Sanremo 2016, c’è la data: ecco l’annuncio del direttore artistico
Con la comunicazione delle date del Festival di Sanremo 2027, a febbraio dal 16 al 20, attraverso i profili social di Stefano De Martino, la gestione del nuovo direttore artistico ha ufficialmente inizio. De Martino, insieme al Direttore dell’Intrattenimento PrimeTime, sta già lavorando alla fase di predisposizione della macchina organizzativa del festival.
Si torna in un posizionamento più abituale, dopo lo slittamento della scorsa edizione causa olimpiadi invernali. E inizia un’era complessa, nella quale inevitabilmente, il confronto con i precedenti direttori artistici Claudio Baglioni, Amadeus e Carlo Conti sarà inevitabile. Al fianco di De Martino alla direzione artistica, un team di discografici con a capo Fabrizio Ferraguzzo, manager dei Måneskin, dei quali si vocifera un ritorno e una reunion proprio all’Ariston, anche se forse non in gara.
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La prima innovazione è stata già anticipata: la creazione di una Eurovision- Night per scegliere il rappresentante italiano ad Eurovision 2027. Una scelta completamente in senso opposto a quello che sarebbe stato logico per una Rai che ha inanellato grandi risultati in questi anni e che anche noi di Euromusica abbiamo contestato definendola “suicidio assistito”.
Rispetto a queste prime informazioni, sembra che – anche su pressione della Rai che ne ha tratto grandi ascolti – la serata cover resista, passando al venerdi, mentre la Eurovision Night resterebbe al giovedi, con le prime due serate nelle quali i big canterebbero sempre tutti. Rimane la follia di aver buttato al vento una scia di risultati per un capriccio dei dicografici, decisi a monetizzare un evento al quale hanno già dimostrato ampiamente di disinteressarsi.
Di sicuro il direttore artistico sta già lavorando, insieme al direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore, alla fase di predisposizione della macchina organizzativa del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, che nel 2027 vivrà l’edizione numero 77. La speranza è che almeno, questa scelta scellerata di separare Eurovision dall’esito del festival serva a riportare i big in concorso, perchè è così che ce l’hanno venduta. Diversamente, sarebbe solo l’ennesima cattiveria della discografia italiana verso un evento che soltanto in Italia riusciamo a maltrattare in questo modo.
