Stasera al via il Benidorm Fest: il “Sanremo” spagnolo che non porta ad Eurovision 2026 per protesta

Per gli appassionati eurovisivi, stasera sarebbe stata una grande serata, perchè inizia con la prima semifinale uno dei festival più attesi: il Benidorm Fest. La rassegna, rilanciata da TVE insieme col governo della comunità autonoma dell’Andalusia, fino lo scorso anno aveva lo scopo di selezionare l’artista spagnolo per Eurovision 2026. Per questo era stato riesumato. Ma quest’anno non sarà così perchè la tv spagnola ha deciso di boicottare Eurovision 2026 in segno di protesta per la presenza di Israele.

Verrebbe da dire, a pensar male, che è un modo per risparmiare denaro e farsi pubblicità gratuita dopo che nelle prime quattro edizioni il concorso – sul quale TVE butta un sacco di soldi – ha portato un terzo posto nel 2022, conquistato quasi esclusivamente grazie al fondo schiena di Chanel e per il resto una serie di fiaschi cosmici, a cominciare dalla tanto osannata Melody, che se n’è andata sbattendo la porta e protestando per “non essere stata ascoltata” e sarà la sola ex vincitrice non presente come ospite.

Quando la volpe non può arrivare all’uva, dice che non è matura. E così TVE ha privato gli artisti della visibilità internazionale che avrebbero meritato. Ed è un peccato – ma in fondo se lo meritano – perchè dopo quattro anni di vincitori senza futuro fuori dalla Spagna, questa sarebbe stata una buona edizione anche per l’Eurovision.

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Il sistema di voto è strutturato in modo da bilanciare pubblico e professionisti: il 50% è assegnato da una giuria di otto esperti dell’industria musicale di lingua spagnola — tra cui il presidente di TelevisaUnivision Ignacio Meyer e il direttore musicale per l’Europa meridionale e orientale di Spotify Melani Parejo — mentre il restante 50% è diviso tra giuria demoscopica e televoto. La novità è che la giuria non sarà in sala ma in un’altra stanza, così da non venire influenzata dal pubblico, cosa che lo scorso anno oggettivamente è invece apparsa piuttosto evidente

Chi sale sul palco stasera

L’ordine di esibizione vede aprire le danze i Kitai con “El amor te da miedo”: rock band indie con oltre dieci anni di carriera e un curioso primato nel Guinness dei Primati per aver suonato 24 ore consecutive. A seguire il duo inedito María León & Julia Medina con “Las damas y el vagabundo”: lei messicana, attrice e cantante con una lunga carriera televisiva; la spagnola Medina arriva da Operación Triunfo 2018, edizione in cui chiuse al quinto posto.

Terza in scaletta Luna Ki, la cantautrice ispano-cubana Luna Gorriz che al Benidorm era già iscritta nel 2022, salvo ritirarsi per la mancata possibilità di utilizzare l’autotune. Torna ora con “Bomba de amor”, pronta a prendersi la rivincita. Quarto appuntamento con Greg Taro, il compositore ispano-tedesco che ha firmato “Always on the run” per Isaak (Germania Eurovision 2023) e vanta collaborazioni con Gabry Ponte e Martin Garrix: si presenta con “Velita”.

Tra i nomi più attesi c’è Izan Llunas, figlio di Marcos Llunas che rappresentò la Spagna a Eurovision 1997 e celebre per aver interpretato il giovane Luis Miguel nella serie Netflix dedicata alla star messicana. Gareggia con “¿Qué vas a hacer?”. Sesto il duo Dora & Marlon Collins con “Rakata”: Dora Postigo, figlia di Bimba Bosè e nipote di Miguel Bosè, porta sul palco una storia familiare straordinaria intrecciata con la musica e la cultura spagnola.

A metà serata spazio agli andalusi Tony Grox & LUCYCALYS con “T Amaré”, progetto che fonde flamenco, elettronica e pop contemporaneo. Poi arriva Mikel Herzog Jr. con “Mi mitad”: il figlio del Mikel Herzog che rappresentò la Spagna a Eurovision 1998, diventato volto noto al pubblico televisivo grazie a Tu cara me suena, il format originale spagnolo da cui deriva il nostro “Tale e Quale Show”. Chiude la serata l’ispano-venezuelano Kenneth con “Los ojos no mienten”, già finalista a The Voice Kids Spagna.

