Italia 2027, l’inutile tour che porterà i tre vincitori di Sanremo all’estero

Per il secondo capitolo della serie “Chi se ne frega della musica”, arriva Italia 2027, naturale evoluzione dell’inutile e dannosa serata Eurovision voluta quest’anno dalla Fimi con l’appoggio del ministero del turismo in cambio del ritorno (forse) dei big a Sanremo.

Detta in soldoni. Il progetto “Italia 2027” prevede la partecipazione diretta dei protagonisti dell’edizione 2027 del Festival di Sanremo. Saranno invitati il vincitore assoluto proclamato nella serata finale del 20 febbraio, il vincitore della serata di venerdì 19 febbraio e il vincitore della categoria Sanremo Giovani, quest’ultimo poi in gara nel Festival stesso. L’invito verrà esteso anche agli artisti italiani che hanno preso parte a edizioni precedenti di Eurovision e Sanremo, oltre ad altri grandi nomi della musica italiana e, per singole tappe, ad artisti stranieri chiamati a rendere omaggio alla canzone italiana.

L’evento prevede un tour in alcune delle più importanti arene europee:

  • Parigi, all’Accor Arena, martedì 23 febbraio
  • Madrid, al Movistar Arena, venerdì 26 febbraio
  • Monaco di Baviera, all’OlympiaHalle, lunedì 1° marzo
  • Londra, alla OVO Wembley Arena, mercoledì 3 marzo.

La partenza è fissata subito dopo la serata finale del Festival di Sanremo, in programma sabato 20 febbraio. Gli artisti si imbarcheranno su un volo speciale lunedì 22 febbraio da Milano Linate, con destinazione Parigi, accompagnati da staff e giornalisti accreditati.

A promuovere il progetto è un fronte compatto di enti pubblici e associazioni di categoria. La Rai – Radiotelevisione italiana assume il ruolo di società capo-progetto, mentre il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è  il vero motore dell’operazione e sarà affiancato dal Ministero della Cultura e dal Ministero del Turismo. Per il comparto musicale partecipano SIAE (Società Italiana Autori Editori), FIMI, e AssoConcerti, l’associazione dei principali produttori e organizzatori italiani di concerti, individuata come “la casa della musica live”.

Nelle intenzioni, si legge nella nota, “il sistema Italia punta a rafforzare la presenza della musica nazionale sulle piazze europee più importanti, unendo diplomazia culturale, industria discografica e spettacolo dal vivo in un unico grande progetto promozionale”

“Per la prima volta, per internazionalizzare la nostra musica italiana e i nostri artisti, si crea un’alleanza fra le istituzioni della Repubblica, la Rai e le più rappresentative associazioni del mondo della musica. – ha dichiarato il Ministro del Turismo Gianmarco MazziAndremo alla conquista dell’Europa portando in quattro capitali europee un grande spettacolo di musica italiana con artisti di prima grandezza”

“Riconoscere nella musica e in particolare in quella live, il ruolo di ambasciatore del nostro Paese nel mondo, è grande motivo di orgoglio per la nostra Associazione che si batte per la valorizzazione della musica popolare contemporanea fin dalla sua nascita, avvenuta tre anni fa. – ha aggiunto Bruno Sconocchia, il presidente di Assoconcerti – Siamo fortemente convinti che il live sia uno dei più potenti strumenti di promozione culturale. Con Italia 2027 si compie un passo davvero storico: per la prima volta istituzioni e filiera musicale fanno squadra per esportare il talento italiano e rafforzare l’attrattività del nostro Paese”

Come non internazionalizzare la musica italiana e invece affossarla

Ora, chi ha qualche anno come me, ricorderà che questo modo di promuovere la musica italiana era diffuso negli anni 80, quando il Festival di Sanremo andava in tour in posti esotici (in rete ci sono ancora le tracce dell’epica trasferta in Unione Sovietica). Salvando ovviamente la Rai, che di questo progetto è capofila e che da questo evento avrà solo da guadagnare in termini di brand, oltre probabilmente ad assicurarsi quattro serate in diretta (che non è niente male, comunque), quando si muovono i ministeri usando la musica, si dovrebbero drizzare le antenne e chiedrsi se la musica sia il fine o il mezzo. San Marino docet, col San Marino Song Contest, che – è bene sempre ricordarlo – è organizzato dal Ministero del Turismo del Titano e non dalla tv.

Certamente, questa iniziativa ora dà più senso alla spedizione che noi accreditati ad Eurovision ci siamo ritrovati, il pomeriggio della finale, con la presenza di Mazzi dei presidenti di FIMI Enzo Mazza e Assoconcerti Bruno Sconocchia, arrivati a Vienna per parlare di tutto- perfino del sesso degli angeli – meno che di Sal Da Vinci che qualche ora dopo si sarebbe esibito nella finale.

Per internazionalizzare la musica italiana non si portano gli artisti di Sanremo in giro per l’Europa, si investe sulla promozione discografica degli artisti. Perchè non sarà certamente un tour con al seguito il solito codazzo – sempre gli stessi – a promuovere la musica italiana nel mondo. Se perfino un gigante come EBU ha dovuto rinunciare ad un tour europeo, perchè non è riuscito a vendere i biglietti, bisognerebbe farsi delle domande.

Che poi se ci pensate è tutto sbagliato anche dal titolo: “La musica italiana conquista l’Europa”. Conquista perchè? Ha vinto qualche importante evento? Ha ricevuto dozzine di inviti ed ha scelto le piazze migliori? O non è invece è la musica italiana che va in tour sperando che qualcuno si accorga che esista?. La nostra presunzione e il nostro stupido italocentrismo che ci fanno pensare come tutto ruoti attorno a noi e che questi quattro eventi siano gentili concessioni che l’Italia fa all’Europa

No, la musica non è la nostra ambasciatrice culturale. Non lo è perchè l’Italia non investe da anni nella promozione degli artisti all’estero. Vi siete mai chiesti, se i giovani stranieri – i veri fruitori della musica, non  il pubblico di Rai 1 – conoscano DAVVERO la musica italiana mainstream? Chi scrive ha fatto un test e l’esito è stato disastroso. Pensare di poter promuovere la musica all’estero con un tour di 10 giorni appena finito Sanremo e poi dimenticarsene per tutto il resto dell’anno, così come pensare che dieci giorni di tour bastino per promuovere i dischi dei vincitori di Sanremo senza investire un euro per promuovere invece gli artisti su larga scala è una utopia.

Fimi e Assoconcerti, investite denaro vero. Fate uscire i dischi all’estero. Certo, c’è una percentuale di rischio da assumersi, ma l’impresa fatta a rischio zero non esiste. Come sperate di vendere i dischi all’estero? Coi banchetti durante i concerti, come si fa nelle feste di piazza?

 O forse invece, come dicevamo, la musica è solo il mezzo e non il fine. E allora il progetto è destinato a naufragare, sperando che non si porti dietro anche la partecipazione italiana ad Eurovision. E allora presenteremo il conto.

PS Ah a proposito di promozione dell’Italia all’estero. Il video che vedete è di pubblico uso, diffuso dal ministero del Turismo. YouTube lo blocca all’estero. Per motivi di Copyright. Sipario.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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