“Manchi”, Paola Turci racconta l’assenza: quando anche l’amore non basta
Chi ci segue dagli inizi sa bene quanto chi scrive abbia una passione per Paola Turci e quindi fare sforzo di equilibrio è sempre molto complicato. Però bisogna farlo e allora eccoci qua a parlare di “Manchi“, secondo estratto dall’album “Amore a dismisura” in uscita il 2 Ottobre anche in CD standard con booklet dedicato; Vinile Collector’s Edition a tiratura limitata e numerata con tanto di cover alternativa e cartolina autografata dall’artista
Quello appena uscito è un brano molto diverso dal precedente “Vita mia”, di cui avevamo parlato qui. La Paola Turci di “Manchi” è delicata ed intimista, come vuole il testo scritto dalla stessa cantautrice romana, che a 61 anni sceglie di mettersi a nudo con un brano che è una carezza regalata alla sua fanbase.
Perchè in realtà non è un singolo, ma soltanto la traccia più intima dell’album. Un modo per aprire una finestra sul mood del progetto e nel contempo, offrire un’anticipazione più diretta della sua scrittura.
“Manchi” racconta una perdita che non trova conclusione. Non si tratta della fine di una storia da cui rialzarsi, ma di un’assenza talmente vasta che, come emerge dalla presentazione del brano, la parola stessa “amore” finisce per apparire insufficiente. Il linguaggio scelto da Turci è quello della quotidianità: immagini semplici e riconoscibili, capaci di raccontare un’esperienza universale, quella di chi ha perso una persona cara. Il brano non cerca risposte consolatorie, ma custodisce il ricordo di un legame la cui intensità resiste al tempo.
Sui social, l’artista ha raccontato così la genesi della canzone:
Ogni volta che affonto un disco da scrivere mi viene sempre così, come un dono dal cielo, una canzone che scrivo in veramente il tempo di una canzone. E questa volta è avvenuto ed è arrivata Manchi, che è una semplicissima, banale, storia d’amore, soprattutto di mancanza, certo. Un grande amore che non c’è più, ma che c’è ovunque. Ecco, questa è un po’ la storia di Manchi. La trovo veramente una piccola canzone d’amore, un po’ come il titolo di una canzone che scrissi anni fa.“
Le fragilità messe a nudo
Manchi si inserisce in un percorso artistico coerente con l’impianto complessivo di “Amore a dismisura”, disco in cui Paola Turci affronta l’amore nelle sue declinazioni più complesse: fragilità, assenze e rinascite. Se “Vita Mia”, il singolo che ha aperto questa nuova fase, guardava avanti, verso un desiderio di ricominciare, “Manchi” si volge invece a ciò che resta indietro, a quello che continua a mancare anche quando tutto sembra essersi ricomposto.
Il rilancio artistico di Paola Turci
Il disco rappresenta la prima uscita lunga del nuovo accordo tra l’artista e BMG, e arriva dopo un periodo di sette anni dall’ultimo progetto discografico completo, un intervallo che ha permesso alla cantautrice di sedimentare esperienze personali e trasformarle in scrittura matura. All’interno dell’album, Paola Turci prosegue il racconto dei legami affettivi nelle loro forme più articolate, dando voce a rinascite e ad assenze incolmabili. Un lavoro, quello in uscita, che si presenta come un progetto centrato sulla dimensione personale della scrittura e su un racconto che attraversa il dolore senza separarlo dalla possibilità di ricominciare.
Il ritorno di Paola Turci, per certi versi era atteso. In questi anni ha fatto tanto: certamente ha continuato a scrivere e cantare, ma l’abbiamo vista portare in giro un recital tratto dalla sua vita dal titolo “Mi amerò lo stesso” (per chi volesse, ne ho scritto qui), cimentarsi con la conduzione tv (Musicultura 2025) e persino un passaggio ad Amici. Ora ritorna finalmente con un disco che la riporta – almeno si spera – in quel mainstream che le manca da un po’. Non facile, perchè la musica oggi corre molto più veloce di prima. Ma in fondo, forse, non è nemmeno la cosa che più conta, rispetto alla condivisione delle emozioni.
