Viaggiare nel tempo, ma con stile (o no): il pagellone fashion dell’Eurovision 2025
May the glitter be with you: l’Eurovision è tornato, e con lui le nostre iconiche pagellone fashion!
Anche quest’anno, abbiamo scandagliato i video ufficiali dei concorrenti con la stessa dedizione con cui si setaccia Vinted a mezzanotte, alla ricerca di qualcosa — un guizzo, un’idea, un outfit che urli “12 points!”. Più che una sfilata, però, abbiamo assistito ad una fuga: dal presente, dalla logica e, a tratti, anche dal buon gusto.
Se dovessimo definire con una sola parola l’estetica di questa edizione, sarebbe retro-futurismo. Un’inedita tendenza castlecore fatta di armature posticce, cinghie e corpetti si scontra con il (per niente atteso) ritorno delle jumpsuit disco anni ‘70 e styling degni di un rave intergalattico. Insomma, altro che mindfulness: i cantanti sembrano fare di tutto per portarci lontano dal presente. Ci riescono? Sarete voi a giudicare.
I pantaloni si allargano, il tailoring si rilassa, le spalline si alzano. Gli uomini sembrano reduci da un brainstorming di otto ore nel reparto marketing (vedi voce “giacca+pantalone+tormento interiore”), mentre le donne tornano in massa al body, a volte con risultati più da palestra che da palcoscenico.
La regola sembra essere “o tutto, o niente”: si passa da look iper-sobri (leggi “noia”) a veri e propri eccessi stilistici, ma raramente si trova qualcosa che davvero colpisca per originalità. A salvarsi, almeno secondo noi: la montenegrina, che incarna un’eleganza pacata ma centrata, l’israeliana (da tenere d’occhio) e l’armeno, che abbiamo eletto ambasciatore di questa nuova distopia chic che fonde Mad Max e Game of Thrones.
Insomma, anche quest’anno il viaggio nella moda eurovisiva è servito. Allacciate le cinture, l’astronave sta per decollare!
DONNE
FRANCIA: Louane, Maman – Voto 6
La francese si è vestita per andare a fare la spesa al LIDL, con tanto di scarpe ortopediche e calzini rubati al fidanzato. Domanda: ma i risvoltini ai jeans non erano passati di moda?
ALBANIA: Shkodra Elektronike, Zjerm – Voto 5,5
Gli albanesi esagerano sempre. Tra etnico e futurista, gli abiti della cantante di Shkodra Elektronike sembrano usciti direttamente dall’armadio del costumista di Star Trek. Il vestito lungo da Vulcana, in ogni caso, ha un suo perché. Lunga vita e prosperità.
MALTA: Miriana Conte, SERVING – Voto 4
Tra perle, corpetti, animal print e top stile Shakira anni 90, quello che più ho amato nel videoclip di Miriana sono i bigodini fatti con le lattine di coca cola. Peccato io non sia qui per giudicare l’hairstyle.
GRECIA: Klavdia, Asterómata – Voto 6
Più che una popstar internazionale, Klavdia sembra la classica universitaria fuori sede che sta facendo il tirocinio da segretaria in una clinica privata. E non è una critica, eh — io la sobrietà la apprezzo, soprattutto in mezzo al caos di paillettes e glitter che infestano l’Eurovision. Però ecco, magari un tocco di vita all’outfit non avrebbe guastato: un colore, un accessorio, ’na sciarpetta, ‘na collanina, ‘n fermaglio, qualunque cosa per spezzare la monotonia cromatica. Ragazza, un po’ di brio, suvvia.
GEORGIA: Mariam Shengelia, Freedom – Voto 5,5
Trucco bellissimo. Peccato che abbia scelto di indossare direttamente una mongolfiera. Sul serio: sotto quella gonna potrebbero nascondersi tutti i ballerini… e magari anche un paio di tecnici del suono. Effetto scenico: 10. Portabilità: solo se hai il backstage grande quanto un hangar e non voli Ryan Air. Insomma, potente sì, ma un filo too much.
