X Factor 2025, seconda puntata di audizioni: rispuntano i Cosmonauti Borghesi, bene Daria Tegolo

Seconda puntata di audizioni per X Factor,  il talent Sky Original prodotto da Fremantle in onda ogni giovedì alle 21:15 su Sky Uno. Anche in questa seconda puntata non sono mancate esibizioni memorabili mescolate a cose quasi inguardabili.

Riccardo Pigheddu, figlio di finanzieri (“ma non mi sento una pecora nera”) distrugge Monna Lisa di Ivan Graziani trasformandola in chiave rock. Male, il cantautore abruzzese non sarebbe affatto contento di questa versione metà punk e metà niente. I giudici giustamente non si fanno impressionare da questo cosplayer di Axl Rose. Il riscatto per le orecchie arriva con  Francesco Di Fiore, diciottenne livornese, sulla difficilissima “Before you go” di Lewis Capaldi.

Nomi noti della serata i Cosmonauti Borghesi, finalisti a Sanremo Giovani: la loro versione di “Dancing in the moonlight” dei King Harvest è molto interessante: suonano anche molto bene. Molto sofferto, a sorpresa il loro passaggio del turno. Ovazioni per Orazio Damata, su “E se domani” di Mina: bravo, bella voce, ma canta come gli artisti di una volta e quindi poi viene il problema di cosa fargli fare.

Daria Tegolo, cantautrice con un problema di udito canta voce e piano il suo inedito “Diego“: testo molto forte, bella l’interpretazione, lei molto credibile, si sentono gli anni di studio dello strumento al Conservatorio. Intensa, profonda. Sicuramente acerba, ma con grande potenzialità.

Luka Parisi in arte Luka è il primo momento trash con l’inascoltabile – e cantata malissimo – “Sesso animale”  Molto meglio la voce vellutata di Mayu Lucisano “giapponetana”, ovvero di madre giapponese e padre napoletano, residente  Lugano. Molto intensa la sua versione di “Cheyenne” di Francesca Michielin. Standing ovation e lacrime, tributo meritato. Colpisce soprattutto per il controllo della voce nonostante la giovane età e l’emozione palpabile. L’emotività è però un limite piuttosto evidente, soprattutto per il meccanismo spietato dei talent.

I mirandolesi Kindergarten rischiano con “Self control” di Raf, anno 1984: versione forse troppo prog per chi ama l’originale come lo scrivente, ma loro sono indubbiamente molto bravi. Suonano bene e cantano altrettanto bene. Si chiamano “L’asilo” ma sono tutt’altro che novizi perchè hanno oltre 10 anni di esperienza.  Giorgio Campagnoli in arte Tellynonpiangere canta invece “Sui muri” degli Psicologi mettendoci dentro tutta la sofferenza di una vita che l’ha già segnato per essere stato tolto alla madre.

Sakina Sanogoh mette la sua voce scura su “Ready or not” dei Fugees: convince, è sicuramente la sua comfort zone. Da capire poi come possa calarsi su produzioni più italiane, ma è sicuramente un tipo di talento che manca nella scena nazionale.

Si chiude con Diego Colombo e un discutibile medley delle migliori canzoni di Jannacci in versione rock e punk: ho qualche dubbio che il maestro apprezzerebbe. I giudici per adesso invece si e lo fanno passare.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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