X Factor 2025, Last Calls: ecco i 12 artisti che accedono ai live, c’è qualche sorpresa
Ultimo step prima dei live per X Factor 2025. Niente più Home Visit: la selezione finale è con le celebri tre sedie per ognuno dei quattro giudici, che portano a queste Last Calls sette artisti ciascuno, compreso il loro X Pass (fra l’altro questi ultimi tutti qualificati per i live). Qualche eliminazione a sorpresa, su tutti quella di Hal Quartier, l’artista più famoso in concorso. Ecco il resoconto della serata.
Team Jake La Furia
Vicky Della Peruta – Can’t be tamed (Miley Cyrus): La sentiamo finalmente su qualcosa di diverso rispetto alle altre volte ma ancora una volta ci sono troppe imprecisioni. Ad una prepotenza fisica e visiva non corrisponde uguale forza interpretativa. Tutto molto costruito, per nulla genuino. Jake La fa sedere, non senza dubbi. Infatti poi cede il posto a Delia Buglisi
Androginous aka Gabriele Bernabò- L’era del cinghiale bianco (Franco Battiato): L’aspirante suicida (per aver scelto Battiato) dimostra però di sapeci fare. Suona molto bene il violino e nell’arrangiamento è tutto molto centrato. Battiato non richiede grande voce (che lui non ha) ma interpretazione. Jake lo fa sedere, poi lo fa alzare per Amanda Bottini.
Tommy aka Tommaso Vulpio- Anche Fragile (Elisa): Ha 16 anni e purtroppo si sente. Un paio di errori di intonazione abbastanza evidenti, sicuramente frutto dell’emozione e dell’inesperienza. Si siede, ma è molto precario.Infatti si alza
Diego 7 aka Diego Colombo- Anima fragile (Vasco Rossi): Prende una stecca abbastanza evidente e non si riprende più. Ma se ne accorge anche lui. Era andato molto meglio quando aveva portato l’inedito. Non lo fa sedere.
Alessandro Tomasi-Nessuno vuole essere Robin (Cesare Cremonini): Nel derby fra sedicenni, lui sembra più centrato. Sceglie un pezzo non semplice, ma tiene bene anche le note alte. Acerbo, in generale, ma sicuramente c’è materiale da modellare per fare buone cose. Si siede, al posto di Tommy
Amanda Bottini- Everybody’s Changing (Keane): Prende una stecca subito, poi un’altra. Purtroppo ha scelto un pezzo difficile, che lei infarcisce anche con inutili fioriture. Incredibilmente Jake La Furia la fa sedere al posto di Androginous.
Delia Buglisi- Mashup Carmen di Stromae e Carmen dall’Habanera: Gran lavoro di arrangiamento con in più il testo riscritto in siciliano. Lei al piano. Voce forte, diretta. Era l’X Pass di Jake La Furia, e ovviamente la fa sedere al posto di Vicky Della Peruta
Vanno ai live: Delia Buglisi, Alessandro Tomasi, Amanda Bottini
Team Jake La Furia
Vincenzo Viscardi- Family affair (Mary J Blige): Rischia molto con un brano di interprete donna, ma la sua voce scura è modulata benissimo e lui sembra molto centrato. Si siede.
Kokomò- Bitter sweet symphony (Verve): Pezzo complicatissimo, una scelta suicida per questo tipo di selezione. Ma tolgono il riff di archi che lo ha reso celebre. Il risultato è un’acqua minerale gassata rimasta stappata. Paola Iezzi li fa sedere. Poi è switch con Roberta Scandurra
Francesca Dinale- Amare (La Rappresentante di lista): Anche questa, scelta non facile anche perchè la voce e la timbrica di Veronica Lucchesi sono caratteristici. Nel complesso una buona prova. Si siede, poi è switch con Alice Mascritti
Sakina Sanogoh- It’s a pity (Tanya Stephens): Brava, sicuramente, forse una delle migliori. Già pronta per il palco. Ma sarebbe ora di sentirla in italiano, perchè altrimenti è dura col pubblico generalista. Paola Iezzi non vuole rischiare e non la fa sedere.
Roberta Scandurra- Ti voglio (Ornella Vanoni e Elodie): Interpretazione molto bella, con la sensualità che serve per questo pezzo. Tiene bene il palco. Paola Iezzi la fa sedere.
Mille Alice aka Alice Mascritti- Heads will roll (yeah Yeah Yeahs): Sicuramente nelle sue corde, ma è un’interprete non facile da gestire all’interno di programma tarato sul pop o su generi comunque più mainstream. La fa sedere, poi è switch con Mayu
Mayu Lucisano- What about us (Pink): Pezzo complicatissimo, Pink è una delle artiste più performanti del panorama americano, lei ha la “canna” giusta e la tira fuori. Anche su brani più pop e meno intensi, si conferma. X Pass di Paola Iezzi.
