Eurovision 2025: cosa vedremo nella finale. Il resoconto delle prove
Report live da Basilea – L’ultima prova aperta alla stampa, la prima Dress Rehearsal della finale dell’Eurovision 2025, è andata in scena oggi alla St. Jakobshalle di Basilea. Molte sono state le conferme, considerando le performance nelle precedenti prove e le esibizioni in gara, ma anche qualche piccola significativa novità.
Ancora una volta facciamo focus sugli artisti in gara. Vi segnaliamo però che, in apertura, dopo una simpatica clip sarà Nemo ad aprire la finale con la sua “The Code”, riproponendo la tradizione che si era compiuta per l’ultima volta nel 2023, con il vincitore dell’anno precedente che apre la finale.
Tutto uguale alla semifinale per Kyle Alessandro, portacolori dell’Austria in gara con “Lighter”. Nessun cambiamento in una performance che ancora una volta riscalderà l’arena con lingue di fuoco. Anche per il Lussemburgo di Laura Thorn, in gara con “La poupee monte le son”, non ci sono differenze ma piacevoli conferme, in primis la sua voce che è perfetta anche negli acuti più complessi.
Al contrario invece rimane cattiva la performance di Tommy Cash, in gara per l’Estonia con “Espresso macchiato”. Leggermente meglio dal punto di vista vocale, ma comunque lontano da ciò che si può definire buono. Chi invece incanta ed emoziona con la sua voce è Yuval Raphael, la portacolori di Israele in gara con “New day will rise”. Per lei c’è anche la difficoltà di essere controllata a vista dagli agenti del Mossad, ai piedi del palco, ma rimane una delle solide certezze.
Molto bene vocalmente anche la Lituania, rappresentata dai Katarsis in gara con “Tavo akys”, anche se il brano e lo staging non rendono giustizia alla band. Una piccola ma significativa modifica la troviamo nella performance della Spagna: Melody, invece di uscire da una tenda che cade nel primo inciso, la apre per uscire. Nulla di nuovo invece per gli Ziferblat, portacolori dell’Ucraina con “Bird of prey”. Da segnalare una piccola stecca, ma si spera possano migliorare stasera.
Dopo una pausa, in cui Sandra Studer canta “Canzone per te” con lo stesso abito con cui la cantò a Roma nel 1991 e Michelle Hunziker canta “Nel blu dipinto di blu”, è il turno delle Remember Monday, portacolori del Regno Unito con “What the hell just happened?”, purtroppo non una performance memorabile per loro, seguite dall’Austria con JJ e la sua “Wasted love”. Sempre molto buona la sua prestazione, al netto di un brano non entusiasmante, e dei VÆB con “Róa”, in gara per l’Islanda.
Dopo una breve pausa tocca alla Lettonia, rappresentata dalle Tautumeitas con “Bur man laimi”, e a Claude, rappresentante dei Paesi Bassi con il brano “C’est la vie”. A seguire c’è la Finlandia, con Erika Vikman e la sua “Ich komme”. La portacolori finlandese ha dovuto provare due volte a seguito di un problema tecnico al suo oggetto di scena, il microfono su cui sale al termine dell’esibizione, che non saliva come previsto.
Arriva quindi il momento di Lucio Corsi, in gara per l’Italia con “Volevo essere un duro”. Tutto perfetto, come al solito, con ottimi consensi da parte della stampa in sala. Molto bene anche Justyna Steczkowska, portacolori della Polonia con “Gaja”, ha una voce potentissima, mentre male la performance canora della Germania, con “Baller” di Abor & Tynna.
Per smontare il palco della Germania e allestire la Grecia è necessaria una pausa, ma a buon rendere: Klavdia con la sua “Asteromata” ha a dir poco emozionato. Anche per allestire la performance dell’Armenia è richiesta una pausa: Parg per “Survivor” ha bisogno del tapis roulant, delle fiamme e dei fari molto bassi. Rischia anche di inciampare su una macchina del fumo lasciata sulla passerella, ma la sua performance è molto buona.
Perfetta come sempre anche Zoë Më, la “padrona di casa”, portacolori della Svizzera con “Voyage”. Un’esecuzione da lacrime agli occhi. Non si può dire lo stesso per Malta: Miriana Conte su “Serving” rimane volgare ed eccessiva. Il modo migliore per voltare pagina è cambiare totalmente genere, e il Portogallo con i Napa e la loro “Deslocado” lo fanno benissimo. Dubbi invece su Sissal con “Hallucination”: la portacolori dell’Danimarca chiede al pubblico di cantare il ritornello per risparmiare la voce.
Per montare la scena della Svezia serve una piccola pausa, con una clip che ricorda l’interval act “Made in Switzerland”. A seguire i Kaj, con “Bara bada bastu” sono perfetti e l’arena canta. La pausa è più lunga dopo di loro: c’è la pubblicità, si va in ArenaPlus e il pubblico deve cantare in coro “Waterloo”. Cinque minuti di break che sono un’infinità prima della Francia, con una Louane in ogni caso straordinaria ed emozionante con la sua “maman”.
Si vola dunque dritti verso la fine con San Marino, con Gabry Ponte che farà ballare tutta l’arena con la sua “Tutta l’Italia”, e dulcis in fundo con gli Shkodra Elektronike, eccellenti come al solito, che con “Zjerm” potrebbero portare l’Albania decisamente in alto grazie a una proposta internazionale e ben presentata sul palco dell’Eurovision.
Tutto questo e anche altro sarà visibile nella finale dell’Eurovision Song Contest 2025 domani, sabato 17 maggio, in diretta su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi e BigMama, su Rai Radio 2 anche in visual radio con il commento di Diletta Parlangeli e Matteo Osso, su San Marino RTV con il commento di Anna Gaspari e Gigi Restivo e su RSI La1 con il commento di Ellis Cavallini e Gian-Andrea Costa.
