X Factor 2024, seconda serata di Bootcamp: ancora una volta scelte a sorpresa e uscite clamorose
Seconda serata della seconda fase di X Factor 2024, i Bootcamp con il celebre gioco delle sedie che quest’anno da cinque scendono a quattro. I giudici hanno avuto le squadre, formate da 12 concorrenti di cui fanno parte i rispettivi X Pass e scelte dal team musicale, e hanno fatto i relativi scambi per trovare la quadra. Già la prima serata con Guè e Achille Lauro non sono mancate le scelte discutibili: stasera toccava a Paola Iezzi e Manuel Agnelli.Clamorose le scelte di quest’ultimo con artisti fatti sedere e rialzare nel giro di due esibizioni. In rosso i nomi entrati agli Home Visit
Rileggi LA PRIMA SERATA DI BOOTCAMP
Paola Iezzi
Tamara Al Azool canta “Swimming pools” di Kendrick Lamar. Bel talento, ma purtroppo non è riuscita ad entrare nel brano. Fatica, anche se ha stile e una voce molto bella. Paola la fa comunque sedere. Poi la fa alzare per i Frammenti
Antonio Silvestri su “Sad” di XXXTentacion: dice che “stavo andando in studio a fare una hit il giorno che è morto“. Viva la modestia. Ci mette le barre in italiano dentro e si sente protagonista. “Ci sono delle sedie, ma c’è un botto di gente”. Giustamente viene stroncato, per consentirgli di andare prima a fare il pezzo che spacca.
Elena Bandini in arte Medea canta “Where is my mind” dei Pixies.Parte bene, poi forse ci mette eccessivo pathos. Di buono c’è che è una musicista poliedrica, visto che suona benissimo sia la chitarra che il pianoforte. Si siede, poi si alza per i Dimensione Brama.
Marina Del Grosso con “I put a spell on you” di Nina Simone. Come la volta scors su “Senza fine”, dimostra di essere una bravissima interprete sulle canzoni vintage. Sicuramente grande talento, voce potente molto ben modulata: resta da capire come possa essere collocato a livello discografico. Però oggettivamente è fortissima. Si siede poi lascia il posto a Laura Fethau protestando perchè a suo dire il rap non è musica di qualità: “La musica ha perso di nuovo”, dice piangendo.
Soloperisoci e “All apologies” dei Nirvana. Fare i Nirvana non è mai semplice perchè se non sei centrato nel pezzo finisci per cannarlo dopo poche note. Esattamente quello che è successo alla band. Paola Iezzi lo sottolinea e li manda a casa.
Sara Russo su “Paradiso beach” di Alan Sorrenti ft Jenny B. Canta bene, senza stecche, ma anche in questo caso non riesce a calarsi nel pezzo, il quale necessiterebbe di una leggerezza che oggettivamente non si sentiva. A casa.
Pablo Murphy canta “Another day in paradise” di Phil Collins. Aumenta la quota rock ma anche quella del basso su un pezzone che ha segnato la storia del pop britannico. Sicuramente i puristi storcono il naso, però lui convince. Bene con l’inglese, essendo italo-scozzese. Paola Iezzi contesta l’arrangiamento con chitarre distorte su un pezzo triste, ma lo fa sedere.
Frammenti su “Song 2” dei Blur. Pompano nelle casse e ne fanno quasi un remix. Cantato però non proprio benissimo, in un inglese imbarazzante.Carina l’idea, meno l’esito. Primo switch della serata, con Tamara Al Azool.
Maria Sofia Cancelli su Nothing breaks like a heart di Mark Ronson e Miley Cyrus. La migliore della sera. Bello l’arrangiamento, intonata come una spada. Ma Paola Iezzi non la fa sedere. Non sono d’accordo.
Laura Fethau su Boss Bitch di Doja Cat. Lei lo X Pass di Paola Iezzi. Scelta completamente suicida per la giovane rapper, perchè è un pezzo che puoi fallire con grande facilità. Lei però supera la prova molto bene anche nelle barre in italiano. Sicura e diretta, è l’altra migliore della serata. Si siede, il contrario sarebbe stato un delitto francamente.
