Brunori Sas incanta Bari: il Locus Festival ha la sua perla

Brunori Sas Bari Locus Festival

Brunori Sas è uno dei migliori cantautori in circolazione, se non il migliore, e l’ha dimostrato ancora una volta in uno splendido concerto andato in scena alla Fiera del Levante a Bari, nella cosiddetta Radionorba Arena, nell’ambito del Locus Festival.

A scanso di equivoci: essendo il quartiere fieristico del capoluogo pugliese non ottimizzato per gli eventi dal vivo, la disposizione prevedeva soltanto posti in piedi. Inevitabilmente qualcuno, soprattutto chi è meno alto, ha avuto qualche difficoltà a seguire il concerto, ma rispetto allo scorso anno (quando vi abbiamo raccontato di Calcutta) la disposizione è stata studiata al meglio per limitare i problemi, sia logistici che di natura tecnica.

Venendo al concerto vero e proprio, possiamo dire che era il solito istrionico e sorprendente Brunori Sas. Ad accompagnarlo da un’ensemble di vari strumenti musicali (alcuni particolarmente esotici, tra cui un theremin) con l’ausilio di Taketo Gohara come tecnico del suono. Dario e la sua “piccola orchestra” hanno regalato al pubblico due ore piene di spettacolo, di musica e di emozioni.

Il cantautore calabrese, di tanto in tanto, ha inserito qualche intervento parlato con la sua consueta ironia (a volte particolarmente tagliente). Durante i brani però si è scatenato sul palco facendolo suo e brillando di luce propria in mezzo ai riflettori.

La scaletta divulgata sul web non è stata rispettata nell’ordine, ma in questo concerto non è mancato nulla: Brunori ha eseguito buona parte dei suoi brani, facendo un sunto dei suoi 15 anni di carriera e non mancando le sue autentiche perle tipo “La verità”, “Canzone contro la paura”, “Per due che come noi”, il singolo sanremese “L’albero delle noci”, “La ghigliottina”, “Kurt Cobain” e persino “Lamezia Milano”.

Il pubblico ha cantato, ha battuto le mani a tempo e c’è addirittura chi si è commosso e non ha trattenuto le lacrime. Dario ha accontentato tutti, anche un giovane cantautore barese (tale Pier, in arte Vulpier) che è salito sul palco e ha duettato con lui sulle note di “Guardia ’82”.

Lasciamo dunque questo concerto con la consapevolezza che, se parliamo di cantautori, inevitabilmente dobbiamo menzionare Brunori Sas. La sua musica è arte allo stato puro, lui non è un semplice artista ma è uno showman a tutto tondo. Nel corso del concerto è passato dalla chitarra acustica alla elettrica, passando per il basso e il pianoforte.

Brunori Sas è la dimostrazione vivente che si può fare musica in maniera sincera e onesta. Che non serve andare a caccia del sold out nello stadio ma basta poco per colpire nel segno. In un mondo pieno di autotune e di canzonette, Brunori Sas è quel barlume di speranza per una musica più vera. E, d’altronde, se piace tanto a tutte le generazioni un motivo c’è e l’abbiamo scoperto questa sera.

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