Sanremo 2026, prima serata: classifica e pagelle. Nella Top 5 a sorpresa Fulminacci

Lunghissima – ma nei tempi previsti- la prima serata di Sanremo 2026. L’uomo a sorpresa nella Top 5 di giornata, votata dalla sala stampa dell’Ariston e annunciata random è Fulminacci. Il cantautore romano è in rampa di lancio. Con  lui ArisaSerena Brancale, Fedez-Masini e Fulminacci. Di seguito le nostre pagelle al primo ascolto. Nel complesso un buon festival, con qualche punta in basso e pochi picchi.

Le nostre pagelle

Ditonellapiaga-Che fastidio!: Stilosissima, sei ballerini sul palco, cassa dritta, elettronica  e vibes anni 80. Fortissima già così, destinata probabilmente a fare boom su disco. Se farà breccia al televoto – impresa non facile – può persino vincere. EUROVISION VIBES. VOTO 9.

Michele Bravi-Prima o poi: Il mio corregionario ci riporta indietro al 1997, con una ballata intimista che più sanremese non si può. Bravi si spoglia finalmente dell’alone di malinconia della sua fase post-incidente. Piacerà alle mamme e alle zie.  RASSICURANTE. VOTO 7

Sayf-Tu mi piaci tanto: Ruffiano nel testo – infarcito di citazioni e immagini iconiche- e nel ritornello, che entra in testa in due secondi netti, nel complesso l’operazione funziona eccome. Ed è questa la cosa grave. PARACULO. VOTO 6.5

Mara Sattei- Le cose che non sai di me: Mara Sattei è Antonella Arancio nelle nuove proposte del Sanremo 1994 (ma senza la sua intonazione perfetta). Il fratello Thasup, fra i migliori producer italiani, le ha invece, quando scrive per lei diventa il maestro Mazza. VOTO 3.

Dargen D’Amico- Ai Ai: Dargen D’Amico canta una traccia qualunque di un album qualunque di Dargen D’Amico. Orecchiabile, ma sempre lo stesso. AUTOPLAGIO. VOTO 5.5

Arisa- Magica favola: La prova muscolare a livello vocale è sprecata per un brano che insomma. A metà fra una colonna sonora Disney e un pezzo delle Nuove Proposte di metà anni 90, è difficile pensare che possa avere una vita fuori Sanremo. Ma secondo me pure dentro. VOTO 6 (per l’interpretazione)

Luchè-Labirinto: Luchè è l’esempio perfetto di quei rapper di primo piano che dopo 20 anni ad alti livelli decidono di andare a bruciarsi la carriera portando a Sanremo uno scarto di magazzino (cantato anche male). LA DOMANDA È PERCHÈ. VOTO 2.

Tommaso Paradiso– I romantici: Tommaso Paradiso canta sè stesso, come in ogni sua canzone, come un rapper qualunque. Nello specifico questa è una B Side del peggior album dei TheGiornalisti. SCADUTA. VOTO 4

Elettra Lamborghini- Voilà: Se il confronto è con Musica (e il resto scompare), il pezzo è centomila volte meglio e sicuramente su disco funzionerà. Però purtroppo Elettra è sempre Elettra e non prende una nota nemmeno per sbaglio. Quindi è no. MELODIA (E IL RESTO SCOMPARE). VOTO 5.

Patty Pravo-Opera: È di tutta evidenza che la Divina non è qui per vincere. E del resto nemmeno potrebbe, perchè il pezzo è scarso e polveroso e lei lo canta con una intonazione imprecisa, che da tempo non è più quella di una volta. Solo che dopo Elettra Lamborghini sembra la Callas. VOTO DI STIMA 6.

Samurai Jay-Ossessione: Samurai Jay propone in gara un reggaeton. E quindi per me merita l’ergastolo. In più è anche un reggaeton brutto. Due delitti gravi contemporaneamente sono troppi. Il candidato più probabile al trentesimo posto. AL LIMITE DELL’INASCOLTABILE VOTO 1.

Raf-Ora e per sempre: Raf esegue Raf esattamente come ce lo ricordiamo dagli anni 90. Quindi è comunque una bella canzone. La vera sfida è riscattare le ultime prove vocali live non bellissime. Complessivamente esame superato, al netto di una stecca a metà prova. IL RUGGITO DEL VECCHIO LEONE. VOTO 7

J-Ax-Italia Starter Pack:Se volevamo la Bandabardò, chiamavamo quelli originali. Un testo luogocomunista che avvolge una marcetta da sagra di Paese. C’è proprio bisogno di rovinarsi la reputazione così. Mezzo voto in più perchè comunque è bravo. INSPIEGABILE: VOTO 4

Fulminacci-Stupida sfortuna: Fulminacci si conferma uno dei nomi migliori della nuova classe cantautorale italiana. Tanto sanremese quanto orecchiabile, c’è dentro tutta la scuola romana degli ultimi 20 anni, del quale lui è allievo diligente. Il vestito del matrimonio dello zio, però anche no. OUTSIDER. VOTO 8

Levante- Sei tu: Levante ha detto che se vince non andrà ad Eurovision perchè c’è Israele. Non correrà il pericolo. A parte questo, è una ballad nel suo stile, raffinata, interpretata però in modo impreciso. Può crescere molto nelle prossime serate. STILE. VOTO 6.5

Fedez e Masini-Male necessario:Non è un brano che resta in testa, ma è molto ben costruito, pensato esattamente per provare a  vincere Sanremo. Fedez lo danneggia nella parte in cui canta invece di rappare, ma è sicuramente un pezzo che corre almeno per il podio. LANCIATISSIMI. VOTO 7.

