Eurovision 2026: la Dress Rehearsal della prima semifinale. Cade la ballerina di Sal Da Vinci
Live da Vienna • È andata in scena al Wiener Stadthalle la prima Dress Rehearsal della prima semifinale dell’Eurovision 2026. In questa prova, che non è stata proiettata in sala stampa e che non è nemmeno stata trasmessa nell’online media centre, la stampa accreditata a Vienna ha potuto avere accesso all’arena fino al termine delle esibizioni degli artisti in gara e dei due finalisti di diritto, Italia e Germania.
Ricordiamo che, come consuetudine, ogni prova è identica alla serata che poi sarà trasmessa in diretta televisiva di domani, martedì 12, alle 21. Non ci aspettiamo dunque sorprese o enormi discrepanze tra ciò che abbiamo visto oggi e ciò che vedremo nelle prove successive e nella diretta televisiva.
Non tutto è filato liscio in questa prova, la regia ha dovuto chiamare molte pause sia per il montaggio degli elementi di scena previsti dalla varie delegazioni sia per pulire il palco evitando problemi per gli artisti e i ballerini.
Ad aprire la prova è stato Satoshi, con uno staging semplice ma efficace. I colori della Moldova illuminavano il palco, mentre sui ledwall apparivano animazioni raffiguranti il testo del suo brano e una mascotte animata che ballava a ritmo. Verso il finale sul palco è salita una corista, un soprano, che indossava un imponente costume – oltre a essere sui trampoli – e, al termine della performance, non potevano mancare le fiammate.
La pulizia del palco ha fatto attendere Felicia, la cui performance era basata quasi esclusivamente sui raggi laser rossi e bianchi, con un utilizzo ridotto dei ledwall – se non sul finale, in cui è apparso il suo volto senza la maschera ma con due eccentrici occhiali scuri che parzialmente la coprivano – e con una scena complessivamente scura. Probabilmente la resa televisiva la aiuterà non poco.
Per quanto riguarda le Lelek è stato un continuo gioco su piani diversi, con la “protagonista” vestita di bianco su una struttura sopraelevata e le altre voci, di rosso vestite, intorno a lei e in posizioni diverse sul palco. Il ricongiungimento e il canto all’unisono probabilmente rappresenta il momento migliore dell’intera performance.
Il premio per la performance più ironica va indubbiamente ad Akylas, con le immagini sul ledwall che ricordano un videogioco a 8bit, e un importante utilizzo di strutture molto particolari – tra cui un tunnel e una casa, tra l’altro abitata da una donna anziana, oltre a due statue “umane” (due ballerini in realtà) – fino al punto più “serio” del suo brano, con un messaggio dedicato a sua mamma che sui ledwall appare tradotto in inglese tra le stelle. Di sicuro una performance molto divertente la sua.
Da sempre le performance portoghesi sono sinonimo di classe, e i Bandidos do Cante non sono da meno: la resa è molto semplice, con i cinque componenti sul palco e sulle passerelle che, semplicemente, cantano e, sul finale, vengono raggiunti da una violinista. I ledwall aiutano in maniera sostanziale a costruire il racconto, con un cielo stellato (o tante lucciole) da cui sbocciano le rose. È tutto molto poetico ed elegante.
È un gioco basato sulla nostalgia quello della Georgia, con i Bzikebi che sono vestiti nello stesso modo in cui erano vestiti allo Junior Eurovision 2008. Oltre all’effetto nostalgia però non c’è molto, è una performance in cui ogni elemento sembra essere scollegato dal resto.
Il primo finalista di diritto a esibirsi è stato Sal Da Vinci. La sua cartolina ci porta a Napoli, ed è proprio lì che è ambientata la scena rappresentata sul palco. Un matrimonio napoletano, forse, italiano sicuramente, con tanto di sposa vestita di bianco. Per tutta l’esibizione Sal Da Vinci è sul palco con la sua esuberanza, al centro del palco, mentre alle sue spalle succede di tutto e cambia anche l’immagine sul ledwall, da una casa al castello delle cerimonie al mare.
Un piccolo intoppo ha rovinato la performance italiana: Francesca Tocca, la ballerina vestita da sposa, è caduta sul palco forse per essersi incastrata con il vestito sotto i prop di scena – uno specchio e un proiettore luminoso – e l’hanno aiutata a rialzarsi Marcello Sacchetta e gli altri due ballerini. In compenso il vestito da sposa ha fatto comunque il suo effetto, mostrando il tricolore italiano al suo interno.