Vanno ai live: Roberta Scandurra, Vincenzo Viscardi, Mayu Lucisano
Team Francesco Gabbani
Pagoda Universe-Fuori dal tunnel (Caparezza): Questo pezzo rap non può essere snaturato, perchè perde tutta la sua forza. E quindi per me è no. Nonostante suonino bene. Gabbani li fa sedere, ma insomma. Switch con Abat-Jour.
Mazzoli aka Pietro Cardoni- Sono solo canzonette (Edoardo Bennato): Bello l’arrangiamento jazz di un grande classico. Diverte e si diverte. Oltre a cantare bene. Lo fa sedere, ma anche in questo caso esita. Poi switch con Telly non piangere
Nelav – Feel good Inc. (Gorillaz): Suonano bene, sono a loro agio. Cantano però non benissimo un pezzo dove il rischio cazzeggio è dietro l’angolo. Li fa sedere ma anche in questo terzo caso ci sono molte critiche. Switch con Michelle Lufo.
Telly non piangere aka Giorgio Campagnoli- Pastello bianco (Pinguini Tattici Nucleari): Piace più la voce dell’interpretazione anche se non sbaglia nulla. Nel complesso una prova pulita, che arriva bene al pubblico. Un pò di autotune, però il pubblico applaude e direi meritatamente. Si siede.
Abat-Jour: Stuck in the Middle With You (Stealers Wheel): Perchè scegliere un pezzo non troppo cononosciuto del 1972? Perchè farsi male così. Loro cantano e suonano bene ma se la tirano tantissimo (“delle sedie non ci frega niente”). Gabbani li fa sedere, poi si alzano per Pierci
Michelle Lufo- Fai rumore (Diodato): Destruttura e trasforma in chiave elettronica il pezzo di Diodato, aggiungendoci pure l’autotune. Siamo al limite dell’inascoltabile. Ma per Gabbani è dentro.
Pierci aka Piercesare Fagioli- Cinque giorni (Zarrillo): Intenso, diretto. Convincente su un brano non facile, visto anche il range vocale dell’interprete originale. In più è anche pianista, che è sempre un valore aggiunto. Fin qui il migliore della serata. Entra, era lo X Pass di Gabbani
Vanno ai live:Pierci, Tellynonpiangere, Michelle Lufo
Team Achille Lauro
Plastic Haze- Running up the hill (Kate Bush): La band si iscrive all’elenco degli aspiranti sucidi. Ma alla fine esce bene dal confronto con l’artista britannica e la sua vocalità dirompente. Si siedono, ma poi devono clamorosamente lasciare il posto ai pessimi Copper Jitters.
Hal Quartier aka Alfredo Fiore- Better now (Post Malone): Riscrivere in napoletano un pezzo pop di Post Malone e infarcirlo di autotune. Ho fatto molta fatica a non bestemmiare. A Lauro piace e lo fa sedere. Clamorosamente, il più noto di tutti poi deve alzarsi
Francesco Di Fiore- Too sweet (Hozier): Anche lui giovanissimo, canta bene ed è intonato ma è molto simile all’originale nella timbrica. Non c’è dubbio che debba controllare l’emozione. Lo fa sedere. Switch con Layana Oriot
Layana Oriot- Pink pony club (Chappel Roan): Diretta, intonata, convincente. Si sente l’emozione, perchè è tutto un pò scolastico. Però il pezzo non è nemmeno facile. Lauro le dà la sedia: quella di Francesco Di Fiore.
Vittoria Sofia Donda- Where is my mind (Pixies): Voce graffiante, molto forte, tiene il palco senza pressioni. Complessivamente la prova è energetica, ma per Lauro non basta. La scelta è fra lei e Layana Oriot, sceglie la seconda.
eroCaddeo aka Damiano Caddeo – Per due come noi (Brunori Sas): Lui qui è fra quelli con la maggiore esperienza e diverse cose incise. Sceglie un pezzo difficile e anche non proprio nelle sue corde. Dimostra di saper modulare benissimo la voce. Intenso. Entra al posto di Hal Quartier.
Copper Jitters- Boys and girls (Blur): Già il fatto che chiamano la band “Blur” all’italiana, meriterebbero di non cantare nemmeno. La prova è al limite dell’imbarazzante, sbagliando qualunque cosa: dalla tonalità, fuori tempo, suonato male. Achille Lauro li fa entrare al posto dei Plastic Haze. Fischi sonori del pubblico.
Vanno ai live: eroCaddeo, Layana Oriot, Copper Jitters
