“Echoes” e “Sages”: Loreen si rinnova con due differenti progetti

Loreen

Tempo di novità per Loreen. La cantautrice svedese di origine berbera, due volte vincitrice dell’Eurovision (nel 2012 e nel 2023), esce con “Echoes“,  che segna l’inizio di un nuovo capitolo con la  Polydor France. 

Co-scritta e prodotta dall’hitmaker palestinese-svedese Rami Yacoub (già collaboratore di Charli XCX, Lady Gaga e Madonna), “Echoes” si apre come una ballata al pianoforte essenziale prima di librarsi in una produzione pop cinematografica su larga scala, rispecchiando l’intensità emotiva per cui Loreen è diventata famosa. Dice l’artista:

Questa canzone parla di connessione animica, il tipo di legame che non ha bisogno di spazio o tempo per esistere. Siamo tutti echi l’uno dell’altro in qualche modo, e quando ci vediamo veramente, ci scontriamo, non importa quanto siamo lontani.

Sicuramente è una Loreen nuova, che si apre alle ballad ed è una sfida importante per un’artista molto popolare in Europa grazie ai due passaggi eurovisivi – tre con l’ospitata a Malmö del 2024 – ma che al di fuori delle due hit eurovisive non è in realtà riuscita a consolidarsi a livello disografico quando a certificazioni.

“Echoes” è una potente riflessione sull’unità, la vulnerabilità e l’amore cosmico, come recita il ritornello del brano, che mette in mostra la capacità di Loreen di fondere l’intimo con l’universale, proseguendo la sua tradizione di creare musica pop che trascende.

Siamo proprio come echi, siamo proprio come stelle nella notte /
Potremmo essere distanti anni luce, ma ci scontreremo sempre

Parallelamente, Loreen ha in questi giorni  presentato il suo progetto collaborativo dal titolo “Sages” con il pluripremiato compositore e produttore islandese Ólafur Arnalds, nome pesante della EDM nella terra dei geyser.

“Sages” fonde paesaggi sonori cinematografici con la voce emotivamente carica di Loreen ed esplora la trasformazione, la vulnerabilità e la liberazione creativa. La collaborazione spontanea e fuori dagli schemi del genere è accompagnata da uno straordinario cortometraggio – oltre 10 minuti – ispirato al racconto surreale della Peste Danzante di Strasburgo, che rafforza l’abilità artistica di Loreen non solo come cantante, ma anche come narratrice potente e visionaria.

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