Il post per sentirci vecchi: 10 hit europee che nel 2025 compiono 40 anni
Cara lettrice, caro lettore che come me hai superato i 45 anni, questo post è per noi. Come ogni anno eccoci a riproporre i grandi successi europei- lo faremo poi anche con gli italiani – che ascoltavamo quando eravamo bambini e quindi hanno appena compiuto o compiranno nel corso dell’anno 40 anni. Brani in qualche caso diventati classici del pop, altre volte invece simbolo dell’interprete che li ha eseguiti, ma sempre rimasti nei cuori di tanti. Allora alziamo il volume delle casse. E ricantiamoli tutti insieme.
Duel- Propaganda (Germania)
Giusto di recente le due differenti componenti del progetto sono tornate in attività separatamente – ne avevamo parlato qui – ma questo è indubbiamente il brano, una on hit wonder, che in realtà fu un successo più da noi (primo posto), che in Germania. La canzone ebbe comunque un considerevole appeal radiofonico in tutta Europa al di là delle charts.
(I’ll never be) Maria Magdalena- Sandra
Sandra Ann Lauer, già moglie Micheal Cretu e la sua unica straordinaria one hit wonder. Grande protagonista delle classifiche europeee e numero 1 anche da noi, era contenuta nell’album d’esordio dell’artista che – sebbene senza altri exploit – ha continuato e continua ad incidere con una certa costanza.
Election day- Arcadia
Arcadia è il side-project di Simon Le Bon, Nick Rhodes e Roger Taylor formato in un anno di pausa dei Duran Duran – che comunque quell’anno incidono “A view to a kill”, colonna sonora di 007 Bersaglio Mobile – e l’unico album è trainato da questo singolo numero 1 in Italia e di buon successo nel resto del Continente. Ma da noi la passione per i Duran era più forte che altrove, come dirà il film adolscenziale “Sposerò Simon Le Bon” che uscirà nel 1986.
You spin me round (Like a record)- Dead or Alive
Poco altro da dire su questo brano se non che è rimasto scolpito nella storia di chi ha amato l’eurodisco di quegli anni. Canzone simbolo della band che più di altre ha sdoganato anche fuori dai confini britannici la libertà sessuale, supera largamente il milione di copie. Il brano è incluso anche nell’elenco delle 1001 canzoni da ascoltare obbligatoriamente prima di morire scritto da Robert Dimery.
Alive and kicking- Simple Minds
Non potevamo non inserire in questa top 10 Jim Kerr e i suoi sodali con una delle loro migliori produzioni. Numero 1 in Italia, il brano è comunque ai vertici in gran parte del mondo e vince due dischi di platino e due d’oro. Quanto ai Simple Minds, ovviamente non hanno bisogno di presentazioni.
Cheri cheri Lady- Modern Talking
Il 1985 è – per antonomasia – l’anno dei “figli dei Modern Talking”, nel senso che nelle dancefloor di tutta Europa, Italia compresa, questo lentone pop si insinuava fra i brani più ritmati ed era l’ideale per le coppie che volessero in qualche modo passare del tempo abbracciati, ma continuando a ballare sulla pista. Molti amori sono nati e cresciuti, sulle note di questa canzone che fa anche strage di certificazioni in giro per il Continente. Dieter Bohlen (il biondo) è oggi uno dei maggiori produttori e talent scout tedeschi, Thomas Anders gira ancora l’Europa, cantando le canzoni del progetto e non solo.
Take on me – a-Ha
Come sopra, ma passando dalla Norvegia. Morten Harket e il suo gruppo vivono il loro massimo fulgore in quest’anno, quando esce l’album d’esordio accompagnato da questo fenomenale singolo che supera largamente il milione di copie in giro per l’Europa. a-Ha sono tuttora attivi, più lontani dal mainstream.
Tarzan boy- Baltimora
Negli anni 80, soprattutto in Italia, ma anche in Germania, c’era la brutta abitudine di prendere dei bei modelli o delle belle ballerine e far loro muovere le labbra, mentre la voce che cantava le canzoni era di un altro. Ecco, il progetto italiano Baltimora era tutto questo: lui è il nordirlandese Jimmy Mc Shane, ma la voce è dell’autore e produttore Maurizio Bassi. “Tarzan Boy” passa diverse settimane anche in testa alla chart europea. Meritatamente, per il brano. Meno, per tutto il contorno.
19 -Paul Hardcastle
La New Wave in fase discendente nel 1986 gioca ancora alcune carte interessanti. La one hit wonder del britannico Paul Hardcastle è un brano synthpop con un fortissimo messaggio antiguerra e l’effetto che ha avuto sui soldati veterani: “Quando ero in Vietnam avevo 19 anni”, dice il testo nel quale confronta i suoi 19 anni quando invece era fuori a divertirsi nei pub. La canzone è numero 1 in quasi tutta Europa e negli Usa, ma resta il suo unico successo.
La det swinge/Let it swing- Bobbysocks
Dopo anni di enormi delusioni e piazzamenti a fondo plotone, la Norvegia vince finalmente l’Eurovision e lo fa con uno schlager destinato a diventare mitologico anche senza aver sfondato le charts europee. “La det swinge” è prima in Norvegia, mentre nel resto d’Europa ha un medio successo la versione inglese e leggermente rallentata “Let is swing” (questa). Ma più della classifica, a far diventare il brano un classico, non solo nel Nord Europa, sono le numerose esibizioni live, nel corso degli anni del duo, che peraltro è in realtà composto da due soliste unite per l’occasione.
