Battiti (quasi) Live 2021, il racconto della serata finale tra playback e qualche stecca

Cala il sipario sul Radionorba Cornetto Battiti Live 2021, che anche quest’anno ha avuto come location il castello aragonese di Otranto. Ancora una volta alla conduzione Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci, con la partecipazione di Mariasole Pollio. Tante stecche in mezzo a un mare di playback hanno fatto da protagonisti anche in questa serata finale. Rivedremo le cinque serate su Italia Uno.

PRIMO BLOCCO

Apre la serata Marco Mengoni su una piattaforma in mezzo al mare cantando Ma stasera, suo ultimo singolo. Segue Fabio Rovazzi, almeno lui sul palco di Otranto, cantando La mia felicità rigorosamente in playback, data anche l’assenza di Eros Ramazzotti.

Si procede dunque spediti con i prossimi artisti, il duo di cantautori siciliani Colapesce e Dimartino, con il loro ultimo singolo Toy boy (con la voce registrata di Ornella Vanoni) e il successo sanremese Musica leggerissima, entrambe cantate in playback. Da un duo all’altro, sul palco arrivano i rapper J-Ax e Jake La Furia sulle note di Salsa. Via Jake, arriva Space One, e lo Zio ci regala un sempreverde: Maria Salvador (finalmente dal vivo, purtroppo senza Il Cile).

Linea a Gallipoli per il primo on-the-road, che di fatto è il secondo live-on-tape della serata: Fedez e Orietta Berti sulle note di Mille, ancora una volta senza Achille Lauro. Da notare che Orietta Berti non sa fingere di cantare, il playback era evidente.

Marco Mengoni (foto Liuzzi)

SECONDO BLOCCO

Si torna in onda con un medley di alcuni successi, tra cui Save your tears di The Weeknd. Sale dunque sul palco di Otranto Alessandra Amoroso, con Piuma Sorriso grande. Incredibile la capacità dell’artista salentina di stonare clamorosamente non prendendo una nota neanche per scherzo.

Prendono il microfono Rocco Hunt e Ana Mena, con i brani A un passo dalla luna e Un bacio all’improvviso. La domanda sorge spontanea: se i due artisti hanno il playback di rinforzo, perché lasciarsi andare alla voce live con una serie interminabile di stecche? A sorpresa, non solo per gli increduli Rocco Hunt e Ana Mena, arriva il premio dei dieci dischi di platino per il primo brano.

Tancredi, fresco di Amici, si esibisce sulle note di Las Vegas. È una toccata e fuga la sua: il giovane canta un pezzo, manda in delirio le giovanissime fan in piena crisi ormonale e se ne va.

Linea a Brindisi per il secondo on-the-road: Boomdabash e Baby K sulle note di Mohicani. Onestamente, nutro profondi dubbi sulla bellezza di questo brano, che ha le tipiche caratteristiche di un riempi-pista ma è soltanto orecchiabile, senza un testo né nulla di particolarmente apprezzabile.

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TERZO BLOCCO

Salgono sul palco Takagi & Ketra con Giusy Ferreri sulle note di Shimmy Shimmy Amore e capoeira. Ancora tormentoni estivi, ma fuori dalla stagione cosa rimane di questi brani? L’impressione è che questi artisti si sentano obbligati a sfornare tormentoni ogni anno, ma a lungo andare la qualità ne risente.

Arriva il turno di un ospite internazionale, il parigino Oscar Anton che si esibisce sulle note della sua hit Bye bye Ophelie. Definito dalla Gregoraci un self-made artist, il 24enne francese può vantare il remix di un suo brano firmato nientemeno che da Bob Sinclair.

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QUARTO BLOCCO

Al rientro dalla pubblicità Mariasole Pollio annuncia Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci, che si esibiscono sulle note di Anno Zero, che di fatto è la sigla non ufficiale di questa edizione del Battiti Live. Tornati nei panni dei conduttori, chiamano sul palco i The Kolors che eseguono Cabriolet Panorama, per poi accogliere Lorenzo Fragola che duetta con loro sulle note di Solero.

Arriva dunque il turno di Emma Muscat e Astol, sulle note di Meglio di sera (senza l’artista spagnolo Álvaro De Luna, che non ho mai avuto la fortuna di ascoltare). È un peccato che la cantautrice, pianista e modella maltese ultimamente abbia cantato solo brani reggaeton. Spazio poi ai Cedraux, con il brano Goodbye! (stesso discorso dell’artista spagnolo di cui sopra).

Linea poi a Santa Maria di Leuca per il terzo on-the-road: Sangiovanni con la sua hit Malibù. Incredibile come un brano così insignificante possa aver scalato le classifiche superando i Måneskin e Olivia Rodrigo (che sono in testa ovunque).

Rocco Hunt e Ana Mena

QUINTO BLOCCO

Sale sul palco Gaia, con i suoi brani Chega Boca (senza Sean Paul). L’artista italo-brasiliana ha un talento indubbio, ma qualche dubbio ce lo lascia il suo ultimo singolo. Al termine della sua esibizione sfila l’auricolare, che però resta impigliato nell’enorme orecchino.

Spazio dunque a Shiva, con il suo ultimo singolo I can fly e con Fendi belt. Questa volta non ha massacrato nessun successo, ha già fatto abbastanza trasformando Blue (Da Ba Dee) degli Eiffel 65 in Auto blu. Con valanghe di autotune farebbe bene a correre di nuovo con il suo fra.

Arriva il turno di Anna Tatangelo e Beba, sulle note di Sangria. La Gregoraci parla di solidarietà femminile, e loro rispondono a monosillabi. Il titolo del brano probabilmente è indicativo di ciò che gli autori hanno bevuto per trarre ispirazione. Arriva anche il momento di salutare Mariasole Pollio, ancora minorenne, che prima di inciampare sul palcoscenico dà appuntamento all’anno prossimo.

Emma Muscat e Astol

SESTO BLOCCO

Tornano sul palco Emma Muscat e Astol, che cantano Sangria. Al di là del brano, oggettivamente brutto, chi ha scelto di mettere in scaletta consecutivamente due brani con lo stesso titolo è senza dubbio sadico, oppure ama particolarmente quel vino liquoroso.

Spazio dunque a Enula, anche lei fresca di Amici, con il brano Impronte. Il pezzo non è affatto male, ma in una serata in cui quasi tutti hanno cantato in playback lei canta dal vivo ed è una nota stonata. Peccato che qui le note stonate siano molte più di una, e abbiamo un nuovo record mondiale per numero di note stonate consecutivamente.

È il turno di Vhelade, artista afro-sarda che canta Pas d’excuse. Di padre zairese e madre sarda, l’artista è una nostra vecchia conoscenza: è stata corista di Nina Zilli all’Eurovision 2012, a Baku.

SETTIMO BLOCCO

Arriva il momento del gran finale. Sul palco di nuovo Takagi & Ketra con Giusy Ferreri, sulle note di Jambo. Finisce così il Battiti Live 2021, tra coriandoli e CO2. Manca il finale degli altri anni, con Gabry Ponte, e bastava Andrea Damante in console per 10 minuti a dare un finale migliore. Occasione sprecata, peccato. Cala il sipario anche per quest’anno sul Radionorba Battiti Live, con Alan Palmieri che ringrazia tutti dando appuntamento all’anno prossimo.

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