Aurora Venosa – “Mi regalo mas bonito” di La Ross Maria. C’è chiaramente una voce di accompagnamento sotto, come fa notare anche Manuel Agnello. Poco convincenti anche le barre in italiano. Non si siede.
Dimensione Brama su Io sto bene dei CCCP: Il frontman ha una voce antica, di quelle che andavano una volta. Il brano è molto centrato e l’arrangiamento che dà spazio ai fiati mescolato con l’elettronica la valorizza. Ovazione del pubblico, meritata. Si siedono e quindi entrano.
Manuel Agnelli
The Moonquakes cantano You really got me dei Kinks. Molta energia, un’anima rock che emerge chiaramente insieme a quella vintage. Sono sicuramente da testare sulle produzioni in italiano, ma certamente sono parecchio bravi. Li fa sedere, ma non è troppo convinto. Infatti poi si alzano
Claudia Sacco canta Where’s my love di SYML: Brano complesso, lei la canta bene, con buona intensità. Chiaramente ha tutti i limiti di una ragazza di 18 anni. Agnelli glielo fa notare, ma comunque le assegna una sedia. Poi si alza per Elisa Malpezzi
Matteo Polonara su Psycho Killer dei Talking heads. Pezzone storico, è sempre molto rischioso confrontarsi con robe così. Lui effettivamente lo sgonfia e infatti non si siede nemmeno.
Mimì Aminata Caruso canta Godspeed di Frank Ocean: Lei è lo X pass e lo dimostra. Intonata come una spada, a 17 anni mostra una maturità importante, sopattutto nel controllo della vocalità. Standing ovation meritata.
Punkcake su Give me the cure dei Fugazi: Sicuramente molto nella loro comfort zone, ma è tutto troppo urlato. Per me è no. A Manuel Agnelli invece sono piaciuti anche se “vi buttano fuori alla seconda”. Li fa sedere.
Elisa Malpezzi detta Monnaelisa su No need to argue dei Cranberries. Sceglie un arrangiamento che complica ancora di più il pezzo già di per se complesso. Però oggettivamente è bravissima, non sbaglia una nota ed è perfettamente centrata. Switch con Claudia Sacco poi si alza per Danielle Gasperini
Alfredo Buono in arte Fiat 131 su Humans dei Killers.Molto bello l’arrangiamento. Scelta molto difficile, soprattutto inserendoci dentro delle barre che a mio parere lo danneggiano invece di valorizzarlo. Il pubblico però applaude convintamente.Oggettivamente ha cantato bene. Lo fa sedere e mi sembra giusto.Switch con i Moonquakes. Clamorosamente poi lo fa alzare
A flower tide. su 21st century schizoid man dei King Crimson. Riarrangiamento di un pezzo storico con un messaggio fortissimo che andrebbe restituito. Loro cantano bene, ma un pezzo come questo è estremamente complesso e non ce l’hanno fatta Non si siedono.
Jaqueline Branciforte su Inno nazionale di Luca Carboni. Incredibile come questo pezzo sia ancora attuale 30 anni dopo. Non sono d’accordo con la valutazione di Manuel Agnelli che non la fa sedere, non è questo il pezzo per far uscire fuori le vocalità.
Aura e Marylin Ci mettono una grandissima energia, anche in questo caso su un pezzo estremamente complicato. Bisognerà vedere poi il percorso che regalerà loro ad X Factor. Intanto si prendono la sedia di Fiat 131.Ma durano poco perchè poi si alzano per Elisa Fita. Aura e Marylin, come vedete qui sotto, l’hanno presa benissimo
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Daniel Gasperini in arte Danielle canta Il mare d’inverno di Loredana Bertè. Questo ragazzo ha una vocalità particolarissima e anche su un brano come questo – bella la scelta dell’arrangiamento elettronico – ne esce benissimo. Voce graffiata, talento evidente. Entra al posto di Monna Elisa
Elisa Fita su In ar gcroithe go deo dei Fontaines D.C. Pezzo complicatissimo dalle atmosfere celtiche, su questi brani serve una interpretazione emozionale che la giovane età non offre. Ma a Manuel Agnelli piace il talento e la fa alzare al posto degli Aura e Marylin che si sono appena seduti.