Ermal Meta- Stella stellina:Il testo è indubbiamente molto forte, su un tema di attualità assai divisivo: una bambina palestinese morta nel conflitto. Ma il vero valore aggiunto è la melodia orientaleggiante di Dardust che fa entrare nel clima. Farà gara di testa, anche se non vale del tutto le sue cose. Il nome di una bimba di Gaza sul bavero della giacca. Ha studiato dal Prof Mr. Rain. VOLPINO. VOTO 8

Serena Brancale-Qui con me: Improvvisamente Serena Brancale ritorna quella di “Galleggiare” (2015) e mette sul piatto le fiches per un all in. La seconda prova vocale muscolare della serata, al servizio di un brano non facile, ma intenso. Sin qui la più forte candidata alla vittoria insieme a Ditonellapiaga. ASSO. VOTO 9

Nayt- Prima che: Se vi piace il rap crossover vecchia scuola, apprezzerete il pezzo di Nayt. Che non è niente di originale, ma si canticchia e fa battere il tempo col piede. Peccato per l’eccesso di autotune. COMPITINO, MA FATTO BENE. VOTO 7.

Malika Ayane- Animali notturni: Malika Ayane in versione groove, quasi r’n’b. Un cambiamento interessante che solo una voce cristallina come la sua può fare senza accusare il colpo. Fuori gara, chiaramente. Ma che bella. MALIKA BY NIGHT. VOTO 8.5

Eddie Brock- Avvoltoi: Eddie Brock è Fabrizio Moro comprato su wish e infila una serie di stecche sin dalle prime note che nemmeno un letto con le doghe in legno. Venerdi duetterà con l’originale e ho paura della combo. ARIDATECE QUELL’ALTRO. VOTO 4.

Sal Da Vinci- Per sempre sì: Sal Da Vinci canta la nuova sigla de “Il Castello delle Cerimonie”. In tutti i sensi. Il neomelodico a mezzanotte e venti è una cattiveria. La standing ovation al suo ingresso – cioè ancora prima che cantasse – dovrebbe rendere chiaro le posizioni per le quali (purtroppo) lotterà. DAI, SERIAMENTE, SU. VOTO 3.

Enrico Nigiotti-Ogni volta che non so volare: Enrico Nigiotti canta la stessa canzone dal 2015. Ed è sempre brutta. AD OVEST NIENTE DI NUOVO VOTO 4.

Tredici Pietro-Uomo che cade: Tredici Pietro scrive bene e canta altrettanto (vorrei vedere, con tanto padre). Nel complesso fa il suo, cioè quello che deve fare un rapper crossover quando va a Sanremo. L’emozione lo frega un po’ all’inizio ma è un debutto più che dignitoso. ONESTO. VOTO 6.5

Chiello-Ti penso sempre: Chiello in versione rock è forse quello che nessuno si aspettava. L’idea è buona, perchè queste sonorità non sono così diffuse al Festival e il pezzo funzionerà sicuramente anche meglio su disco. Purtroppo nella circostanza è cantato malino, soprattutto all’inizio. OCCASIONE SPRECATA. VOTO 5.

Bambole di pezza-Resta con me: Un brano d’amore è quasi una primizia per una band che ha fatto dei testi femministi e incazzati la cifra stilistica. Ma sul palco si sentono i quasi 25 anni di esperienza live. Un pop rock di pregevole fattura, ben suonato e cantato ancora meglio, valorizzato dagli archi dell’orchestra. DARK HORSE. VOTO 7.5

Maria Antonietta e Colombre- La felicità e basta: Il loro primo joint album è stato giudicato fra i migliori del 2025 e questo loro debutto a Sanremo lo conferma. Fra le pochissime cose che risentiremo dopo Sanremo, il pezzo è fresco e orecchiabile, con sfumature vintage. Divertono e si divertono. HAPPY. VOTO 8.5

Leo Gassmann- Naturale:Leo Gassman che imita ultimo in un teen drama vietato ai maggiori. All’una e dieci è istigazione al suidicio. VOTO 4

Francesco Renga-Il meglio di me:Renga fa meglio dello scorso anno con Nek, ma non è che ci volesse molto. Complessivamente però è un pezzo vecchio e polveroso. VOTO 5

LDA e Aka7even- Poesie clandestine.La cosa migliore del pezzo di LDA e Aka7ven è che all’una e venti per fortuna lo sente meno gente.Aka7even prende anche una stecca clamorosa a metà brano. VOTO 4

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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