SPAGNA: Melody, Esa diva – Voto: 6,5
La Spagna continua a impegnarsi nella sua personale missione di piazzarsi ultima. Proprio come la sua canzone – un mix confuso di dance break a la Chanel, echi flamenchi a la Blanca Paloma, e un testo women power in stile Nebulossa – Melody è stilosa, ma poco originale. Tra piume, body sbrilluccicanti e pose da divinità pop, l’unico outfit davvero memorabile resta quello da Crudelia De Mon all’inizio del videoclip: spalline enormi e un look che urla “drama!” (anche se il vero dramma, temo sarà la classifica)
IRLANDA: Emmy, Laika Party – Voto 5,5
L’Irlanda punta tutto sul domopack: riflessi metallizzati, volumi esagerati e spalline che sembrano progettate per captare segnali alieni. Un look a metà tra il space age fashion anni ’60 e il kit “brilli brilli” della perfetta popstar anni ’80. Da guardare con gli occhiali da sole addosso, ed evitare se siete fotosensibili.
LETTONIA: Tautumeitas, Bur Man Laimi – Voto 5
Il Signore degli Anelli, ma con budget da cosplay dell’ultimo minuto. Nel mondo fatato delle Tautumeitas tutto è etereo: tessuti leggeri, volumi airosi, tonalità angeliche… peccato sembrino comprati al bazar cinese e li abbiano abbinati a robe strane in faccia. Sul serio: fategli un bonifico.
GERMANIA: Abor & Tynna, Baller – Voto 7
Nel duo tedesco scelgo di giudicare lei, perché il suo look risveglia tutta la mia nostalgia millennial. Minidress, cinturina, stivali e braccialettoni: è come un pomeriggio sul divano a guardare MTV a fine ‘90. Niente di rivoluzionario, ma funziona (soprattutto se hai un fisico perfetto come il suo!)
MONTENEGRO: Nina Žižić, Dobrodošli – Voto 8
Finalmente un esempio di eleganza senza fronzoli. Il vestito di Nina Žižić è semplice ma raffinato, con le maniche ampie a dare movimento e personalità. Se proprio dobbiamo trovare un difetto: qualche piega sospetta sul busto, come se le stesse mezzo numero in più. In ogni caso, una vera signora del palco.
UK: Remember Monday, What the hell just happened? – Voto 6
Tra balze, perle e corpetti, le britanniche sembrano le Spice Girls del Rinascimento. Affascinanti a loro modo, ma la sobrietà ha evidentemente perso il volo per Basilea.
SVIZZERA: Zoë Më, Voyage – Voto 6
La gonna asimmetrica prometteva bene, ma la giacca lunga (e larga) rovina tutto: Troppo “signora bene”.
ISRAELE: Yuval Raphael, New Day Will Rise – Voto 7,5
Nel videoclip si intravede una maglia bianca stile boho che meriterebbe molto più spazio, e anche l’abitino nero con spalle strutturate (ma non troppo) fa la sua figura. Lei è super stilosa, e mi aspetto grandi cose sul palco di Basilea.
POLONIA: Justyna Steczkowska, GAJA – Voto 4
Amanti del bondage, gioite: la polacca incarna la vostra estetica ideale col suo mix di vinile, borchie, cinghie e quelle robe sulle spalline che la fanno sembrare alternativamente un angelo della morte o un piccione ferito. Per me è no.
DANIMARCA: Sissal, Hallucination – Voto 5
La canzone di Sissal si chiama Hallucination, e un’allucinazione, probabilmente, è quella che ha avuto il suo stylist quando ne ha deciso il look. Ok che il body paillettato fa tanto Eurovision, ma… dai, aiutalo un po’. Chessó, abbinagli egli stivali, dei gioielli vistosi, un tocco di glamour in più! Invece no: sandali e trucco acqua e sapone. Il risultato? Più che diva pop, sembra una signora appena divorziata che va a rimorchiare alla piscina comunale, una qualsiasi domenica d’agosto.
FINLANDIA: Erika Vikman, ICH KOMME – Voto 4,5
Amanti del bondage, gioite di nuovo: Pronta per andare a far festa con la polacca, Erika Vikman ci delizia con catenazza al collo, vinile a volontà e stelline sul seno come una perfetta Wonder Woman passata al lato oscuro. Se non altro, non indossa nulla che ricordi delle ali.
LUSSEMBURGO: Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son- Voto 4
La bambola lussemburghese sfoggia un look perfettamente in linea con la tematica della canzone: tutto rosa, tra corpetti, calzettoni, balze e accessori assortiti. Ai piedi, quelle scarpe col taccone in plastica trasparente che fanno male solo a guardarle — e all’improvviso capisci perché si muove a scatti. Non è coreografia, è sopravvivenza. Più che per il palco, è pronta per la vetrina del negozio di giocattoli sotto casa.