Chi sale sul palco Giovedi

Nella seconda semifinale il nome di maggiore richiamo è quello di Funambulista, il progetto musicale costruito attorno al cantautore Diego Cantero. Con oltre quindici anni di carriera alle spalle e una candidatura ai Premios 40 come Rivelazione dell’anno nel lontano 2010, Funambulista porta sul palco di Benidorm la credibilità di chi ha attraversato lustri di musica spagnola, pur essendo assente dalle scene dal 2022.

Tra le presenze più curiose e potenzialmente esplosive del Benidorm Fest 2026 c’è il duo pop argentino Miranda!, attivo da 25 anni con nove album e tre dischi di platino all’attivo, e un seguito sterminato in tutto il Sudamerica. La loro partecipazione ha il sapore di una sfida ambiziosa: conquistare il pubblico europeo dopo decenni di dominio nel mercato latino. Al loro fianco, nella stessa serata, gareggerà Bailamamà, il progetto solista di Óscar Ferrer, ex componente dei Varry Brava, gruppo che aveva già calcato il palco del Benidorm nella prima edizione rilancio del festival.

Il sivigliano Dani J porta sul palco un suono ibrido che fonde le radici flamencas con l’elettronica e l’r’n’b, in un percorso artistico costruito in oltre un decennio nella scena indipendente spagnola. Una proposta che si distingue nettamente nel panorama della selezione e che potrebbe rivelarsi una delle sorprese della serata.

Altrettanto interessante il profilo di Asha, al secolo Hajar Sbihi: cantautrice marocchina naturalizzata spagnola, arrivata in Europa a 19 anni, ha già firmato hit multiplatino per nomi del calibro di Becky G, C. Tangana e Lola Índigo — su tutti “Ya No quiero Na”, doppio disco di platino. Ora si mette in gioco in prima persona, con tutta la credibilità di chi il successo lo ha già costruito per gli altri.

Dalla scuola di Operación Triunfo 2023 arriva Álvaro Mayo, che nell’edizione più recente del talent aveva chiuso all’ottavo posto. Un percorso ancora in costruzione, ma con una base di fan già consolidata.

Diversissima la traiettoria di KU Minerva, nome d’arte di Minerva Pérez, artista attiva da quasi trent’anni nella scena eurodance spagnola. Una sola hit all’attivo — “Estoy Llorando Por Ti”, suo singolo d’esordio del 1995 — ma una storia artistica che attraversa tre decenni di musica da ballo iberica.

A chiudere il quadro, due nomi che si annunciano come le proposte più insolite dell’intera edizione. Rosalinda Galan arriva dal mondo della Copla, la musica popolare andalusa che aveva già portato al Benidorm artiste come Pastora Soler: un genere radicato nella tradizione iberica, capace però di infiammare il pubblico con la sua intensità emotiva. E poi The Quinquis, progetto che fonde le sonorità degli anni Settanta con il sound contemporaneo, in un gioco di rimandi temporali che potrebbe risultare fresco e sorprendente.

Completano il lotto Atyat, ballerina prestata alla musica con all’attivo alcuni singoli e una recente esibizione al Madrid Pride, in una serata che si preannuncia dunque varia, colorata e — come nelle migliori tradizioni del Benidorm — imprevedibile fino all’ultimo voto.

Prima semifinale

  1. Kitai – “El amor te da miedo”
  2. María León & Julia Medina – “Las damas y el vagabundo”
  3. Luna Ki – “Bomba de amor”
  4. Greg Taro – “Velita”
  5. Izan Llunas – “¿Qué vas a hacer?”
  6. Dora & Marlon Collins
  7. Tony Grox & LUCYCALYS – “T AMARÉ”
  8. Mikel Herzog Jr. – “Mi mitad”
  9. Kenneth – “Los ojos no mienten”

Seconda semifinale

  1. Asha – “Turista”
  2. Ku Minerva – “No volveré a llorar”
  3. Funambulista – “SOBRAN GILIPO**AS”
  4. Dani J – “Bailándote”
  5. The Quinquis – “Tú no me quieres”
  6. Atyat – “Dopamina”
  7. Rosalinda Galán – “Mataora”
  8. Mayo – “Tócame”
  9. Miranda! & Bailamamá – “Despierto amándote”

Stasera e giovedi le semifinali su RTVE La 2 (ore 22.45), sabato sera la finale (22.45) su RTVE La 1 con le migliori 6 classificate per ciascuna delle due semifinali. Tutto in diretta dal Palacio de Deportes L’Illa de Benidorm.

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