“Gia Tin Kypro”, Evdiriki canta i 50 anni dall’invasione turca di Cipro Nord

La musica, come sempre è anche storia. A raccontarla è Evridiki, la cantante cipriota tre volte in gara all’Eurovision (1992, 1994 e 2007). A 56 anni, si prende il lusso di raccontare un pezzo della sua vita perchè sono i suoi ricordi di bambina. Parliamo dell’invasione della parte Nord dell’isola di Cipro nel 1974, attuata dalla Turchia in risposta al colpo di stato che aveva deposto l’arcivescovo Makarios, allora presidente della Repubblica Federale. Un atto compiuto in violazione – o meglio con una interpretazione distorta – del trattato di Londra che dal 1960 regolava la convivenza fra le due etnie di Cipro.

“Gia Tin Kypro”, ossia “Per te Cipro” è un grande inno d’amore al suo Paese, ricordando quei giorni. Lei stessa su Instagram ne ha fatto menzione:

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Evridiki (@evridikiofficial)

Sono nata nel 1968, a Limassol, la città di mia madre. Sono cresciuto a Nicosia e sono una Lapithkiotissa (una città di Cipro Nord ndr) da mio padre e mio nonno. Fino al 1974 dividevamo il nostro tempo in estate tra Kyrenia e Limassol. Ho capito che c’era qualcosa di brutto quando siamo andati in convoglio sulla strada per Kyrenia, come ci ha spiegato mio padre, accompagnati da operai. Ciò ha creato paura e insicurezza in me e in mia sorella. I nostri genitori ci hanno spiegato che ciò accadeva perché stavamo attraversando delle enclave turco-cipriote, ma non c’era motivo di preoccuparsi.

Ma sentivamo il pericolo. Era nell’aria e negli occhi degli adulti. La nostra casa era a Strovolos, molto vicino al Palazzo Presidenziale. Il 15 luglio 1974 sentimmo per la prima volta le mitragliatrici dei golpisti. Siamo andati a Limassol dove siamo rimasti fino alla fine dell’estate. La piccola casa di nonno Dimitris e nonna Maroula divenne il rifugio di tutta la famiglia di mio padre, arrivata da Kyrenia e Lapithos dopo l’inizio dell’invasione turca il 20 luglio.

Zia Elena, con il marito e i loro tre figli, zio Koklis con zia Anna e i loro tre figli anche i bambini. Nonno Christakis, il padre di mio padre e nonna Despina insieme alla loro piccola figlia, abbiamo saputo che erano prigionieri a Belapais, e zio Kostas… zio Kostas è rimasto lì per sempre. Al suo amato Lapithos. È stato raggiunto dalla bomba caduta nel cortile di casa sua. Per me il tempo si è fermato al ’74. Me ne vado… e tornerò di nuovo nei posti che ho amato, nei posti in cui non ricordo di aver vissuto, ma li incontro ogni notte nei miei sogni. Voglio tornare lì… annegare nel mare di Kyrenia, assaporarne la salsedine, respirarne l’aria e che la mia anima si riscatti.

Il grande cantautore Stamatis Morfonios mi ha fatto un regalo unico regalandomi questa canzone, pochi giorni prima del nero anniversario dell’invasione turca e Bob Katsionis attraverso i suoi stessi occhi ha dato vita alla nostra canzone

Una ballata densissima di ricordi e di immagini evocative cui Evridiki dà la voce ma anche il cuore

 

Potrebbero interessarti anche...