“Sweet July” e “You’ re a superstar”: i Take That sono tornati, più in forma che mai
Amici che come chi scrive avete più di 40 anni, prendete i fazzoletti perchè sono tornati i Take That. A tre anni dall’ultimo album “This Life” e appena conclusa una nuova edizione del loro “The Circus Tour”, portato in scena per la prima volta nel 2009 – aveva registrato il sold-out con 650.000 biglietti venduti in appena quattro ore e mezza- escono con “Sweet July“, nuovo singolo, secondo estratto (dopo “You’re a superstar”) dal decimo album in studio della band britannica, il cui arrivo nei negozi è previsto entro la fine dell’anno. Il brano segna un nuovo capitolo per Gary Barlow, Mark Owen e Howard Donald, i tre reduci della formazione originale.. L’anteprima assoluta del pezzo era già avvenuta durante la prima data londinese della tournée al London Stadium, la stessa venue che aveva ospitato il trio nel 2012 in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici.
“Sweet July” si presenta come un sensuale brano estivo che ha già conquistato i fan più fortunati, quelli che hanno avuto modo di ascoltarlo in anteprima nella playlist diffusa prima dello show al London Stadium. Le strofe, scandite da un ritmo incalzante, sfociano in un ritornello che richiama lo stile più classico della band: travolgente ed euforico, in perfetta continuità con la tradizione sonora dei Take That. Sui dettagli del decimo album in studio, per ora, resta il massimo riserbo: la band non ha ancora sciolto le riserve su titolo, tracklist o data di uscita precisa.
Il nuovo singolo arriva a coronamento di un periodo particolarmente intenso per il gruppo, impegnato per mesi con The Circus Live, il tour che ha attraversato il Regno Unito e l’Irlanda conquistando pubblico nuovo e storici fan. Nelle due ore di spettacolo, Gary, Mark e Howard hanno offerto quella che è stata definita una vera e propria masterclass di performance dal vivo, supportata da una produzione imponente: un cast di quaranta artisti tra ballerini, acrobati, mangiafuoco ed equilibristi, oltre a un elefante meccanico di dieci metri utilizzato per trasportare la band sopra la folla.
Chi ha amato la band sin dagli inizi, non resta deluso perchè il sound è quello consolidato, che dal 1990 li ha resi una delle band più iconiche e premiate non solo del Regno Unito ma dell’intero continente, che ha venduto oltre 30 milioni di dischi conquistando oltre cinquanta certificazioni. E se è vero che il pubblico delle origini è ormai cresciuto e che i riscontri non sono più quelli di un tempo, almeno a livello discografico, è però bello vedere come il percorso artistico sia rimasto sempre coerente.
I grandi numeri dei loro live del resto confermano l’affetto dei fans e ne arrivano sempre di nuovi. Il 2026 è giù un anno straordinario per i Take That: a febbraio è uscito il documentario Netflix sulla loro carriera, ora il tour sold out – nel quale fra l’altro hanno promosso la moda britannica portando in scena abiti di alcune delle più grandi e importanti case di moda del Regno Unito – e a brevissimo come detto il nuovo album. Ed è uscita da poco anche un rework della loro “Said it all”, canzone del 2008 contenuta proprio in “The Circus” con il dj inglese Jax Jones e la cantante tedesca Leony.
Alla nuove generazioni, che invece i Take That non li conoscono, che dire? Brani come “Relight my fire”– con la partecipazione della cantante scozzese Lulu, vincitrice di Eurovision 1969, “Back for good”, “Sure”, hanno scritto la storia del pop europeo. Molto di quello che si ascolta oggi è partito da qui e qui ritorna, visto che queste sonorità stanno tornando di moda. Ed è necessario che vengano pienamente riscoperte.
