Eurovision 2026: Linda Lampenius come Lucio Corsi, suonerà il violino live. Inizia una nuova era?

Linda Lampenius

I bug al regolamento dell’Eurovision continuano a mettere in difficoltà EBU. Linda Lampenius, in gara per la Finlandia insieme a Pete Parkkonen col brano “Liekhiheitin” suonerà il suo violino dal vivo. EBU ha accolto la richiesta dell’artista, una delle più celebri violiniste crossover al mondo, con oltre 30 anni di carriera alle spalle sui palchi di mezzo mondo.

La decisione non è di poco conto, perché si scontra — o meglio, si confronta — con uno dei pilastri del regolamento dell’Eurovision Song Contest: le esibizioni devono essere in half playback, ovvero voce dal vivo su base musicale preregistrata. Gli strumenti che richiedono un canale audio dedicato nel mixer — i cosiddetti plugged in instruments secondo la terminologia ufficiale del regolamento — sono esplicitamente vietati.Il violino di Linda Lampenius è un violino classico e viene avvicinato al microfono.

Una situazione che di fatto, lo avvicina al precedente più recente Sul palco della St. Jakobshalle di Basilea, all’Eurovision 2025, Lucio Corsi aveva suonato la sua armonica a bocca durante Volevo essere un duro — ma lo aveva fatto sfruttando un vuoto normativo, avvicinando semplicemente il microfono vocale allo strumento, senza alcun canale audio dedicato. L’armonica non era plugged in: tecnicamente, il regolamento non veniva infranto. Una mossa elegante, quasi artigianale, che aveva fatto sorridere gli addetti ai lavori. Il quinto posto finale di Corsi aveva poi fatto il resto, trasformando quel momento in uno dei più memorabili della competizione elvetica.

L’EBU spiegato con una nota che il via libera è stato concesso «in stretto dialogo con ORF» (il broadcaster ospitante austriaco) e che la richiesta di Yle era sul tavolo già da mesi.

Questa decisione è in linea con il Regolamento dell’Eurovision Song Contest 2026, che prevede che la cattura audio dal vivo di strumenti possa essere eccezionalmente consentita laddove giustificata artisticamente

La decisione finale, spiega l’EBU, è arrivata solo dopo la seconda prova artistica a Vienna, a garanzia che la soluzione tecnica funzionasse tanto per il pubblico in sala quanto per l’artista stessa sul palco. Un dettaglio che racconta quanto sia stata attenta e meticolosa la trattativa dietro le quinte.

Tutto nella norma quindi, ma è chiaro che la decisione farà molto discutere. In questa edizione ci sono altri due violini: quello della slovena in quota Lussemburgo Eva Marija – che però non avrebbe fatto richiesta – e quello che accompagna i Bandidos do Cante. Chi invece aveva fatto richiesta per la chitarra, ovvero la svizzera Veronica Fusaro, non ha ottenuto una deroga e infatti è subito scattata la protesta: “IL violino non necessità di amplificazione, ma le regole devono valere per tutti”, ha fatto sapere.

Anche perchè la decisione EBU sposta di molto a questo punto le percentuali di vittoria della già favoritissima Finlandia, portatrice, come si può vedere dalla breve clip qui sotto, di una performance di grande livello.

Gli altri violini e non solo

Viene da chiedersi se questa situazione aprirà un precedente. Perchè in passato altri strumentisti epici hanno suonato in playback: qualcuno ha anche vinto come Alexander Rybak nel 2009. Ma si ricordano per esempio pianisti come Raphael Gualazzi, altri violinisti come lo svizzero Sebalter o la bielorussa Maimuna, il contrabbasso del due Abor & Tynna – ma anche dei Takasa – e il sax di Sergey Stepanov dei SunStroke Project – noto anche come Epic Sax Guy. 

Il precedente più importante di un violinista dal vivo ad Eurovision suonato da un performer in concorso va indietro agli anni in cui si suonava con l’orchestra e precisamente all’Eurovision 1990: si trattava dell’austriaco – ma in concorso per la Svizzera Egon Egemann con il gradevolissimo schlager  “Musik klingt in die Welt hinaus”. Come nel caso di Lampenius, siamo anche qui di fronte ad un violinista di professione con una vastissima e solida carriera internazionale, ma a differenza della finlandese di lingua svedese, Egemann scelse di confrontarsi anche con il canto in quella che resta una delle sue rare incursioni canore.

In assoluto invece l’ultimo violino suonato dal vivo ad Eurovision è quello dell’irlandese Fionnuala Sherry componente del duo Secret Garden, vincitore in quota Norvegia ad Eurovision 2025 col brano “Nocturne”: anche in quel caso però si suonava dal vivo e il brano, inizialmente solo strumentale, dovette essere modificato con una strofa cantata in testa ed in coda per ottemperare al regolamento eurovisivo.

Non c’è dubbio che questo sarà uno dei temi caldi delle prossime edizioni perchè da più parti sta crescendo – particolarmente fra i fan più giovani – la richiesta di un ritorno agli strumenti live. Praticamente impossibile un ritorno dell’orchestra, visto l’Eurovision attuale, ma chissà che questa situazione- soprattutto se la Finlandia dovesse vincere-  non apra una discussione per il futuro. Sarebbe una svolta importante per il concorso. Un ritorno al passato che però potrebbe proiettarlo in un futuro ancora più glorioso.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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