mare for” è la sigla dell’omonima serie tv di successo, davvero non se ne comprenderebbe l’hype che suscita. Un pezzo brutto, cantato anche male. Il collegamento con Annalisa era ovviamente registrato (erano a Taranto) perchè poi lei si è esibita anche a Gallipoli in diretta.  Bene anche le nuove produzioni di Emis Killa, bene anche Baby K ma in questo caso il riferimento è a lei, sensualissima anche in versione rossa. Il pezzo di quest’anno, “Mama non m’ama” invece insomma.

Tremenda l’esibizione di Mara Sattei, capace di non prendere nemmeno una nota in due canzoni.

Si sono esibiti anche: Mr Rain, Sangiovanni, Annalisa, Gabry Ponte,, Tiromancino, Enula, Achille Lauro, Rose Villain, Ariete, Angelina Mango, Berna, Rkomi, Irama e Leo Gassman.

La seconda serata

Tra gli eventi degni di nota ci preme menzionare Gabry Ponte, che ha fatto ballare l’intera piazza con alcuni remix e i suoi successi “Che ne sanno i 2000” e “Blue (Da Ba Dee)”, seguito più tardi dal suo celeberrimo collega francese Bob Sinclar. Il DJ piemontese è tornato sul palco anche per il gran finale, con un improbabile remix di “Vivo per lei” sul quale Alan Palmieri, Elisabetta Gregoraci e Mariasole Pollio hanno fatto gli ultimi ringraziamenti.

Molto bella – anche stavolta – la performance on-the-road di Marco Mengoni ed Elodie sulle note di “Pazza musica”, con la coppia apparsa più affiatata che mai. Fabio Rovazzi e Orietta Berti, invece, a quanto pare hanno il dono dell’ubiquità: al Tim Summer Hits lo stesso Fabio Rovazzi ha cantato “Andiamo a comandare” e “Faccio quello che voglio”. La stessa cosa è capitata anche a Matteo Romano e Luigi Strangis.

Straordinaria l’esibizione on-the-road di Giorgia, che ha portato qualità e classe dopo una serie di proposte discutibili. Ana Mena, da sola e con Fred De Palma, il ritorno di Rhove di Aka 7even e anche la performance discutibile di Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci con Astol e i Desideri sono un no assoluto.

Per fortuna ci ha pensato Diodato a riportare in alto l’asticella, che grazie al suo ultimo singolo “Occhiali da sole” e al suo capolavoro “Che vita meravigliosa” ha dato lezioni a buona parte degli ospiti. Anche l’on-the-road di Emma ha contribuito ad alzare il livello di uno show fino a quel momento abbastanza piatto.

Un altro momento molto bello l’ha regalato Tananai che, al netto di qualche imprecisione vocale, ha eseguitole sue canzoni più belle: “Tango”, dall’ultimo Festival di Sanremo, e “Abissale”. Molto brava Dara, bene anche Alfa, bello anche se in playback il ritorno di Federica Carta e Shade. No comment su Matteo Paolillo, Lolita, Valentina Parisse, Ramona Flowers e Piccolo G. Duole dirlo ma anche Paola e Chiara non sono state al top, ci sono evidenti problemi nel duo fresco di reunion sanremese.

Cala dunque il sipario sul Radionorba Cornetto Battiti Live, che va in onda con le registrazioni su Italia 1. Qualcuno lo definisce erede morale del Festivalbar, ma manca ancora tanto per raggiungere lo storico evento musicale estivo. Manca un livello musicale più alto, per esempio. Anche la scelta di usare solo due location (Bari e Gallipoli) contribuisce a far perdere la magia del concertone estivo itinerante. Si spera però che il futuro per il Battiti Live possa essere ancora più limpido.

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