UOMINI
SERBIA: Princ, Mila – Voto 7
In questa edizione dell’ESC, l’uniforme ufficiale per i concorrenti maschili sembra essere capelli lunghi, completo giacca e pantaloni. Princ ci aggiunge un tocco da dandy esaurito che, dopo 12 ore chiuso in ufficio marketing, si è tolto la cravatta con gesto teatrale e ha deciso di cantare il suo dolore tra un gin tonic e un power point che non convince. Classicone.
SLOVENIA: Klemen, How Much Time Do We Have Left – Voto 6,5
Lo sloveno punta al minimalismo esistenziale: dolcevita nero, zero fronzoli, zero rischi. Perfettamente in linea con l’intimismo della canzone, sembra vestito per una serata di lettura di poesie in un caffè alternativo. Non brilla, ma non inciampa.
ESTONIA: Tommy Cash, Espresso Macchiato – Voto 6,5
Qui lo dico e qui lo nego (ma più che altro lo dico): adoro Tommy Cash. Anche se rischio il cortocircuito cerebrale ogni volta che a colazione tiro fuori la capsula della Dolce Gusto e mi parte l’“espresso macchiato” in loop. Il premio tormentone, almeno in Italia, è già suo — e onestamente, lo vedo bene anche sul podio in Svizzera. Quanto al look, interpreta alla perfezione l’uniforme eurovisiva di quest’anno, ma con quel tocco alla Tommy: cravatta oversize già leggenda, probabilmente sottratta al concorrente serbo nella confusione del backstage. Promosso con lode.
ITALIA: Lucio Corsi, Volevo Essere Un Duro – Voto 5,5
Giuro che avrei sparato i fuochi artificiali dal terrazzo, quando ho saputo che Lucio Corsi sarebbe stato il nostro rappresentante in Svizzera. Però, con tutto l’amore, non so se sia corretto giudicare il look di uno che si mette le patatine sotto alle spalline della giacca. Tenerone e Punk.
SAN MARINO: Gabry Ponte, Tutta l’Italia – Voto 7
Il caso San Marino è degno di studio: portano “Tutta l’Italia” all’ESC e poi non ci danno 12 points manco a pregarli. Comunque sia, ho l’obbligo morale di amare Gabry Ponte in nome dei vecchi tempi in cui la sua foto era appesa su un muro di camera mia con le puntine. Anche il look non è male. Total Black, maglia comoda, pantaloni cargo coi laccetti e sneaker. Forse non da sfilata haute couture, ma decisamente perfetto per mettersi a ballare come se non ci fosse un domani.
ISLANDA: VÆB, RÓA – Voto 5
In Islanda costa tutto tanto, quindi loro per risparmiare si sono vestiti col Domopack. Non fa una piega.
CROAZIA: Marko Bošnjak, Poison Cake – Voto 6
Matita sugli occhi, rete, giochi di trasparenze e pellicciotti per un’estetica tra il maledetto e il sensuale. Da non copiare per la cena coi nonni a natale.
NORVEGIA: Kyle Alessandro, Lighter – Voto 6
Kyle Alessandro ha deciso di presentarsi come se fosse appena scappato da un rave segreto dentro una centrale elettrica abbandonata. Con pantaloni wide leg, collanona da gangster e una giacca che potrebbe usare indistintamente per pilotare un’astronave o sconfiggere i mostri in un videogioco distopico di fantasia medievale, è pronto per l’Eurovision, per l’apocalisse e per fare shopping con Mahmood. Malgrado tutto, è tra quelli con il look più originale.
CIPRO: Theo Evan, Shh- Voto 6,5
Mi tocca ribadire una mia vecchia teoria: Cipro è terra di figoni. La canottiera ha sempre quel vago sentore da muratore in pausa pranzo, ma a lui non sta per niente male. Total black, pantaloni comodi (per scappare dalle critiche) e via, a spezzare cuori a Basilea.
BELGIO: Red Sebastian, Strobe Lights – Voto 5
Per uno che si chiama Red Sebastian, il colore dell’outfit era scontato— e infatti col rosso ci va giù bello pesante. Giacche, tute, guanti (perfetti per cambiare l’olio alla moto tra un’esibizione e l’altra), tutto rigorosamente in sfumature accese. Sembra un moderno Dr. Jekyll & Mr. Hyde versione clubbing: metà impiegato sottopagato, metà re della pista.