Apparentemente sottotono la performance di Linda Lampenius e Pete Parkkonen – solo apparentemente, sia chiaro – ma la resa complessiva è davvero incredibile: Linda è su un prop, una gradinata di un’orchestra, che sul finale prende fuoco. Pete è vicino a un altro prop, che raffigurava un confessionale, che prende anch’esso fuoco sul finale. È proprio in quel momento che i due artisti si avvicinano e tutto assume un altro colore. Probabilmente è la performance migliore di questa semifinale.
Molto suggestiva e dalle marcate atmosfere dark la performance di Tamara Zivkovic, divisa in tre atti scanditi da numeri romani che appaiono sul ledwall principale e che sostanzialmente cambiano l’atmosfera – che complessivamente rimane dark in maniera marcata – rendendo ancora più interessante la rappresentazione dal punto di vista figurativo. Molto bella l’alchimia tra Tamara Zivkovic e i suoi ballerini.
Per le Vanilla Ninja la performance è complessivamente molto statica. Non è necessariamente un male, anche visto il brano che è molto interessante e ha anche vibes che ricordano vagamente le italiane Bambole di pezza. Sarà interessante vedere più che altro la resa televisiva.
Su Israele è necessario aprire un discorso a sé, perché Noam Bettan sul palco è stato perfetto ma la performance nel complesso non è immediata e in parte, in arena, non è possibile goderne pienamente visto che inizia con l’artista e i ballerini all’interno di una struttura girevole a forma di diamante con specchi al suo interno. Il brano poi è meno immediato rispetto a quelli delle due passate edizioni. Ai piedi del palco, come al solito, c’erano gli agenti del Mossad a sorvegliare a vista Noam.
La seconda finalista di diritto è stata dunque la Germania, con una Sarah Engels in versione “cubista”. L’artista ha iniziato distesa su un cubo con due grandi schermi led, per poi alzarsi e danzare. Non poteva mancare il fuoco, in un brano che per titolo ha “Fire”, indubbiamente il vero protagonista di questa performance.
Qualche problema per Essyla, la cui performance da vera regina delle nevi è iniziata con il lungo mantello mosso da un soffiatore alquanto rumoroso, al posto del ventilatore che era previsto inizialmente. Peccato anche che vocalmente sia stata ben lontana dall’essere al top, perché il brano meriterebbe molto di più.
Molte invece le riserve sulla performance di Lion Ceccah, sostanzialmente al buio e con un grande prop non ben identificato che, sul finale, sparisce… o meglio, si tramuta in uno spirito visibile sul ledwall. L’artista è riconoscibilissimo anche grazie al suo essere completamente “verniciato” d’argento, la performance invece è ben lontana dall’essere memorabile.
Il terzo Eurovision di Senhit, quest’anno accompagnata da Boy George, è scintillante: sia lei che i ballerini che la accompagnano sono vestiti d’argento – la Freaky Queen addirittura è vestita da mirror ball – e vicino a lei c’è un’imponente struttura sempre a specchio arricchita da led arcobaleno. Anche i proiettori luminosi sul palco colorano di arcobaleno l’arena. Boy George appare solo nel finale, uscendo proprio dalla grande struttura a specchio, prima di un fragoroso fuoco d’artificio.
Il grande protagonista nella performance di Alicja è un piano inclinato al centro del palco: su quel piano salgono – e scivolano, di proposito s’intende – quattro ballerini. Anche Alicja sale sul piano inclinato dopo aver aperto la performance sulla passerella inquadrata in primo piano dalla flycam.
L’ultima performance è stata quella dei serbi Lavina – forse la più rumorosa, d’altronde parliamo di una band che fa del vero e proprio metal – che parte con la voce della band che striscia sulla passerella fino ad arrivare al centro del palco dove l’asta del microfono è sostituita da una spada nella roccia. Dal punto di vista scenico, al netto dei gusti musicali, è una performance davvero particolare e ben costruita.
Non rimane dunque che attendere la seconda Dress Rehearsal, in programma per stasera alle 21, e naturalmente la diretta televisiva che andrà in scena domani, sempre alle 21, e sarà visibile su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, su Rai Radio 2 con il commento di Diletta Parlangeli e Matteo Osso, su San Marino RTV con il commento di Anna Gaspari e Gigi Restivo e su RSI La1 con il commento di Ellis Cavallini e Gian-Andrea Costa, oltre che su YouTube.
