Olivia Dean ha vinto un Grammy e 4 Brit Awards, ma in Italia non è nemmeno in Top 20

Se ci leggete avrete ben presente chi è Olivia Dean. La ragazza londinese, 27 anni, è il nuovo fenomeno della musica internazionale. Partita dai sobborghi di Londra, classe 1999, è esplosa nel mainstream negli ultimi due anni, riscrivendo completamente le regole del pop. Ne avevamo parlato tempo fa, segnalando anche l’unica data italiana del suo tour mondiale, lo scorso 22 Maggio al Carroponte di Milano.

Il punto è che nonostante le sue canzoni girino nelle radio anche italiane, Olivia Dean è un nome pressochè sconosciuto alle classifiche. “Man I need”, la canzone che l’ha fatta conoscere, è riuscita a vincere il disco d’oro anche da noi, superando le 100.000 copie.Ma in classifica non è andata oltre la posizione  61. Se poi considerate che ha vinto 25 dischi di platino complesivi, emerge come l’Italia sia ormai imprigionata in poche modeste proposte musicali e lontana da qualunque confronto internazionale.

Eppure stiamo parlando di un’artista premiata col Grammy come miglior esordiente e con 4 Brit Awards. “The Art of loving”, il suo secondo lavoro, quello che l’ha vista decollare nel mainstream, in Italia non è entrato nemmeno in Top 50, a dispetto di un riscontro internazionale che l’ha vista al primo posto o in top 3 in mezza Europa e anche fuori dai confini continentali.

Cresciuta a pane e musica, il suo secondo nome Lauryn le è stato dato in omaggio a Lauryn Hill, ja educato la voce ascoltando Erykah Badu (della quale cantava cover nei suoi primissimi concerti), Jill Scott e Angie Stone amatissime da sua mamma (di origini guyanesi-giamaicane), ma anche gli idoli paterni Steely Dan e Al Green. Ma lei racconta di aver ascoltato a lungo anche artisti molto diversi come Talking Heads e Jeff Buckley. A ballare invece ha imparato con mamma e zia guardando Three Degrees, le regine del soul americano anni 79.

Compagna di corso di Raye, altro fenomeno musicale dei tempi recentissimi e cresciuta nei sobborghi di Londra, Oliva Dean ha studiato principalmente teatro e musical, ma sceglie poi di passare al corso di songwriting per mettere a punto le proprie canzoni. Poi sono arrivati Rudimental, di cui è stata corista – anche se non ritiene positiva l’esperienza – il primo album “Messy”. Oltre a tanti social, dove ha fatto conosce la sua musica. Fino a guadagnarsi il palco di Glastonbury, dove arriva definitivamente al grande pubblico.

Melodie sospese fra il soul e il pop, testi sfacciatamente di amore romantico  come si cantavano una volta e oggi sono sempre più rari e una sensualità non volgare. La ricetta perfetta per il successo.

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