Mimì Caruso vince X Factor 2024: dopo molto tempo è nato un talento (forse)
di Emanuele Lombardini e Beppe Dammacco
Vince alla fine chi meritava di vincere. Forse dall’inizio, dalla prima audizione, sicuramente dopo l’uscita di Francamente. Mimì Caruso, 17 anni, nata nel Mali e adottata quando aveva meno di un anno da una famiglia di Usmate Velate (Monza Brianza) trionfa nell’edizione 2024 di X Factor, consegnando la prima vittoria dopo sei edizione a Manuel Agnelli suo coach e mentore. Che del resto aveva creduto il lei sin dall’inizio, visto che per lei aveva speso il pass che la portava direttamente ai bootcamp.
Benchè la sua madre adottiva sia una musicista, la giovane classe 2007 è una dei primissimi veri esordienti che vincono la rassegna. Il singolo “Dove si va”, il brano inedito scritto per lei da Madame è infatti il suo secondo singolo, che ora farà parte del suo primo EP che uscirà in queste ore per Warner Music, la major che come premio aggiuntivo la metterà sotto contratto. Prima di questo solo “Mi Rubi Il Time” con cui ha preso parte alle selezioni di Sanremo Giovani nel 2023. Al secondo posto si piazzano Les Votives.
Sul podio anche I Patagarri, terzi classificati. Quarto posto per l’altro giovanissimo del gruppo, ovvero Lorenzo Salvetti. Tre artisti di Achille Lauro, primo giudice dopo molto tempo ad arrivare in finale con la squadra per intero. Dopo molto tempo vince un progetto che sembra destinato ad avere un futuro musicale: Mimì Caruso è un talento e lo ha dimostrato. Soprattutto ha quella versatilità interpretativa necessaria per adattarsi al meglio ad un mercato musicale italiano frenetico ed in costante mutamento. Ed ha anche un profilo internazionale, col suo timbro scuro e il suo inglese perfetto.
Forse è davvero nata una stella, lo sapremo presto. Certamente, visto il discutibile podio, non avesse vinto sarebbe stato un furto. Quanto ad X Factor, è stata la stagione del rilancio: giuria azzeccata, poche polemiche, scelte coraggiose ma centrate e conduttrice spigliata: Giorgia, all’esodio come presentatrice ha dimostrato di sapersi destreggiare al meglio anche in questo, senza perdere l’umanità che la caratterizza e che anzi è emersa maggiormente soprattutto nella fase di selezione quando ha consolato molti degli artisti ingiustamente esclusi.
Sicuramente l’immagine dei finalisti, tutti insieme a cantare e festeggiare sul palco dopo la proclamazione di Mimì, è la sintesi perfetta di un’edizione che ha messo in risalto il lato umano della competizione e che, finalmente dopo annate mediocri, porta un nuovo splendore al talent Sky Original, ideato da Simon Cowell, che proprio alla luce di questa ottima stagione è fresco di rinnovo per altre due edizioni. La vittoria di Mimì, uno dei talenti più puri di questa edizione 2024 di X Factor, è la conclusione perfetta della stagione con il livello qualitativo degli artisti in gara mediamente più alto degli ultimi anni.
La finale in Piazza del Plebiscito a Napoli, prima volta in assoluto di una finale di X Factor a livello mondiale in piazza, è il modo in cui Sky ha voluto osare in conclusione di un’edizione nella quale quasi tutto è stato perfetto: dalla conduzione alla giuria, finalmente competente, al livello dei concorrenti in gara, senza dimenticarci della direzione artistica di Laccio e Shake, la regia come sempre impeccabile di Luigi Antonini e le scenografie di Paola Spreafico, che insieme all’instancabile lavoro dei tecnici, gli operatori, il direttore di palco Alessandro Voltolin e tutte le maestranze che hanno reso ottima la produzione del talent.
Ospiti della serata Paola e Chiara (o meglio Chiara che si affianca alla sorella Paola, con quest’ultima che ha anche presentato il nuovo brutto singolo “Club Astronave”), Robbie Williams e Gigi D’Alessio. Di seguito, il resoconto della serata.
Prima Manche- Cover scelte dagli artisti
Patagarri – Cam-Caminì (dal film Mary Poppins): Inspiegabile come si possa scegliere per una finale un pezzo del genere. Ed è un peccato perchè loro suonano e cantano bene. Ma certo, non è una scelta che li valorizza. VOTO 6 (perchè sono bravi)
Mimì – Beacuse the night (Patti Smith): Tutto molto bello. Il brano è forse fin troppo leggero per le sue corde raffinate, ma lei ha la capacità di assimiliare tutto e renderlo personale. Nel complesso ne esce una performance pulita e divertente. VOTO 8
Le Votives – Someone like you (Adele): Questo voler “rockizzare” tutto ad ogni costo, alla fine stanca. Il brano perde tutta la sua atmosfera. Questo a prescindere dall’interpretazione che comunque è discreta VOTO 5
Lorenzo Salvetti – Cosa mi manchi a fare (Calcutta): I brani di Calcutta non li puoi cantare, se non sei Calcutta, a meno che non siano quelli scritti per altri. Lorenzo Salvetti non fa eccezione. Moderno, intonato. Ma nel complesso scolastico e freddino. VOTO 5.5
Seconda manche – Best Of
Patagarri (Stayin’ alive dei Bee Gees, Hey Pachuco dei Royal Crown Revue, Summertime di George Gershwin): Sono bravi, sanno suonare, sono gente da live. Ma la domanda è: voi comprereste mai un disco de I Patagarri? Ecco, appunto.VOTO 6
Mimì (Figures di Jessie Reyes, Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina, La sera dei miracoli di Lucio Dalla): Quello che canta diventa oro. Il su è veramente un Best Of perchè davvero la sua voce viene esaltata al massimo. Tre brani difficilissimi,eseguiti alla perfezione. VOTO 9
Les Votives (You make me feel di Sylvester, Are you gonna be my girl dei Jet, Sign of the the times di Harry Styles): Sicuramente meglio che nella prima manche, anche se continuano a trasformare tutto in chiave rock, che non aiuta. VOTO 6
Lorenzo Salvetti (Tango di Tananai, Margherita di Riccardo Cocciante, Me so ‘mbriacato di Mannarino): Ha ben chiara qual è la sua dimensione e questi pezzi lo confermano. Pienamente nella comfort zone, si conferma un talento. VOTO 7
Terza manche- Inediti
Patagarri – Caravan; Mimì – Dove si va; Les Votives – Monster; Lorenzo Salvetti – Mille concerti
In questo caso poco da dire, se non ribadire quanto avevamo detto nei primi due ascolti. Ovvero: il brano dei Patagarri non ha alcun futuro discografico, ma certamente consentirà loro ottimi riscontri nei live, quello dei Les Votives è un rock generico che non esplode mai davvero; il brano di Mimì è molto bello e attuale, ma forse non la valorizza, però la mano di Madame è una sufficiente a spingerlo probabilmente anche nelle charts. Quanto al brano di Lorenzo Salvetti, ne fa una sorta di nuovo Ultimo. Il ragazzo è bravo, sicuramente più del suo termine di paragone e per questo sarebbe necessario preservarlo…
