Le hit di ferragosto: 30 anni di charts “estive”/3 (1995-1999)

Prosegue il nostro viaggio alla riscoperta delle canzoni che hanno scaldato le settimane di ferragosto degli ultimi 30 anni. Spazio al quinquennio 1995-1999 ovviamente sempre con base la classifica italiana

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1995 – NESSUNO COME I TI.PI.CA.L.

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione di una nuova versione del loro brano: “The colour inside” dei siciliani Ti.Pi.Ca.L è la padrona assoluta dell’estate 1995: dal primo luglio al 2 settembre è in testa alla classifica, a fine anno è il secondo singolo più venduto in Italia. Ma è un’estate dance, tutta italiana: in classifica troviamo anche il celebre progetto Corona con “Try me out” (al numero 2), “Wrap me up” degli Alex Party (numero 6, ma a settembre arriverà sino al secondo posto), “Memories”, one shot dei Netzwerk (9), “1,2, 3” dei Playahitti (10). Ma soprattutto “Hold on to love”, dei Bliss Team (8) di Genny Randone, il progetto che anticipa la nascita degli Eiffel 65. Il podio è completato da De’Lacy con “Hideaway” e da una delle hit più celebri del decennio, “Scatman” di Scatman John, divenuto famoso a cinquant’anni. Completano la classifica “Two can play that game” di Bobby Brown (7) e “Angel”  dei tedeschi Jam & Spoon.

1996 – ALEXIA, I SINGOLI TAKE THAT E LO SVIZZERO

Tre settimane caldissime: in quella nella quale cade il giorno di ferragosto al comando c’è uno dei re della dance anni 90 ovvero lo svizzero Robert Miles con “Fable”. Uno dei rari pezzi solo strumentali ad arrivare in vetta. Ma in realtà per tutta l’estate ci sono anche altri due brani che battono forte in radio e vendono ala grande: una è la cover di “Killing me softly” dei Fugees, che in questa settimana è terza, ma poi salirà in vetta; l’altra è “The summer is crazy”, già prima a luglio, che lancia sulla scena una giovane Alexia, quarta. Al secondo posto c’è Bob Marley con “What goes around comes around”.  Un’altra regina italiana della dance, Gala, con la sua maggiore hit “Freed from desire” è decima dopo essere stata anche in top 5 e un altro progetto dance italiano, quello dei Livin’Joy è settimo con “Don’t stop movin”. Si segnalano poi i progetti solisti dei componenti degli appena sciolti Take That: Robbie Williams porta sino all’ottavo posto “Freedom”, risponde Gary Barlow con “Forever love”, nono. Completano la classifica “Profondo rosso”, la one shot del bergamasco Bobby Flexter (7.) e “Keep pushin”, del tedesco Boris Dlugosch, sesta.

1997 – TRA BIG E L’ULTIMA EURODANCE

Comincia lentamente l’invasione delle hit americane, ma c’è ancora tempo per ascoltare e godere di qualche produzione europea (quasi sempre dance), di rapido successo e altrettanto rapida scomparsa. Per esempio, la chart italiana è dominata da un duo tedesco che farà cassetta un solo e unico brano: “Oh la la”: loro sono 2 Eivissa, con chiaro riferimento al nome catalano dell’isola delle Baleari. Al terzo posto c’è un altro brano che ha riempito parecchie dancefloor: “Bailando” dei belgi Paradisio. Al numero 5 c’è l’americana – cresciuta a pane ed eurodance – Ultra Natè con “Free”. Ma è l’anno dei big. Presenti o nascenti, comunque destinati ad invadere le classifiche a lungo. Puff Daddy, secondo insieme a Faith Evans con “I’ll be missing you”; i Daft Punk all’esordio con “Around the world” (8) e Ricky Martin con “Maria” (10.), i Verve con “Bitterwsweet symphony” (6), oltre ad Alexia che si conferma con “Uh La La La” (9.). Marta Walsh, la voce di tanti progetti dance del decennio, è settima con “Something going on” insieme a Todd Terry e Jocelyn Brown.

1998 – IL TORMENTONE DI DES’ REE

L’americana Des’ Ree aveva già un album di successo alle spalle, ma non era mai veramente arrivata nelle nostre classifiche. Ci arriva nell’estate 1998 quando il singolo “Life”, un vero e proprio tormentone, mette tutti in fila, tirando giù un certo Ricky Martin che aveva appena cantato l’inno dei Mondiali e soprattutto permettendosi di tenere alle spalle le Spice Girls con “Viva Forever”, che nella settimana di ferragosto sono terze, dietro anche “The music I like” di un’Alexia sempre più in rampa di lancio. C’è ancora tempo per ascoltare qualche pezzo di un’eurodance ormai in declino (“Free” delle bresciane Bacon Popper, decima e “Elisir” di Gigi D’Agostino, quinta), ma anche diverse cose interessanti, come per esempio l’esordio della britannica Billie Myers con la splendida “Kiss the rain” (9.), successo internazionale,  destinata però a restare la sua unica hit. O come “Truly madly deeply” che non lancerà abbastanza gli australiani Savage Garden da permettere loro un bis (ottava, ma era seconda la settimana prima). Poi ci sono tre brani di diversa notorietà: “I don’t want to miss a thing degli Aerosmith (7.), “Da me a te” di Baglioni (6.) e “Ghetto supastar” di Pras Michel feat. ODB and Mya, che vede nel video la partecipazione di Halle Berry e Warren Beatty. Canzone suonatissima dalle radio.

1999 – NOVITA’ DAL NORD EUROPA, MA IN TESTA…

L’estate che chiude il millennio è nel segno di un progetto benefico a sostegno di Amnesty International: Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù uniscono le forze – e le penne – e compongono un brano, “Il mio nome è mai più” che sale in testa a luglio e vi resta sino a metà settembre quando dà il cambio al brano sino ad allora in posizione due, ovvero “Mambo n.5” del tedesco-ugandese Lou Bega, cover di un vecchio brano di fine anni 40, del quale avevamo parlato qui: oltre 5 milioni di copie nel mondo. L’Italia però si innamora di una diciannovenne biondina norvegese: si chiama Lene Marlin e la sua “Unforgivable sinner”, dal sound pop così internazionale le darà una inattesa notorietà nel nostro paese: sarà terza. Come quella che trova Sasha Schmitz, la cui “If you believe” (4.) resterà l’unico successo di una carriera poi lontana dal mainstream.  E’ l’anno di Geri Haliwell, che approda in classifica da sola dopo la fine delle Spice Girls con “Mi chico latino” (9.). Ma è anche l’anno dei grandi nomi americani: c’è Madonna con “Beautiful stranger” (7.), ma anche Jennifer Lopez con “If you had my love” (5.) e ci sono anche i 5ive, una delle risposte Usa alle boyband europee, con “If ya getting down” (6.). Al numero 10 c’è infine Will Smith con “Wild wild West”.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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