Al via l’Eurovision 2026: 70 anni di un concorso che unisce l’Europa a suon di musica
Parte nel segno delle celebrazioni l’Eurovision 2026, che quest’anno festeggia ben 70 anni di storia, e lo fa a Vienna, che ospita l’evento per la terza volta. Un’edizione ben lontana dal record di paesi iscritti, sia chiaro, complice il boicottaggio di Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda a causa della partecipazione di Israele.
Dopo il grande successo dell’edizione 2025 a Basilea, dunque, la palla passa a ORF che avrà l’ingrato compito di organizzare un Eurovision Song Contest che già in condizioni normali è tutt’altro che semplice da gestire. In tema di sicurezza, per esempio, sono state implementate misure straordinarie che prevedono ingressi contingentati nelle aree di interesse, controlli di sicurezza simili a quelli aeroportuali per accedere al Wiener Stadthalle anche per il pubblico e addirittura l’utilizzo di bandiere certificate.
Tornando però al lato puramente musicale, sono 35 i paesi in gara e quest’anno, per la prima volta dopo la zona grigia sfruttata lo scorso anno da Lucio Corsi, uno strumento suonerà dal vivo: il violino di Linda Lampenius, in gara per la Finlandia insieme a Pete Parkkonen, che ha avuto un’autorizzazione straordinaria da parte di EBU dopo aver fatto richiesta.
Linda Lampenius non è stata l’unica a chiedere di poter suonare dal vivo: anche Veronica Fusaro, portacolori della Svizzera, aveva chiesto un permesso visto che nella sua performance è previsto un assolo per chitarra elettrica, senza però ottenere l’autorizzazione. La differenza è tutta nel fatto che il violino di Linda Lampenius ha bisogno soltanto di un microfono, la chitarra elettrica di Veronica invece necessita di un vero e proprio impianto di amplificazione.
Per l’Italia è in gara Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”. L’artista napoletano, che ha dichiarato in conferenza stampa Rai di aver voluto mantenere il brano nella versione originale pur potendo cambiare parte del testo in inglese, sarà sul palco insieme a quattro ballerini che metteranno in scena un vero e proprio matrimonio. Nei panni degli sposi ci saranno il coreografo Marcello Sacchetta e la ballerina Francesca Tocca.
Anche quest’anno c’è tanta Italia in gara: oltre a Sal Da Vinci è d’obbligo menzionare Senhit, portacolori di San Marino al suo terzo Eurovision Song Contest sempre per il Titano, che è bolognese, oltre alla tedesca Sarah Engels che è di origini italiane da parte di madre – i suoi nonni materni sono italiani – e Veronica Fusaro, il cui nome tradisce la sua nascita in quel di Thun: il papà di Veronica infatti è calabrese, di Acri, e lei è legatissima alle sue origini italiane.
A completare in bellezza l’Eurovision 2026 ci pensa il parterre di ospiti, ricco di star eurovisive accorse a Vienna per celebrare i 70 anni di storia dell’evento e a cui si aggiunge, immancabile, il vincitore dell’edizione 2025, JJ, che ha riportato in Austria il microfono di cristallo 11 anni dopo Conchita Wurst.
L’appuntamento dunque è per domani, 12 maggio, con la prima semifinale, in diretta alle 21 su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, su Rai Radio 2 con il commento di Diletta Parlangeli e Matteo Osso, in alternativa visibile anche su San Marino RTV con il commento di Anna Gaspari e Gigi Restivo o su RSI La1 con il commento di Ellis Cavallini e Gian-Andrea Costa. Per chi vorrà seguire la serata senza commento italiano, la diretta sarà disponibile su YouTube.
