Ladaniva, da “Margarita” a Luiza: nuova musica aspettando il secondo album
I Ladaniva tornano con “Margarita”, nuovo singolo del duo franco-armeno formato da Jaklin Baghdasaryan e Louis Thomas, che nel 2024 aveva rappresentato l’Armenia all’Eurovision Song Contest di Malmö con “Jako”.
Il brano arriva dopo “Yasaman” e prosegue il percorso musicale che ha reso riconoscibili i Ladaniva ben oltre l’Eurovision: folk armeno, pop, influenze mediterranee e ritmi provenienti da tradizioni musicali differenti. In “Margarita” torna inoltre in primo piano il francese, lingua già presente in diversi momenti del loro repertorio.
Verso il secondo album dei Ladaniva
“Margarita” è anche un nuovo passo verso il secondo album in studio del duo, successore di “Ladaniva”, pubblicato nel 2023 e seguito nel 2024 dall’edizione ampliata “Ladaniva (Postcards)” (e prima ancora era uscita una versione short in EP.
Il progetto permetterà di capire anche quale direzione prenderanno i Ladaniva dopo la grande esposizione internazionale arrivata con Eurovision. A Malmö “Jako” aveva chiuso la finale all’ottavo posto, riportando l’Armenia nella Top 10 per la prima volta dal 2016.
Nel frattempo è arrivato anche un altro incontro interessante. I Ladaniva collaborano con l’artista franco-brasiliana Luiza in “Nuages”. Un incrocio particolarmente naturale per due progetti che costruiscono buona parte della propria identità musicale proprio sulla contaminazione fra lingue e culture differenti.
Luiza arriva inoltre da un periodo di forte crescita grazie a “Soleil bleu”, uno dei brani che l’ha fatta conoscere a un pubblico molto più ampio. L’incontro con i Ladaniva mette quindi insieme due nomi che, partendo da percorsi diversi, stanno trovando spazio nel nuovo pop francofono senza rinunciare alle rispettive radici musicali.
Nel frattempo, mentre il duo si prepara al tour che partirà a fine 2026 e li porterà in mezza Europa, è stato scelto come opener del tour di Goran Bregovic e ha tenuto un concerto in Palestina, al Bethlehem Convention Palace. L’evento è stato sostenuto dal Consolato Generale di Francia a Gerusalemme, dall’Istituto Francese di Gerusalemme, dalla Municipalità di Betlemme e dalla Roots & Patterns Foundation
