Sanremo 2025: il commento della serata cover. Giorgia e Annalisa vincono e convincono
È andata in scena la quarta serata del Festival di Sanremo 2025, quella dedicata alle cover e ai duetti. A vincere la serata sono state Giorgia e Annalisa con “Skyfall”, una vittoria prevedibile viste le prove del pomeriggio e viste le reazioni della sala stampa e del pubblico in platea. Ecco il racconto della serata.
Ad aprire la serata, dopo i 20 minuti di Roberto Benigni, è stato i duetto su “Fiori rosa, fiori di pesco” eseguito da Rose Villain e Chiello, seguiti dai Modà con Francesco Renga sulle note di “Angelo”, a 20 anni dalla vittoria a Sanremo 2005 (e tutta la sala stampa ha cantato), e Clara con Il Volo su “The Sound of Silence” nella versione dei Disturbed.
Anche su Noemi e Tony Effe, con quel capolavoro di “Tutto il resto è noia” di Franco Califano, la stampa ha cantato l’inciso in coro e la stessa cosa è successa per Francesca Michielin e Rkomi con “La nuova stella di Broadway” di Cesare Cremonini. L’ovazione è scattata per l’insolito duetto di Lucio Corsi e Topo Gigio con “Nel blu dipinto di blu”.
Classe allo stato puro il duetto tra Serena Brancale e Alessandra Amoroso su “If I ain’t got you” di Alicia Keys, mentre per quanto riguarda la versione di “Say Something” eseguita da Irama e Arisa (che comunque qualche applauso l’ha attirato) abbiamo qualche riserva. Quando si parla di Toquinho, che ha duettato con Gaia sulle note de “La voglia, la pazzia”, si parla di un gigante, e infatti questa versione è davvero godibile.
La festa però è su “Rossetto e caffè”, eseguita dai The Kolors con Sal Da Vinci, che scatena il pubblico in teatro e anche la sala stampa. Un momento toccante è quello con Marcella Bella e i Twin Violins, che hanno eseguito “L’emozione non ha voce”, soprattutto per l’abbraccio di Marcella con suo fratello, il grandissimo Gianni Bella seduto in prima fila, che è autore del brano. Un po’ fuori contesto invece l’esibizione dei Twin Violins su “Viva la vida”, probabilmente un riempitivo dell’ultimo momento.
L’omaggio di Rocco Hunt e Clementino, sulle note di “Yes I know my way”, a Pino Daniele invece è risultato bello ma forse un po’ furbo, vista la voce registrata del compianto cantautore e chitarrista. Su Francesco Gabbani e Tricarico, con “Io sono Francesco”, il giudizio è sospeso: Tricarico non ha mai avuto doti canore degne di nota, ma in questa occasione ha parlato per tutto il pezzo.
Applausi a scena aperta per Giorgia e Annalisa, con un duetto sulle note di “Skyfall” di Adele. Una dichiarazione di intenti bella e buona, in una serata che per fortuna non vale per la classifica finale, da parte di due professioniste che hanno letteralmente ribaltato il teatro e la sala stampa. Non si può dire lo stesso per Simone Cristicchi e Amara, che hanno avuto qualche timido applauso, ma proporre sempre la stessa cover non sempre paga.
La migliore performance di Sarah Toscano, convincente già dalle prove, è stata proprio in questa serata delle cover con gli Ofenbach e “Overdrive”, cantata in italiano e con un accenno di “Be Mine”. “Sanremo sta finendo e un anno se ne va”, canta California dei Coma_Cose iniziando la cover de “L’Estate sta finendo” insieme a Johnson Righeira. Il pubblico all’Ariston si scatena come anche la sala stampa.
Di sicuro, anche se Sanremo sta finendo, non finisce la classe sul palco: Joan Thiele e Frah Quintale infatti, sulle note di “Che cosa c’è” di Gino Paoli, regalano una perla di eleganza e raffinatezza. Reazione fredda da parte della sala stampa per Olly con Goran Bregovic e la Wedding and Funeral Band, una versione “fusion” de “Il Pescatore” di Fabrizio De André. Molto bella e rispettosa delle canzoni originali l’interpretazione di “A mano a mano” e “Folle città” di Elodie e Achille Lauro.
Apprezzabile anche la “follia di San Valentino”, ovvero un assaggio di “Ancora” che Elodie e Achille Lauro hanno accennato anche in prova prima di essere interrotti da Pippo Balistreri, direttore di palco. Sicuramente meritava di meglio Pino Daniele, l’interpretazione di “Quando” di Massimo Ranieri con i Neri per caso non è stata totalmente azzeccata. Come non è stata la miglior esecuzione di “Un tempo piccolo” quella di Willie Peyote con Tiromancino e Ditonellapiaga.
Sicuramente un’ottimo omaggio a Lucio Dalla quello di Brunori Sas con Dimartino e Riccardo Sinigallia, sulle note de “L’anno che verrà”. Ancora più bello il fatto che il “caro amico” a cui Dario Brunori ha dedicato questo capolavoro sia il compianto Paolo Benvegnù. La stampa ha cantato in coro, ovviamente.
Neanche in tempo a emozionarsi che arriva Fedez, insieme a Marco Masini, che con “Bella stronza” lancia un’invettiva pesantissima nei confronti di una ragazza, presumibilmente la sua amante. Reazione abbastanza particolare della sala stampa, che applaude ma con freddezza.
Problemi tecnici al microfono di Bresh, che ha smesso di funzionare, ma i tecnici Rai prontamente lo sostituiscono e Carlo Conti fa ripartire l’esibizione, insieme a Cristiano De André, su “Creuza de ma”. Nella seconda interpretazione si è scollegato il bodypack di Cristiano De André, ma i due stoicamente sono andati avanti e il risultato è stato comunque molto buono. In ogni caso, invitati giustamente a riesibirsi al termine delle esibizioni, hanno avuto modo di far ascoltare la versione migliore.
È stata ottima anche la performance di Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento con Neffa, che hanno portato un po’ di sano urban sul palco dell’Ariston. Anche la sala stampa ha apprezzato, applaudendo alla fine della loro performance in segno di approvazione.
Con la vittoria della serata cover da parte di Giorgia e Annalisa lo scenario che si apre è interessante: per la classifica finale, che non sarà toccata dall’esito di questa serata, ci sarà qualche colpo di scena che potrebbe stravolgere i favoriti o no? Ai posteri l’ardua sentenza.