UCRAINA: Ziferblat, Bird of Pray – Voto 4
Questi sembrano arrivati con una macchina del tempo direttamente dagli anni ’70: tute coi pantaloni a zampa e una palette cromatica da effetti dell’acido. Spero per loro che non debbano andare in bagno.
PORTOGALLO: Napa, Deslocado – Voto 5
Il frontman della band portoghese sfoggia con orgoglio il classico look da cantautore intellettuale di sinistra, ma uscito da casa col pigiama del nonno. Menzione di (dis)onore anche alle giacche degli altri componenti, con stampe che sembrano uscite dal negozietto vintage del quartiere.
SVEZIA: KAJ, Bara Bada Bastu- Voto 5
Gli svedesi arrivano direttamente dalla sagra del paese (probabilmente brilli). Hanno preso un po’ troppo sul serio l’uniforme maschile dell’anno: giacche abbottonate fino al mento e cravatte con fantasie un po’ troppo appariscenti. Però carino da parte loro invitare a ballare i boscaioli dopo una giornata passata a potare alberi.
REPUBBLICA CECA: Adonxs, Kiss Kiss Goodbye- Voto 5
Nel videoclip di Adonxs si passa dal classico completo giacca e cravatta a una canottiera con cut-out improbabili (più che un capo, un collage di pezzi di stoffa messi insieme in fretta e furia). Il tutto abbinato a pantaloni bicolore da tuta che nemmeno nel peggior mercatino dell’usato. Anche qui, qualche eco futurista non ce lo siamo fatti risparmiare.
AUSTRIA: JJ, Wasted love – Voto 7
Total black per il concorrente austriaco: semplice, ma efficace. Del resto, con quella voce, non ha certo bisogno di look stravaganti per catturare l’attenzione.
PAESI BASSI: Claude, C’est la vie – Voto 5,5
La giacca in patchwork verde sembra cucita con il prato sintetico della terrazza condominiale, mentre il cappotto oversize deve averlo preso in prestito da un gigante in pausa pranzo. Questo sì: le camicie sono stirate alla perfezione e, sorpresa, il look con il giubbino di jeans è quasi… normale. All’Eurovision, è già un grande traguardo.
AUSTRALIA: Go-Jo, Milkshake Man – Voto 4
Tra espresso macchiato e milkshake, quest’edizione dell’ESC meriterebbe lo sponsor di una centrale del latte. Detto ciò, l’australiano sfoggia con convinzione una jumpsuit disco anni ’70 (sigh), a dimostrazione che certe scelte discutibili non conoscono confini geografici. Sulle canotte a righe, meglio stendere un velo pietoso.
AZERBAIGIAN: Mamagama, Run with you – Voto 6,5
Se dovessi giudicare solo i look finalizzati alla narrativa del videoclip — tra camicie traslucide e outfit da pseudoscienziati — saremmo ben sotto la sufficienza. Ma voglio credere che, sul palco di Basilea, si presenteranno più come nel finale del video: pop band da manuale, con pantaloni wide leg alla moda, intramontabile chiodo in pelle e t-shirt basic. Chi mi legge da un po’ sa già che per questo tipo di look ho un debole… e quindi, ecco il mezzo punto in più.
ARMENIA: Parg, Survivor – Voto 7
L’armeno sembra essere un fan ancora più sfegatato degli Imagine Dragons di quanto lo sia io. Almeno mi vendesse un biglietto a buon prezzo per qualche concerto in Europa, che sta risultando un’impresa impossible! Tornando al look, si è dimenticato di togliersi una parte dell’armatura dopo l’ultima battaglia sotto il castello di Re Artù, ma devo ammettere che questa sovrabbondanza di cinture, catenine e accessori mi affascina. Senza dubbio, ha stile.
LITUANIA: Katarsis – Tavo Akys – Voto: 5
Last but not least, i lituani si presentano direttamente con la camicia di forza. Ma, alla fine, sapete che c’è? Hanno ragione.
Perché l’Eurovision ci fa sempre impazzire tutti. E, diciamocelo, forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo periodo storico: un po’ di caos, tanto colore e tanta, tanta musica. E allora buona fuga dal presente a tutti!



