Alla scoperta dei Nuija, il pop rock che canta in groenlandese
Arriviamo ai confini dell’Europa, anzi geograficamente siamo nel continente americano. Non politicamente, perchè la Groenlandia, il territorio da cui arrivano i Nujia, è parte del regno di Danimarca, anche se parzialmente autonomo.
Nujia sono un progetto che è attivo da diversi anni del territorio dell’estremo Nord ma salito alle cronache l’anno scorso per aver vinto la prima edizione del Pan Arctic Video, il concorso canoro dei paesi del circolo polare Artico nato per far luce proprio su quei territori e di cui abbiamo parlato ieri in relazione ad Ester Skala.
Diversamente da altri progetti più “europei” sempre della Groenlandia di cui avevamo parlato, che utilizzavano l’inglese o il danese e spesso sonorità più radiofoniche, qui siamo di fronte ad una band, composta per metà da islandesi e per metà da groenlandesi, ma con base a Nuuk, che canta esclusivamente nella lingua della Groenlandia. E anche le melodie sono molto lontane dal mainstream e decisamente più indie come in questa “Marluulluta”.
Ma anche dove il pop si avvicina più alle sonorità radiofoniche, come in “Unamminata”, ottimo rock, la lingua locale fa ottimo sfoggio, a testimonianza di quello che questo sito vuole affermare e cioè che non conta l’idioma in cui si canta se il progetto è forte. Interessanti anche “Taarsiortoq” e “Upperiuk“.
Le tematiche artiche sono dovunque presente nell’atmosfera delle canzoni, chitarre ruggenti come iceberg che si nascondono e armonie vocali ariose come il vento sui mari. I testi toccano argomenti come insicurezze, cambiamenti climatici, amore e altri soggetti familiari.
