“Masquerader”, il grande ritorno delle atmosfere rarefatte dei Matt Bianco

Matt Bianco

Utilizziamo come sempre gli ultimi giorni dell’anno per recuperare alcune proposte musicali che ci siamo persi. Vale la pena, ad esempio, parlare di Masquerader, l’ultimo album di Matt Bianco, accompagnato qui dal singolo “Deep space” in cui l’ormai unico componente del progetto britannico, Mark Reilly canta insieme a Betty Black, voce soul inglese.

Dire qui cosa sia Matt Bianco è anche complicato. Sicuramente si può riassumere con un dato: è stato il primo progetto jazz e sophisti-pop a raggiungere le vette delle charts mondiali: era il 1984 e il gruppo, che allora aveva in voce la polacca BasiaTrzetrzelewska ipnotizzò il mainstream con la seducente “Who side are you on?”, che di fatto sdognò questo genere fino ad allora lontanissimo dalle radio.

Anche l’Italia, piuttosto refrattaria in quegli anni a questo tipo di produzioni, ospita spesso i Matt Bianco e l’album di lancio, seppur senza raggiungere certificazioni da noi, ha un ottimo riscontro di classifica. Seguono una decina d’anni di galleggiamento ai confini del mainstream, ma quello dei Matt Bianco è chiaramente più un progetto da club ed è lì che ritorna, sparendo lentamente dal mainstream.

 

In Italia è ricomparso recentemente a “I migliori anni” per cantare “More than i can bear”, successo del 1985. Escono comunque dodici album complessivi, tredici con questo ultimo, dove però Reilly è di fatto rimasto da solo.

L’ultimo lavoro comprende 8 tracce che non lasceranno delusi coloro che amano il genere. Che comunque sta tornando, come testimonia il terzo posto degli Ezra Collective nel BBC Sound of 2025: una band solo strumentale che con i Matt Bianco ha parecchie assonanze.

 

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